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Campo nomadi “La Barbuta”: siamo alla farsa

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Campo nomadi “La Barbuta”: siamo alla farsa

12 Novembre
17:30 2010
Massimo Zito, presidente del circolo di generazione Italia/Futuro e Libertà di Ciampino-Morena commenta in una nota che l’effetto immediato del ricorso è che gli effetti della sentenza vengono sospesi fino alla decisione del consiglio di stato (che però dovrebbe essere veloce) e quindi gli atti continuano a non essere accessibili all’amministrazione ciampinese.

Premesso che sono assolutamente risibili le motivazioni mosse dall’avvocatura dello stato nel ricorso con le quali si afferma che il territorio di Ciampino è separato dal campo nomadi dal raccordo anulare che per sua conformazione rappresenta una barriera protettiva tra il campo stesso ed il comune ciampinese e viene da domandarsi chi siano i tecnici di riferimento dell’avvocatura dello stato evidentemente incapaci anche di leggere una semplice mappa geografica, Futuro e Libertà di Ciampino-Morena non può che chiedersi per l’ennesima volta come sia possibile che l’amministrazione che gestisce un territorio evidentemente e direttamente è interessato molto più della decima circoscrizione di Roma su cui fisicamente insiste il campo non venga coinvolta su una decisione così importante e con un così grande impatto sul suo territorio, al punto di venire ignorata da ministero dell’interno, dal commissario prefetto Pecoraro, dal comune di Roma e non venire nemmeno invitata alla conferenza dei servizi ed ai tavoli di concertazione.

E’ evidente che la credibilità dell’amministrazione Perandini con le altre istituzioni interessate rasenta lo zero a causa di 15 anni di inerzia dimostrati in questa vicenda del campo nomadi imposto nel 1995 dalla giunta romana di centrosinistra, inerzia parzialmente venuta meno negli ultimi mesi a causa dell’approssimarsi dell’appuntamento elettorale e dei sempre più evidenti problemi di sicurezza che i cittadini lamentano sul territorio.

Al di là delle responsabilità evidenti di Perandini e di coloro che si sono succeduti nelle sue giunte negli ultimi dieci anni, Futuro e Libertà di Ciampino-Morena continua a chiedere che il campo nomadi sia spostato in altra locazione per evidenti motivi di sicurezza, anche nazionale vista la sua prossimità al cono di volo dell’aereoporto Pastine dove quotidianamente atterrano e partono voli recanti a bordo personalità italiane ed internazionali, con evidenti pericoli per gli aereomobili in fase di atterraggio o decollo.

Gli incendi originati dall’imprudenza e dalla superficialità che si sono moltiplicati nell’ultima estate, i continui furti, la miriade di mendicanti nomadi che infestano ciampino, il fatto evidente che nel campo risiedono almeno 600 persone a fronte delle 350 censite, per non parlare delle condizioni inumane del campo, immerso in questi giorni nel fango, deposito di rifiuti anche tossici con il continuo pericolo di inquinamento della falda acquifera sottostante della sorgente Appia, tutto questo impone che il campo sia sgombrato e spostato in una location più salubre e controllata, in alternativa, rendendosi impossibile per motivi che però saranno da spiegare chiaramente alla cittadinanza che non può essere lasciata fuori da decisioni che la riguardano così direttamente, lo sgombero del campo, noi di FLI chiediamo che lo stesso invece che ampliato venga trasformato in un vero e proprio campeggio, con registrazione degli occupanti, piazzole ed utenze a pagamento, dotato di un punto medico e di una postazione fissa che controlli chi entra e chi esce dal campo, che sia rispettato l’obbligo di scolarizzazione per i bambini e che non vi avvengano contravvenzioni alla legge italiana.

Perandini e la sua giunta, conclude Zito, abbiano il pudore di non tentare di intestarsi una battaglia che fin dal 1995 a Ciampino appartiene al centrodestra altrimenti la commedia finale già esilarante della sua giunta di cementificatori si trasformerebbe in una farsa che non potrà che travolgerli.

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