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Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia: KRYSTIAN ZIMERMAN

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Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia: KRYSTIAN ZIMERMAN

Giugno 08
15:26 2015

10 giugno, sarà impegnato (il 13, 15 e 16 giugno) con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per interpretare il Concerto n. 1 per pianoforte di Brahms diretto da Mikko Franck, celebre direttore finlandese per la prima volta ospite di Santa Cecilia.
Musicista dall’inesauribile curiosità interpretativa, abile organista e profondo conoscitore della direzione d’orchestra, ma anche appassionato di psicologia e computer, Krystian Zimerman non tralascia mai in ogni suo concerto un puntiglioso lavoro di studio e approfondimento. Una dedizione che lo coinvolge anche nel suo strettissimo rapporto con lo strumento: Zimerman suona esclusivamente il suo pianoforte, fedele compagno che lo segue per il mondo grazie a ingegnosi dispositivi tecnici per il trasporto e che viene ogni volta personalmente accordato da lui.
Non fa eccezione il suo recital per la stagione di Musica da Camera di Santa Cecilia (Sala Santa Cecilia – Mercoledì 10 giugno ore 20,30) nel quale il rigore interpretativo, la ricerca accurata di una esattezza timbrica, la calibratura del tocco, l’attenta valutazione del repertorio eseguito divengono ogni volta momento unico e irripetibile.
In programma le due ultime Sonate di Franz Schubert, la n. 22 in la maggiore D. 959 la n. 23 in si bemolle maggiore D. 960, composte nel settembre 1828, due mesi prima della sua scomparsa. Schubert, amato dal pubblico per i suoi Lieder per pianoforte e voce, era tuttavia quasi sconosciuto per il resto della sua produzione pianistica che cercava invano di far pubblicare. Gli editori non gli davano retta, considerandolo quasi un principiante e preferendo non rischiare gli pubblicavano solo i Lieder ignorando il resto. Le aspettative di risollevare la fama andarono deluse e solo anni dopo la sua scomparsa molte delle composizioni per pianoforte di Schubert vennero recuperate. Le ultime due Sonate n. 22 e n. 23, sono la sintesi della poetica musicale schubertiana e forse anche una serena e rassegnata valutazione di una brevissima vita. Il concerto si apre con le Sette Variazioni facili in sol maggiore, sempre di Schubert.

