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ALBANO: RIAPRE LA DISCARICA IL 26 LUGLIO

ALBANO: RIAPRE LA DISCARICA IL 26 LUGLIO
Luglio 18
19:47 2021

ZINGARETTI (PD) FIRMA PER RIAPRIRE LA DISCARICA DI ALBANO IL 26 LUGLIO

CAPACITA’ RESIDUA: 236.675 METRI CUBI DI IMMONDIZIA

LA DISCARICA DI ALBANO NON PUO’ ESSERE RIAPERTA PERCHE’ ILLEGALE!!!

DOMENICA 25 ALLE ORE 21 GRANDE CORTEO-FIACCOLATA AD ALBANO

Da lunedì 26 luglio 2021 il VII invaso della discarica di Albano rischia di trasformarsi nella pattumiera della capitale.

Dopo l’ordinanza della Raggi arriva a ratifica un’ordinanza del Presidente della Regione Lazio Zingaretti, firmata il 16 luglio 2016 sulla base degli accordi presi nel corso della riunione 16 luglio 2021 delle ore 12 convocata dal Prefetto di Roma.

Gravissimo il fatto che tutte le istituzioni sapessero da venerdì 16 luglio, ma nessuno di lor signori ha avuto l’onestà di informare i cittadini.

Zingaretti e La Raggi porteranno l’onta di aver firmato ordinanze per la riapertura della discarica di Albano, di proprietà del signor Cerroni, gestita prima con una società soggetta ad “interdittiva antimafia”, poi trasferita in vista della riapertura ad una società della figlia.

La discarica di Albano non può essere riaperta perché è illegale una discarica che si trova a pochissimi metri dalle abitazioni. Secondo la legge europea, nazionale e regionale le discariche devono essere collocate almeno ad un chilometro dalle abitazioni. Entro 500 metri dalla discarica di Albano vivono 500 persone e dai 150 questionari somministrati alle famiglie residenti, vicino alla discarica la mortalità per tumori è superiore del 300% rispetto alla media regionale.

Purtroppo siamo qui a difendere il diritto alla salute e ad organizzare assemblee e cortei contro la riapertura della discarica di Albano perchè Zingaretti e il centrosinistra in modo irresponsabile hanno approvato un piano regionale dei rifiuti che indica la disponibilità del VII invaso della discarica di Albano, perché la signora Tosini, scelta da Zingaretti per dirigere il settore rifiuti della Regione Lazio, ha rinnovato le autorizzazioni sulla discarica di Albano ad una società soggetta ad “interdittiva antimafia” senza svolgere alcuna conferenza dei servizi con le istituzioni locali, i comitati, le associazioni e i cittadini.

Va anche evidenziato che per la riapertura della discarica di Albano la Regione Lazio dovrebbe rivedere l’Autorizzazione di Impatto Ambientale (AIA), che oggi limita l’utilizzo della discarica agli scarti dell’impianto TMB di Albano, impianto distrutto da un incendio nel 2016.

Il Partito Comunista invita tutti i cittadini a organizzare la massima partecipazione al corteo-fiaccolata indetto dai comitati per domenica 25 luglio 2021 alle ore 21 ad Albano Laziale da Piazza Mazzini a Piazza Risorgimento, contro la riapertura della discarica di Albano, per difendere il territorio, l’ambiente e la salute dei cittadini.

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PASSATA LA FESTA, GABBATO LO SANTO

Zingaretti (PD) ha preso in giro due volte i cittadini di Albano, riaprendo la discarica dopo lo svolgimento delle elezioni comunali dove doveva piazzare un Sindaco targato PD.

Il Partito Comunista nel luglio 2020 era sotto la sede del Consiglio Regionale a manifestare contro l’approvazione del Piano dei Rifiuti che riportava la disponibilità di 87.000 metri cubi della discarica di Albano, mentre il Sindaco Borelli e tutto il centro-sinistra di Albano promettevano spudoratamente in campagna elettorale che la discarica di Albano non sarebbe mai stata riaperta (se era così, perché non è stata tombata?).

Come abbiamo scritto in un precedente post intitolato “Passata la festa, gabbato lo santo: la discarica di Albano è stata confermata da Zingaretti sul piano regionale dei rifiuti”, finite le elezioni comunali ad Albano la Regione Lazio ha reso disponibile il “Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti” approvato dal Consiglio Regionale il 5 agosto 2020, piano in cui è stata riconfermata la discarica di Albano per una capacità residua di 236.675 metri cubi (sulle bozze precedenti del piano rifiuti la capacità residua della discarica di Albano era stimata in soli 87.954 metri cubi).

Questo incredibile ampliamento della capacità residua della discarica di Albano è stato espressamente richiesto con nota del 7 ottobre 2019 (prot. Reg. 0790984) della società Ecoambiente (società del gruppo Cerroni cui è stata ceduta nell’agosto 2019 la discarica di Albano).

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IL CAOS RIFIUTI INIZIA IL 23 MARZO 2021, DOPO L’ARRESTO DELLA TOSINI

A rompere i disastrosi piani della coppia Raggi-Zingaretti è intervenuta il 23 marzo 2021 la magistratura, che ha arrestato la dirigente regionale del ciclo rifiuti, la signora Tosini, proprio in merito alle autorizzazioni alla contestatissima discarica di Monte Carnevale, di proprietà di un altro privato (il signor Lozza), finito anche lui agli arresti.

