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Antrodoco, dai marroni all’outdoor e non solo

Antrodoco, dai marroni all’outdoor e non solo
Dicembre 15
19:01 2021

Bello d’estate, affascinante d’inverno. È tra i borghi reatini più caratteristici dell’Appennino, si erge verso le montagne, da cui si può ammirare un panorama mozzafiato sulla valle circostante. Siamo ad Antrodoco, letteralmente “tra le montagne”. La vetta più illustre da queste parti è il Monte Giano sul quale campeggia la scritta “DVX” la noterai anche a distanza di chilometri. Sali in cima, spalanca gli occhi tra il Piano della Mozza, e più sotto, il Piano di Cascina, respira a pieni polmoni perché i nonni lo dicono da sempre, che solo qui c’è l’aria buona!

 Antrodoco è un delizioso borgo nell’Alto Lazio, meta prediletta da chi ama l’outdoor ma non solo, il suo centro storico ricorda un piccolo presepe, che il fiume Velino divide a metà per poi creare le famose Gole che da esso prendono il nome. Nemmeno la mano di un architetto avrebbe fatto tanto, ma ciò che crea la natura, nessun uomo può equiparare e le Gole del Velino ne sono un buon esempio!

Mountain bike, e-bike, passeggiate qui sei nel luogo giusto, tra l’altro con organizzazioni davvero “doc” come il Cai che ti mostrerà percorsi hard o soft, dipende da che tipo ti sportivo sei: super allenato o un professionista della pantofola?

Se poi vuoi un po’ di relax cosa c’è di meglio da fare se non scoprire Antrodoco partendo dalla sua storia? Andiamo alla Rocchetta, il castello ormai rudere che svetta sul borgo, da cui ammirare l’orizzonte e il panorama naturale che circonda il paese, raggiungibile percorrendo i vicoli del borgo.

Dalla via principale si giunge invece a Piazza del Popolo dove si trova la Chiesa dedicata a Santa Maria Assunta, con la navata centrale che ha la caratteristica forma di una barca rovesciata. Poco fuori dal paese sorge la chiesa medievale di Santa Maria Extra Moenia costruita sui resti di un tempio pagano dedicato alla dea Diana. È il gioiello artistico, che racconta un’arte romanica, più importante di questo luogo. Per non parlare del suo Battistero, non ci sono parole per descriverlo, ma solo occhi per ammirarlo. La chiesa non è aperta al pubblico tutti i giorni, ma si possono prenotare visite chiamando al: 0746-578185

Passeggiando tra i vicoli, ti sembrerà di entrare in una galleria d’arte, ma a cielo aperto. Intorno splendide opere di Street Art di quattro artisti di fama internazionale Sten&Lex, Lucamaleonte, Neve e Alessandra Carloni.

Un passaggio, breve, ma intenso lo si deve al Museo Storico Militare ospitato nel vecchio edificio del municipio Palazzo Blasetti. Raccoglie divise e materiali appartenenti ai vari reparti; la sezione principale è dedicata agli alpini. Ma non è l’unico museo da vedere, devi assolutamente trascorrere del tempo nel MuseoLin Delija – Carlo Cesi, dove troverai opere dell’artista albanese e del collega pittore e incisore del 1600. Ad entrambi è titolato il museo.

Una chicca da non perde è lo storico Palazzo Pallini, sì, esattamente quello del liquore “gran mistrà”, tutte le nonne lo avevano in casa, per dare un tocco in più al caffè o al ciambellone! Ebbene la storia della nota azienda è iniziata proprio ad Antrodoco.

Il giro è finito, che facciamo se non una bella scorpacciata di marroni antrodocani, il fiore all’occhiello della produzione locale!

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