Krystian Zimerman proviene da una famiglia legata alla musica da una lunga tradizione. La sua casa era frequentata giornalmente da musicisti che suonavano soprattutto musica da camera, permettendogli così un intimo e naturale contatto con quest’arte. Ha fatto i primi passi sotto la supervisione del padre e a 7 anni ha cominciato a lavorare sistematicamente con Andrzej Jasinski, allora professore associato senior del Conservatorio di Katowice, dove 14 anni dopo si è diplomato.
Zimerman non ama i concorsi, ma ha seguito la strada di tutti i concertisti, partecipando e vincendo molte competizioni di prestigio tra cui il Concorso Internazionale Ludwig van Beethoven a Hradec Kralove/Königgrätz. La vittoria del Grand Prix al Concorso Chopin del 1975 gli ha aperto le porte di una brillante carriera internazionale. Nel 1976 Arthur Rubinstein lo ha invitato a Parigi: quell’incontro avrebbe influenzato durevolmente lo sviluppo del giovane pianista. Nel 1977 ha suonato per la prima volta negli Stati Uniti e in Giappone.
Nel 1985 gli è stato consegnato il premio dell’Accademia Chigiana di Siena quale miglior giovane musicista dell’anno e nel 1994 il premio della Fondazione Leonie-Sonning a Copenhagen. Nel 2005 ha vinto il premio nella categoria “musica per orchestra” al MIDEM per la sua registrazione dei Concerti per pianoforte n. 1 e 2 di Sergej Rachmnaninoff.
La sua attività artistica è stata segnata, prima di tutto, da regolari incontri con un pubblico appassionato, che aspetta con ansia ogni suo concerto. Dovunque egli vada, Europa, Asia o America, riconosce tra i suoi ammiratori visi diventati familiari. Nelle ultime dieci stagioni, da quando ha deciso di viaggiare con il suo pianoforte, è riuscito ad abituare il suo pubblico e le società artistiche a questa insolita prassi. Con dei dispositivi tecnici da lui escogitati ha reso possibile portare in tour il proprio strumento. L’essere completamente tranquillo per ciò che riguarda il pianoforte – oltre ad avere acquisito un grande esperienza pratica, prima a Katowice e successivamente collaborando con la Steinway di Amburgo – gli ha permesso di eliminare o di ridurre al minimo tutto ciò che potrebbe distrarlo da questioni puramente musicali.
Il repertorio di Zimerman comprende, fra l’altro, opere di Chopin, Franz Liszt, Franz Schubert, Johannes Brahms, Edvard Grieg, Béla Bartok, Maurice Ravel, Claude Debussy nonché musica da camera di César Franck e Karol Szymanowski.
La sua conoscenza relativamente precoce dei principali sviluppi nella musica europea – tedesca, russa, francese ecc. – gli ha impedito di diventare uno specialista di Chopin. Ha invece stimolato in lui il desiderio di suonare le varie opere nei luoghi dove sono nate: musica francese a Parigi, Beethoven, Mozart e Schubert a Vienna, Brahms ad Amburgo, opere americane a New York – condotte, nel caso di Leonard Bernstein, dal compositore stesso. Il Concerto per pianoforte di Witold Lutoslawski, a lui dedicato, ha ricevuto un trattamento adeguato: esecuzione a Varsavia, durante il Festival d’Autunno di Musica Contemporanea, con il compositore quale direttore d’orchestra.
I suoi incontri con grandi artisti, sia nel campo della musica da camera che direttori d’orchestra, sono stati secondo lui la sua più grande fortuna. Ha suonato con Gidon Kremer, Kyung-Wha Chung, Kaja Danczowska, Yehudi Menuhin e sotto la direzione di Bernstein, Karajan, Abbado, Ozawa, Muti, Maazel, Previn, Boulez, Mehta, Haitink, Skrowaczewski e Rattle.
Ha avuto anche l’opportunità di conoscere i maestri della generazione precedente: Claudio Arrau, Arturo Benedetti Michelangeli, Arthur Rubinstein, Sviatoslav Richter, che hanno avuto tutti una grande influenza sulla sua formazione musicale.
Il pianoforte non è la sua sola passione: è sempre stato un abilissimo organista e inoltre l’aver frequentato molti tra i più prestigiosi direttori d’orchestra dei nostri tempi gli ha permesso di approfondire la sua conoscenza della direzione d’orchestra.
Zimerman vive con la famiglia in Svizzera, dove ha passato la maggior parte della sua vita, e divide il suo tempo tra la famiglia, l’attività concertistica e cameristica. Si è posto il limite di 50 concerti all’anno ed ha un’aderenza totale alla sua professione: organizza personalmente la gestione della sua carriera, studia l’acustica delle sale da concerti, le ultimissime tecnologie di registrazione e della costruzione degli strumenti. E’ inoltre appassionato di psicologia e computer.
Ha sviluppato un analogo approccio nei confronti della registrazione discografica, processo di cui si occupa nella sua totalità. Durante i 30 anni di collaborazione con la Deutsche Grammophon, ha inciso 22 dischi che hanno ricevuto importanti premi. Nel 1999 ha registrato i Concerti di Chopin con un’orchestra costituita appositamente per questo progetto, la Polish Festival Orchestra, con la quale ha fatto una lunga tournée in Europa e America per commemorare il 150° anniversario della morte di Chopin. Tra le ultime registrazioni, il Concerto per pianoforte n. 1 di Brahms con i Berliner Philharmoniker diretti da Sir Simon Rattle, ricevendo critiche assai lusinghiere.
Tra le esecuzioni storiche che lo hanno posto per sempre nell’olimpo della musica classica, ci sono quella con i Wiener Philharmoniker il 10 febbraio 1985, la sua interpretazione del Concerto per pianoforte di Robert Schumann sotto la direzione di Herbert von Karajan, e i Concerti n. 3, 4 e 5 di Beethoven nel settembre 1989 sotto la direzione di Leonard Bernstein.
Il 24 gennaio 2005, giorno dell’apertura del MIDEM a Cannes, il Ministro della cultura Renaud Donnedieu de Vabres gli ha conferito la Legione d’Onore francese.

