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Amianto in G. di F. – Interrogazione parlamentare

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Amianto in G. di F. – Interrogazione parlamentare

30 Marzo
09:54 2012

della maggiorazione contributiva per esposizione ad amianto e le censure mosse dall’Avv. Ezio Bonanni nel suo appello alla Sentenza della Corte dei Conti Sezione Giurisdizione del Friuli Venezia Giulia, oltre al recente ricorso al TAR per il trasferimento di un finanziere responsabile dei lavoratori per la sicurezza sul lavoro, da parte del Comando di Roma, hanno trovato autorevole conforto ed efficace sostegno da parte del Senatore Felice Casson, attraverso un’interrogazione parlamentare, sottoscritta anche dai Senatori Filippi, Fontana, Garraffa e Roilo, e si unisce alla interrogazione presentata dall’On.le Pierfelice Zazzera ed altri.

L’Osservatorio Nazionale Amianto auspica che si faccia chiarezza su queste vicende per una esigenza di tutela dell’ambiente e della salute pubblica e dei diritti dei lavoratori ancorché militari della G.d.F. i quali ancorché tali non debbono morire per motivi di servizio per delle patologie che per essere prevenute presuppongono la totale e integrale bonifica dai materiali di amianto, oltre che darne corretta informazione circa i rischi per i dipendenti e per l’opinione pubblica.

L’Osservatorio Nazionale Amianto non intende abbassare la guardia su queste vicende e ha in programma ulteriori iniziative giudiziarie.

Roma, 27.03.2012

Ufficio Stampa ONA

Si allega in calce interrogazione parlamentare.

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07149

Atto n. 4-07149

Pubblicato il 22 marzo 2012

Seduta n. 698

CASSON , FILIPPI Marco , FONTANA , GARRAFFA , ROILO – Ai Ministri della giustizia e dell’economia e delle finanze. –

Premesso che:

nella caserma “Campo Marzio” della Guardia di finanza, di via Fiamme gialle 6, a Trieste (attuale comando regionale) dal 1999 al 2002 sono state bonificate varie tonnellate di materiali contenti amianto compatto e friabile;

per un lungo periodo, fino al 2002, a causa del cattivo funzionamento delle macchine che effettuavano il trattamento dell’aria della caserma, l’amianto delle coibentazioni ivi presenti, risalenti agli anni ’50, è stato immesso negli uffici amministrativi del terzo piano, e di conseguenza nell’edificio, generando un inquinamento ambientale di gran lunga superiore ai limiti di legge;

questo è quanto si apprende dalla relazione tecnica, datata 6 settembre 2011, del professor ingegner Marino Valle, uno dei maggiori esperti europei del settore, consulente tecnico di parte dell’appuntato scelto in congedo B. F., promotore di una causa contro l’Inpdap (fascicolo 12848), per esposizione professionale qualificata all’amianto, presso la Corte dei conti di Trieste;

pare che per effetto di un incredibile errore di computo, il giudice Paolo Simeon nella sentenza 186/2011 (sezione Friuli-Venezia Giulia Pensioni del 10 ottobre 2011) avrebbe considerato il periodo di servizio di 12 anni prestato dal militare negli uffici di detta caserma (dal 16 ottobre 1989 al 2000/2001) come se questo fosse durato solo “due o tre anni”, ritenendolo ininfluente ai fini di causa e pertanto non prendendolo in esame con tutti gli atti relativi;

ora, a parte l’erronea convinzione che anche una temporalmente limitata esposizione all’amianto non possa comportare patologie asbesto-correlate, si ritiene che il non aver voluto approfondire la situazione di grave pericolo per la salute dei lavoratori impiegati presso la caserma, chiaramente emersa in sede di consulenza, non solo abbia causato al ricorrente militare la perdita della causa, con la necessità di dover ricorrere in appello per poter dimostrare l’evidenza dei numeri negati in prima istanza, ma, cosa ben più grave, abbia di fatto impedito l’accertamento di una situazione di grave pericolo tuttora presente;

il personale della Guardia di finanzia, infatti, continua ancora a convivere, nello stesso edificio, con gli enormi archivi cartacei ivi presenti, impregnati dall’invisibile polvere di amianto, che non sono mai stati bonificati. A questo proposito, molti finanzieri impiegati presso la caserma si sarebbero ammalati di patologie asbesto-correlate, anche gravi, con casi sospetti di decesso e che l’amianto, invisibile e inodore, può continuare a colpire mortalmente anche dopo 40-50 anni dall’esposizione;

