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ALBANO – SOLIDARIETÀ TOTALE A CHI LOTTA PER LA CHIUSURA DELLA DISCARICA

ALBANO – SOLIDARIETÀ TOTALE A CHI LOTTA PER LA CHIUSURA DELLA DISCARICA
Settembre 07
10:01 2021

CONTRO LA REPRESSIONE E L’ILLEGALITÀ DELLE ISTITUZIONI, SOLIDARIETÀ TOTALE A CHI LOTTA PER LA CHIUSURA DELLA DISCARICA

Da ormai più di un mese, centinaia di cittadini e cittadine dei Castelli Romani e dei comuni limitrofi si riuniscono quotidianamente, 24 ore su 24, davanti alla discarica di Roncigliano, sulla Via Ardeatina, per richiederne l’immediata chiusura. Dopo un periodo di inattività, infatti, la discarica, presente da ormai 40 anni, è stata riaperta in virtù della famigerata “ordinanza Raggi” del 15 luglio 2021, che intende scaricare sulla popolazione dei nostri territori i frutti avvelenati della fallimentare gestione dei rifiuti perseguita in anni e anni dal Comune di Roma, come pure dalla Regione Lazio e dai governi nazionali.

Nonostante l’atteggiamento repressivo manifestato fin dai primi giorni della protesta dall’autorità prefettizia e dai vertici della polizia, il presidio permanente è comunque riuscito a rallentare l’afflusso dei TIR per lo sversamento dei rifiuti, grazie a una partecipazione continuativa e diffusa. La lotta contro la discarica, del resto, non è condotta da politicanti di professione, bensì dalle donne e dagli uomini delle famiglie della zona, sottoposte da troppo tempo a livelli intollerabili di inquinamento, con conseguenze tragiche sulla salute.

Incapaci di far fronte alle esigenze minime della cittadinanza, le istituzioni rispondono oggi alla collera popolare con la consueta arma della repressione. Un militante del “Coordinamento contro l’Inceneritore”, attivo anche nelle vertenze contro la cementificazione di Marino e dintorni, è stato infatti colpito da un “foglio di via”, emanato dalla questura di Roma, della durata di 6 mesi. L’ordinanza della questura, accompagnata anche dall’annuncio di una imminente denuncia per “blocco stradale” e “interruzione di pubblico servizio”, è peraltro piena di inesattezze e vere e proprie menzogne. Particolarmente grave risulta, su tutte, l’attribuzione al compagno in questione di numerosi precedenti, rispettivamente per “rissa”, “resistenza a pubblico ufficiale” e perfino “violazione della normativa in materia di armi”, che sono invece completamente inventati.

Si decide dunque di riesumare una misura come il foglio di via, proveniente dalla legislazione fascista e utilizzata ai giorni nostri per colpire i movimenti sociali, nel tentativo di dividere i partecipanti alla mobilitazione contro la discarica, fabbricando una contrapposizione inesistente tra manifestanti “buoni” e “cattivi”. Possiamo essere certi che non ci riusciranno: il “Coordinamento contro l’Inceneritore” è una realtà di lotta popolare radicata nel territorio, che da 14 anni si oppone con successo alla logica predatoria che fa prevalere gli interessi di una imprenditoria parassitaria, come quella che domina il ciclo dei rifiuti, su quelli della popolazione. Una prima risposta è stata data lo scorso 3 settembre, con un partecipato presidio a Roma, davanti all’Ufficio Rifiuti della Regione Lazio.

Il provvedimento della questura appare ancora più inaccettabile, se si considera, come è stato assodato dai primi dati diffusi dall’Arpa in seguito alle analisi effettuate in discarica in agosto, che i tir che sversano a Roncigliano non trasportano rifiuti stabilizzati, come prevede invece la stessa “ordinanza Raggi”, presentando concentrazioni largamente fuori legge di un metallo pesante come lo zinco. Senza parlare poi dell’interdittiva antimafia che grava su diverse società di proprietà del solito Manlio Cerroni, tra cui quella Pontina Ambiente che gestisce proprio il sito di Roncigliano.

Vorrebbero ridurre l’area metropolitana di Roma a una distesa di nocività ambientali, rendendola una riserva di caccia per gli speculatori di tutte le risme e privandola dei servizi essenziali, come è emerso compiutamente durante la pandemia da Covid-19. Alla prepotenza repressiva e alla complicità istituzionale si deve rispondere proseguendo la lotta, per affermare le esigenze di chi vive e lavora sul territorio. La mobilitazione contro la discarica e quella contro la cementificazione sono una cosa sola, perché entrambe sono rivolte ad eliminare la dittatura del profitto dalle nostre vite. Invitiamo tutta la popolazione a partecipare alle prossime iniziative contro la discarica, a cominciare dalla manifestazione che si terrà ad Albano venerdì 10 settembre.

Assemblea contro la cementificazione – stopcemento@inventati.orghttp://stopcemento.noblogs.org

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