Stagione di Musica da Camera
Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia
Mrcoledì 10 giugno 2015 ore 20,30
Krystian Zimerman pianoforte

Schubert Sette Variazioni facili in sol maggiore
Schubert Sonata n. 22 in la maggiore D. 959
Schubert Sonata n. 23 in si bemolle maggiore D. 960

Biglietti da 18 a 42 euro – Infoline 068082058

Stagione Sinfonica 2014-2015
Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia
Sabato 13 giugno ore 18 – lunedì 15 ore 20,30 – martedì 16 ore 19,30

Krystian Zimerman e Mikko Franck
per un imperdibile Brahms

Debutta a Santa Cecilia Mikko Franck, (Sala Santa Cecilia, Sabato 13 giugno ore 18 – lunedì 15 ore 20,30 – martedì 16 ore 19,30) direttore finlandese oggi a capo dell’Orchestre Philharmonique de Radio France e una fra le bacchette più interessanti della sua generazione.
Sul podio dell’Orchestra di Santa Cecilia, Frank dirigerà una sinfonia di sua elezione, la Patetica di Čajkovskij.
Ma il concerto è di particolare importanza e bellezza perché in questa occasione siederà al pianoforte un artista del calibro di Krystian Zimerman, che dopo il recital del 10 giugno, in cui si è fatto superbo interprete di due Sonate di Schubert, questa volta impegnerà la sua rigorosa ricerca interpretativa nel Concerto n. 1 di Brahms. Opera giovanile, composta da un Brahms non ancora venticinquenne (il periodo ci composizione è tra il 1854 e il 1858), il Concerto fu presentato per la prima volta ad Hannover il 22 gennaio 1859 sotto la direzione di J. Joachim con l’esecuzione al pianoforte dell’autore stesso. La grandiosità dell’impianto

Ancora appena ventenne, Mikko Franck si è rapidamente affermato come uno dei direttori d’orchestra internazionali più promettenti, con un vasto repertorio di tipo sinfonico e lirico. Si è fatto conoscere all’inizio della carriera dirigendo alcune tra le più importanti orchestre finlandesi, ora dirige regolarmente orchestre di successo mondiale.
Mikko Franck ha iniziato a suonare il violino all’età di cinque anni e nel 1992 è entrato alla Sibelius Academy di Helsinki per poi proseguire gli studi a New York e in Israele e in Svezia. Ha iniziato a studiare direzione d’orchestra nel 1995, inizialmente sotto la guida di Jorma Panula poi tra il 1996 e 1997 presso la Sibelius Academy.
Nel 2007 è diventato Direttore Musicale della Finnish National Opera. Tra il 2002 e il 2007 ha ricoperto il ruolo di direttore musicale e direttore principale dell’Orchestre National de Belgique. Nelle stagioni passate Mikko Franck ha lavorato con orchestre di successo come i Berliner Philharmoniker, i Münchner Philharmoniker, I Bamberger Symphoniker, la Finnish Radio Symphony, la New York Philharmonic, le orchestre sinfoniche di San Francisco, Chicago, Tokyo e Londra, la Philharmonia Orchestra, la Israel Philharmonic Orchestra, la Chamber Orchestra of Europe e la Mahler Chamber Orchestra. E’ stato in tournée in Giappone con i Bamberger Symphoniker e l’Orchestre National de Belgique e nel maggio del 2002 ha ricoperto il ruolo di direttore artistico per uno dei Festival di Rautavaara, dirigendo la Philharmonic Orchestra di Helsinki.
Con la Finnish National Opera, Mikko Franck ha diretto Parsifal, Il Flauto Magico, L’Elisir d’Amore, Don Giovanni, La Bohème, la Manon Lescaut di Puccini, Khovanschina di Mussorgsky e nell’autunno del 2003, la prima mondiale dell’opera Rasputin di Einojuhani Rautavaara (registrazione per l’etichetta Ondine, ODV 4003). Nella stagione 2006-07 ha lavorato nelle produzioni di Tosca, Eugene Onegin e l’opera The Red Line di Sallinen. Fuori dai confini nazionali, Mikko Franck ha diretto Carmen alla Royal Stockholm Opera e nella primavera del 2004, l’Elisir d’Amore alla Staatsoper di Berlino. Sempre nella stessa stagione ha diretto un revival di Tosca alla Royal Opera House, Covent Garden.
La registrazione di Sibelius’s En Saga e delle Lemminkainen Legends con la Swedish Radio Symphony è stata accolta positivamente dalla critica internazionale e il disco ha vinto il Diapason d’Or mentre nel 2001 è stato nominato per un Grammy (Best Orchestral Performance). Altri importanti lavori sono la Sinfonia n. 6 di Tchaikovsky e l’opera House of the Sun di Rautavaara. Tra le uscite più recenti una raccolta dei lavori di Rautavaara con l’Orchestre National de Belgique e il libro Conversations and Writings scritto a due mani con Einojuhani Rautavaara e pubblicato nel maggio del 2006 da WSOY.

