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ARIA NUOVA IN REGIONE: CANCELLATO L’IMPIANTO A BIOGAS DI RONCIGLIANO

ARIA NUOVA IN REGIONE: CANCELLATO L’IMPIANTO A BIOGAS DI RONCIGLIANO
Aprile 09
07:16 2021

UNA GRANDE VITTORIA DEI CITTADINI, DEI COMITATI E DELLE ASSOCIAZIONI

Il giorno 8 aprile 2021 il Presidente Marco Cacciatore ha convocato la Commissione sui rifiuti della Regione Lazio in cui sono stati auditi, sui problemi della discarica di Albano, Amadio Malizia e Francesca Gnani dell’Associazione Salute Ambiente, Enrico del Vescovo di Italia Nostra e Danilo Ballanti del Partito Comunista dei Castelli Romani.

L’area della discarica di Albano è in una situazione di gravissima emergenza sociale e sanitaria.

La discarica di Albano è fuorilegge perché posta a pochi metri dalle abitazioni.

Come è stato possibile rilasciare le Autorizzazioni di Impatto Ambientale (AIA) nel pieno disprezzo della normativa regionale, nazionale ed europea che prevede una distanza minima di 1.000 metri delle discariche dalle abitazioni?

Perché l’autorizzazione per il 7° invaso è stata rilasciata dalla Regione Lazio il 13 agosto 2009?

Perché il 7° invaso non è stato ancora chiuso?

Perché l’area della discarica non è stata bonificata?

La discarica di Albano è l’unica discarica al mondo a non avere il pozzo di rilevazione a valle.

Un grande problema dei cittadini e dei bambini di Villaggio Ardeatino è la mancanza della rete di distribuzione dell’acqua potabile.

Nel 2015 una famiglia di Villaggio Ardeatino ha fatto analizzare l’acqua del proprio pozzo dall’Arpalazio. Sulla base dei risultati del rapporto dell’Arpalazio, il Sindaco di Ardea in data 31 agosto 2015 ha ordinato alla famiglia di Villaggio Ardeatino, proprietaria del pozzo inquinato, “il divieto di utilizzo per il consumo umano di acqua prelevata da pozzo a servizio di privata abitazione in zona priva di rete idrica cittadina”.

In mancanza della rete di distribuzione dell’acqua potabile, l’acqua inquinata dei pozzi è utilizzata da molte famiglie che vivono intorno alla discarica.

Dall’analisi dei questionari somministrati a 141 famiglie che vivono intorno alla discarica emerge che:

Ø  la metà delle famiglie dei villaggi Ardeatino e Valle Gaia usano l’acqua dei pozzi per bere (i filtri al cloro utilizzati non riescono certo a fermare i metalli pesanti),

Ø  l’80% delle famiglie utilizzano l’acqua dei pozzi per cucinare,

Ø  il 94% delle famiglie usano l’acqua dei pozzi per uso domestico (docce e bagni)

Ø  tutte le famiglie utilizzano l’acqua dei pozzi per l’irrigazione dell’orto e dei giardini.

40 anni di esposizione alle puzze e ai miasmi della discarica di Albano hanno prodotto effetti sanitari allarmanti sulla vita di migliaia di persone che vivono intorno a quel sito:

  • probabilità di contrarre un tumore +53%
  • probabilità di contrarre un tumore ai polmoni +270%
  • mortalità +128%
  • mortalità per tumori ai polmoni +330%
  • mortalità per tumori allo stomaco, del colon, del retto e dell’ano +219%.

Considerando che l’interdittiva antimafia a carico della società Pontina Ambiente di Manlio Cerroni è stata confermata dal Consiglio di Stato e risulta ancora pendente, le associazioni hanno chiesto alla Regione Lazio di revocare (prima dell’intervento della magistratura) tutte le autorizzazioni rilasciate dagli uffici regionali alla società soggetta ad interdittiva antimafia.

Come evidenziato da numerose sentenze del Consiglio di Stato “…anche in ipotesi di attività soggette a mera autorizzazione l’esistenza di infiltrazioni mafiose inquina l’economia legale, altera il funzionamento della concorrenza e costituisce una minaccia per l’ordine e la sicurezza pubbliche”.

Nella riunione il dott. Vito Consoli – il dirigente regionale nominato in sostituzione di Flaminia Tosini, arrestata il 16 marzo 2021 su ordine della Procura di Roma – ha dichiarato che il procedimento del nuovo impianto a biogas per il trattamento di 120.000 tonnellate di umido “verrà archiviato” perché la società Colle Verde non ha presentato nei termini previsti dalla legge la documentazione aggiuntiva richiesta in data 18/2/2021 dagli uffici regionali.

Il Partito Comunista dei Castelli Romani esprime grande soddisfazione per questa vittoria dei cittadini, dei comitati e delle associazioni che si battono a difesa dell’ambiente e del territorio, per il diritto alla salute. Adesso la Regione Lazio deve procedere alla chiusura definitiva del 7° invaso e alla bonifica dell’area della discarica di Albano.

 

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