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BILANCIO: “AVANZO DI CASSA ALTO? INCAPACITÀ DI DARE SERVIZI DA PARTE DI CHI C’ERA PRIMA”

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BILANCIO: “AVANZO DI CASSA ALTO? INCAPACITÀ DI DARE SERVIZI DA PARTE DI CHI C’ERA PRIMA”

settembre 28
14:05 2019

BILANCIO, DI FRANCO: “AVANZO DI CASSA ALTO? INCAPACITÀ DI DARE SERVIZI DA PARTE DI CHI C’ERA PRIMA”

 

“Avanzo di cassa elevato? Non sempre una fotografia nitida delle stato delle finanze comunali. È quanto accadeva a Monte Compatri, prima del 2007, quando le varie giunte che si sono susseguite in quegli anni avevano un tesoretto che però non erano in grado di spendere. Chiedendo, allo stesso tempo, ai cittadini più soldi di quelli che servivano per il funzionamento della macchina burocratica e per l’erogazione di servizi.

Quando si insediò per la prima volta questa maggioranza, che oggi sostiene il sindaco Fabio D’Acuti, i soldi non spesi erano pari a 6milioni di euro. Con un paese fermo, immobilizzato dall’incapacità di programmazione di chi c’era prima. Il gruppo che oggi rappresento come assessore al Bilancio, invece, intervenne subito: a partire dalla realizzazione della piazza, che costò oltre 1,5 milioni di euro”, dichiara il titolare delle Finanze di Palazzo Borghese, Adriano Di Franco.

“Nuove opere, riduzione del 50%, dal 2008, dei trasferimenti statali; passati da 1,6 milioni di euro a circa 800mila;  interessi sui mutui su opere pubbliche, tassazione comunale che ha mantenuto un trend costante senza mettere le mani in tasca ai monticiani: ecco i motivi che hanno portato a erodere l’avanzo di cassa, che per il consigliere di minoranza Ferri è una attività virtuosa, ma che per gli economisti e gli esperti di pubblica amministrazione si traduce con cittadini vessati e zero servizi”, continua Di Franco.

“La maggioranza di Nuovi Orizzonti, in questi anni, ha mantenuto stabili le aliquote e i tributi; l’Irpef comunale ferma – dal 2014 – allo 0,7 per mille invece che portarla allo 0,8; mentre le tariffe scolastiche sono calcolate in base all’Isee. Gli investimenti realizzati, invece, hanno dato due risposte: sul fronte dell’economia e delle opere pubbliche. A partire dalla realizzazione di piazza Mastrofini e viale Busnago.

Oppure basti pensare ai 60 mila euro di interessi annui per la palestra di Laghetto, costata 1,3 milioni di euro; 40mila euro la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’ascensore, che ha avuto un costo di circa 400 mila euro e i cui lavori furono fermi per anni”, aggiunge ancora l’assessore al Bilancio.

“Senza dimenticare il muro di via Campogillaro, un intervento da 150mila euro; le strade, la manutenzione e gli arredi (altri 40mila euro annui). Sul fronte servizi, guardiamo alla scuola: 80mila euro l’anno per l’infanzia comunale o i 150mila euro per lo scuolabus, il 37% delle spese di mensa scolastica coperte dall’amministrazione comunale; l’assistenza educativa scolastica per i bambini disabili (AEC) portata, dal 2007 ad oggi, da 70mila a circa 300mila euro l’anno”, spiega il titolare delle casse di Palazzo Borghese.

 

“E ancora: i 100mila euro per le residenza sanitarie assistite e i 45mila per l’assistenza domiciliare integrata; il cofinanziamento da 60mila sulla realizzazione dell’isola ecologica; 600mila euro per la realizzazione del parcheggio multipiano; 150mila per il parco Aldo Moro; l’abbattimento dell’anfiteatro e realizzazione parcheggio Tuscolo 60mila euroAppare strano, dunque, che un Comune che ha continuato a rispettare gli equilibri di bilancio, garantendo servizi senza aumentare i tributi, venga attaccato da Ferri sulle spese. Sono state effettuate per la comunità. E Monte Compatri lo vede”, conclude l’assessore al Bilancio, Adriano Di Franco.

 

 

 

 

 

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