Krystian Zimerman proviene da una famiglia legata alla musica da una lunga tradizione. La sua casa era frequentata giornalmente da musicisti che suonavano soprattutto musica da camera, permettendogli così un intimo e naturale contatto con quest’arte. Ha fatto i primi passi sotto la supervisione del padre e a 7 anni ha cominciato a lavorare sistematicamente con Andrzej Jasinski, allora professore associato senior del Conservatorio di Katowice, dove 14 anni dopo si è diplomato.
Zimerman non ama i concorsi, ma ha seguito la strada di tutti i concertisti, partecipando e vincendo molte competizioni di prestigio tra cui il Concorso Internazionale Ludwig van Beethoven a Hradec Kralove/Königgrätz. La vittoria del Grand Prix al Concorso Chopin del 1975 gli ha aperto le porte di una brillante carriera internazionale. Nel 1976 Arthur Rubinstein lo ha invitato a Parigi: quell’incontro avrebbe influenzato durevolmente lo sviluppo del giovane pianista. Nel 1977 ha suonato per la prima volta negli Stati Uniti e in Giappone.
Nel 1985 gli è stato consegnato il premio dell’Accademia Chigiana di Siena quale miglior giovane musicista dell’anno e nel 1994 il premio della Fondazione Leonie-Sonning a Copenhagen. Nel 2005 ha vinto il premio nella categoria “musica per orchestra” al MIDEM per la sua registrazione dei Concerti per pianoforte n. 1 e 2 di Sergej Rachmnaninoff.
La sua attività artistica è stata segnata, prima di tutto, da regolari incontri con un pubblico appassionato, che aspetta con ansia ogni suo concerto. Dovunque egli vada, Europa, Asia o America, riconosce tra i suoi ammiratori visi diventati familiari. Nelle ultime dieci stagioni, da quando ha deciso di viaggiare con il suo pianoforte, è riuscito ad abituare il suo pubblico e le società artistiche a questa insolita prassi. Con dei dispositivi tecnici da lui escogitati ha reso possibile portare in tour il proprio strumento. L’essere completamente tranquillo per ciò che riguarda il pianoforte – oltre ad avere acquisito un grande esperienza pratica, prima a Katowice e successivamente collaborando con la Steinway di Amburgo – gli ha permesso di eliminare o di ridurre al minimo tutto ciò che potrebbe distrarlo da questioni puramente musicali.
Il repertorio di Zimerman comprende, fra l’altro, opere di Chopin, Franz Liszt, Franz Schubert, Johannes Brahms, Edvard Grieg, Béla Bartok, Maurice Ravel, Claude Debussy nonché musica da camera di César Franck e Karol Szymanowski.
La sua conoscenza relativamente precoce dei principali sviluppi nella musica europea – tedesca, russa, francese ecc. – gli ha impedito di diventare uno specialista di Chopin. Ha invece stimolato in lui il desiderio di suonare le varie opere nei luoghi dove sono nate: musica francese a Parigi, Beethoven, Mozart e Schubert a Vienna, Brahms ad Amburgo, opere americane a New York – condotte, nel caso di Leonard Bernstein, dal compositore stesso. Il Concerto per pianoforte di Witold Lutoslawski, a lui dedicato, ha ricevuto un trattamento adeguato: esecuzione a Varsavia, durante il Festival d’Autunno di Musica Contemporanea, con il compositore quale direttore d’orchestra.