Dopo l’arresto della Tosini si sono verificati una lunghissima serie di fermi e manutenzioni nei punti chiave gestiti dai privati che hanno generato il caos nella gestione dei rifiuti:

  • 31 marzo 2021 – Chiusura per esaurimento del IV invaso della discarica MAD di Roccasecca (FR)  
  • 31 marzo 2021 – Rinuncia della MAD a costruire il V invaso della discarica di Roccasecca (FR)
  • 2 maggio 2021 – Fermo completo dell’impianto TM Ecosystem Spa di Pomezia (RM)
  • 18 giugno 2021 – Interruzione dei flussi con l’impianto Cermec spa (Toscana)  
  • 23 giugno 2021 – I 2 TMB di Cerroni a Malagrotta dichiarano una riduzione del 25% degli ingressi di rifiuti per riduzione delle discariche nelle altre regioni italiane
  • 6 luglio 2021 – Fermo completo per manutenzione dell’impianto Scapigliato srl (Toscana) 
  • 15 luglio 2021 – Fermo completo per manutenzione dell’impianto TMB di Aprilia (LT).

Una serie così lunga di eventi concomitanti non può essere una coincidenza, un caso, una disgrazia.

Sembra un “cartello” dei privati che gestiscono i punti chiave del ciclo dei rifiuti per arrivare al caos rifiuti al fine di imporre la riapertura della discarica di Albano (e a seguire quella di Guidonia).

In questo periodo, il signor Cerroni, le cui società sono soggette ad “interdittiva antimafia”, sta ricostruendo tutto il suo monopolio nella gestione dei rifiuti nella capitale, facendo lavorare a pieno regime i suoi due impianti TMB di Malagrotta e cercando in tutti i modi di riaprire gli impianti e le discariche di Albano e di Guidonia (il TMB di Albano è andato distrutto in un altro “misterioso” incendio dell’estate 2016, mentre la discarica di Guidonia è stata in passato sequestrata dalla magistratura).

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IL FALLIMENTO DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI DI RAGGI-ZINGARETTI

L’emergenza rifiuti a Roma e nel Lazio rappresenta la palese dimostrazione del fallimento della gestione dei rifiuti del presidente della Regione Lazio Zingaretti (PD) e della sindaca Raggi (5 stelle).

Invece di puntare velocemente alla raccolta differenziata, Raggi e Zingaretti si sono attardati 5 anni in un patetico gioco di scarico delle responsabilità sulla scelta del luogo della discarica di Roma, lasciando la gestione vera dei rifiuti tutta in mano ai potenti privati del settore che detengono gli impianti di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) e le discariche in esercizio.

L’incapacità totale di Zingaretti e della sua maggioranza sta nei numeri delle discariche attualmente attive sul territorio regionale:

  • Discarica MAD di Fosso Crepacuore (22.000 mc residuali, chiusura prevista per fine agosto 2021)
  • Discarica Viterbo (124.000 mc residuali, chiusura prevista per fine anno).

Considerando che la raccolta differenziata è ancora troppo bassa nella regione e nella Capitale, la capacità residua delle discariche del Lazio si esaurirà a brevissimo.

Inoltre, la Regione Lazio ha concesso in questi anni autorizzazioni impiantistiche ai potenti privati senza rispettare le regole sulle distanze dalle abitazioni.

Il VII invaso della discarica di Albano del signor Cerroni è a soli 80 metri da centinaia di abitazioni di Villaggio Ardeatino, classificato dalla stessa Regione Lazio come “centro abitato”.

Anche i TMB dell’AMA a Roma e il TMB di Altissimi ad Aprilia sono posizionati in mezzo alle abitazioni, e sono contestati dai residenti a causa delle puzze, dei problemi sanitari e dei pesanti disagi.

Con le discariche in esaurimento, gli impianti di TMB rischiano di trasformarsi in discariche di ecoballe a cielo aperto. Ad esempio, il signor Altissimi ha da poco costruito ad Aprilia un secondo gigantesco piazzale per lo stoccaggio delle ecoballe prodotte, con le ecoballe sono a pochissimi metri dalle abitazioni.

Il problema vero dei rifiuti a Roma è aver lasciato i punti chiave della gestione dell’indifferenziato (i TMB) nelle mani dei privati (Cerroni, Altissimi, Lozza, MAD).

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LE SOLUZIONI PROPOSTE DAL PARTITO COMUNISTA

Vista la mancanza di discariche nel territorio regionale e la sempre più bassa disponibilità di discariche nelle altre regioni italiane, a Roma va adottata la stessa strategia scelta con successo a Napoli: esportare i rifiuti all’estero (i costi sono addirittura inferiori rispetto alle discariche italiane).

Per il Partito Comunista per uscire dall’emergenza rifiuti nella capitale e nella Regione Lazio è necessaria una gestione interamente pubblica della gestione dei rifiuti, bisogna portare subito la raccolta differenziata ai livelli minimi del 65% stabiliti dalla legge italiana ed europea, devono essere adottate le migliori pratiche dell’economia circolare, devono essere sviluppate le filiere del riciclo che garantiscono sostenibilità e nuova occupazione, bisogna arrivare con la differenziata a chiudere i vecchi ed obsoleti impianti di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) dei potenti privati (Cerroni, Altissimi) e bisogna riportare trasparenza e moralità nella gestione dei rifiuti interrompendo ogni rapporto con società soggette ad “interdittiva antimafia”.

 

 

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