l’Osservatorio nazionale amianto, nei giorni scorsi, si è rivolto con formale istanza al Ministro dell’economia e delle finanze, oltre che al Capo dello Stato, in qualità di comandante delle Forze armate, affinché si dispongano le bonifiche dei siti ancora contaminati dalla presenza di amianto,

si chiede di sapere:

quali siano i motivi per cui, a tutt’oggi, alla luce dell’inquinamento da amianto di 0,013 ff/cc, sulle otto ore lavorative riconosciuto al ricorrente dal 5 novembre 1985 al 9 luglio 2008 per i luoghi di servizio da lui frequentati, cioè porto di Trieste, molo Fratelli Bandiera, caserma Campo Marzio, per analogia estensibile ai suoi colleghi, il comando della Guardia di finanza relativo non abbia ancora dato corso, alla luce della circolare n. di prot. 15/SEGR/0001940, in data 25 gennaio 2011, del Ministero del lavoro e politiche sociali, ai previsti protocolli di informazione sul rischio e di sorveglianza sanitaria, visto e considerato il conclamato inquinamento da amianto della zona del porto di Trieste in cui risultano questi luoghi, tra l’altro soggetti a bonifiche di materiali contenenti amianto, compatto e friabile, come nel caso della caserma Campo Marzio;

se sia possibile ottenere maggiore chiarezza sui lunghi, e a quanto risulta agli interroganti esosi, interventi di bonifica realizzati, presso la caserma Campo Marzio (negli anni dal 1999 al 2002 con il personale operativo all’interno) che risultano, dai carteggi ottenuti mediante vari accessi amministrativi, esser stati realizzati in difformità: ad esempio ai sensi del decreto ministeriale 6 settembre 1994 (trattandosi di edificio di natura industriale che impiegava l’amianto nei cicli produttivi); come anche circa la modalità di restituzione dei locali della caserma, avvenuta nel post bonifica sulla base della microscopia ottica (MOCF) e non elettronica (SEM) come previsto dalla legge, secondo cui sono visibili anche le fibre più piccole e mortali dell’amianto;

se l’amianto sia ancora presente nella caserma, poiché dai documenti acquisiti sembrerebbe essercene la reale possibilità (con potenziale pericolo per il personale), in contraddizione rispetto al documento di rischio del comando regionale Guardia di finanza Friuli Venezia-Giulia, datato 6 giugno 2007, in cui non compare affatto il rischio amianto, nonostante le bonifiche realizzate prima e dopo la stesura del documento stesso; contestualmente, a tal fine, estendendo l’indagine alle altre caserme della Guardia di finanza nella provincia di Trieste;

se i Ministri in indirizzo possano informare circa lo stato delle patologie asbesto-correlate dei finanzieri che hanno frequentato i siti indicati, almeno dagli anni ’70 fino ad oggi, poiché risulta che molti di costoro abbiano contratto tali malattie (con casi sospetti di decesso per amianto) producendo, ufficialmente, lo stato epidemiologico del personale, più volte negato alle richieste legali e circostanziate di taluni militari;

sulla base di quali criteri sanitari e relative autorizzazioni in presenza della descritta situazione ambientale inquinata per amianto e all’interno della caserma Campo Marzio sia stata, prima del 2002 (anno conclusivo delle maggiori bonifiche), istituita una mensa obbligatoria (con cucine e magazzini alimentari) di servizio e come mai ce ne fosse anche una attiva presso il molo fratelli Bandiera, attigua al cantiere navale Cartubi che utilizzava l’amianto per le proprie lavorazioni;

quando i comandi della Guardia di finanza preposti, sulla base della situazione, intenderanno finalmente informare sul rischio il personale, dando corso ai necessari protocolli di sorveglianza sanitaria, ormai di molti anni in ritardo rispetto alle prime leggi sull’amianto (legge n. 277 del 1991, legge n. 257 del 1992, eccetera);

se possano informare il personale e l’opinione pubblica circa lo stato delle bonifiche e sulla loro ultimazione.

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