I suoi incontri con grandi artisti, sia nel campo della musica da camera che direttori d’orchestra, sono stati secondo lui la sua più grande fortuna. Ha suonato con Gidon Kremer, Kyung-Wha Chung, Kaja Danczowska, Yehudi Menuhin e sotto la direzione di Bernstein, Karajan, Abbado, Ozawa, Muti, Maazel, Previn, Boulez, Mehta, Haitink, Skrowaczewski e Rattle. Ha avuto anche l’opportunità di conoscere i maestri della generazione precedente: Claudio Arrau, Arturo Benedetti Michelangeli, Arthur Rubinstein, Sviatoslav Richter, che hanno avuto tutti una grande influenza sulla sua formazione musicale.
Il pianoforte non è la sua sola passione: è sempre stato un abilissimo organista e inoltre l’aver frequentato molti tra i più prestigiosi direttori d’orchestra dei nostri tempi gli ha permesso di approfondire la sua conoscenza della direzione d’orchestra.
Zimerman vive con la famiglia in Svizzera, dove ha passato la maggior parte della sua vita, e divide il suo tempo tra la famiglia, l’attività concertistica e cameristica. Si è posto il limite di 50 concerti all’anno ed ha un’aderenza totale alla sua professione: organizza personalmente la gestione della sua carriera, studia l’acustica delle sale da concerti, le ultimissime tecnologie di registrazione e della costruzione degli strumenti. E’ inoltre appassionato di psicologia e computer.
Ha sviluppato un analogo approccio nei confronti della registrazione discografica, processo di cui si occupa nella sua totalità. Durante i 30 anni di collaborazione con la Deutsche Grammophon, ha inciso 22 dischi che hanno ricevuto importanti premi. Nel 1999 ha registrato i Concerti di Chopin con un’orchestra costituita appositamente per questo progetto, la Polish Festival Orchestra, con la quale ha fatto una lunga tournée in Europa e America per commemorare il 150° anniversario della morte di Chopin. Tra le ultime registrazioni, il Concerto per pianoforte n. 1 di Brahms con i Berliner Philharmoniker diretti da Sir Simon Rattle, ricevendo critiche assai lusinghiere.
Tra le esecuzioni storiche che lo hanno posto per sempre nell’olimpo della musica classica, ci sono quella con i Wiener Philharmoniker il 10 febbraio 1985, la sua interpretazione del Concerto per pianoforte di Robert Schumann sotto la direzione di Herbert von Karajan, e i Concerti n. 3, 4 e 5 di Beethoven nel settembre 1989 sotto la direzione di Leonard Bernstein.
Il 24 gennaio 2005, giorno dell’apertura del MIDEM a Cannes, il Ministro della cultura Renaud Donnedieu de Vabres gli ha conferito la Legione d’Onore francese.

Stagione Sinfonica 2014-2015
Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia
Sabato 13 giugno ore 18 – lunedì 15 ore 20,30 – martedì 16 ore 19,30
Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Mikko Franck direttore
Krystian Zimerman pianoforte

Brahms Concerto per pianoforte n. 1
Čajkovskij Sinfonia n. 6 “Patetica”
Biglietti: da 22 € a 60 € – Info: 068082058

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