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Caro 2012, noi ci vergogniamo …

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Caro 2012, noi ci vergogniamo …

10 Febbraio
07:38 2012

Ci vergogniamo che la maggior parte delle amministrazioni mandi operai o ditte ‘specializzate’ a sistemare gli alberi in giro per le strade e che questi, invece di far respirare l’albero mettendolo in sicurezza, siano capaci solo di ‘fare legna’ (qualcuno se ne avvantaggia, ma l’albero mezzo morente fa una fatica immane per riprendersi dalla capitozza). Ci vergogniamo che ci siano ancora dei cittadini che, quando è ora di tagliarli, vanno ad incatenarsi agli alberi morenti per effetto di una sottocultura pietistica che ama le cose solo quando nascono e quando muoiono, ma mai durante l’entusiasmante tempo della loro entusiasmante vita. Ci vergogniamo di quello che non siamo riusciti a fare in questa nostra terra, ostaggio di poche decine di speculatori edili (che non conoscono né la parola ‘restauro’ né ‘materiali ecologici’), di molti amministratori semianalfabeti riguardo alle richieste che da anni dovrebbero essere in grado di affrontare e sempre (e solo) dediti alle poltrone e basta. Ci vergogniamo della corruzione diffusa e di questa mafietta trasversale che ti aiuta a fare le cose solo se sei ‘figlio, nipote, cugino, fratello di’ (qui come altrove): per avere la prenotazione per una visita nelle strutture pubbliche, per promuovere iniziative commerciali, lavorative, che ti toglie persino la voglia di pensarle le cose … Ci vergogniamo del fatto che ci siano sul territorio decine di appartamenti sfitti, che non servono letteralmente a nessuno, chiusi e indisponibili così che un giovane che cerca di affrancarsi dalla famiglia deve ‘aspettare’ di potersi permettere il mutuo per comprare una casa di proprietà, o deve andarsene all’estero, altrimenti non può iniziare la sua vita adulta, proponendo all’infinito un modello che si è rivelato a circuito chiuso e perciò distruttivo di ogni slancio. Ci vergogniamo del fatto che quelli che mantengono le case indisponibili potrebbero essere i nonni o gli zii di quei giovani e che nel loro egoismo abbiano completamente dimenticato cosa significa ‘cominciare’, ma ricordino sempre perfettamente il significato del termine ‘lucrare’. Ci vergogniamo dei sindaci che non concedono la possibilità ‘dell’acqua sociale’ all’interno delle privatizzazioni in corso di questo nostro prezioso bene comune, impedendo con ciò il rifornimento degli, almeno, 50 litri/giorno ‘vitali’ a persone sole e/o malate e famiglie indigenti. Ci vergogniamo del fatto che nell’accidentale vuoto di comunicazione pubblica da parte delle componenti della società considerate ‘deboli’, prendano la parola alcuni misogini che immaginano un ‘benedetto e celere ritorno’ a una società retriva e punitiva nei confronti di chi già subisce da secoli.

Cosa ci aspetteremmo dal 2012 se veramente pensassimo che basta svoltare la boa del fine anno perché qualcosa cambi? Ci augureremmo di poter cominciare a vergognarci meno e che cominciassero a vergognarsi i responsabili (che esistono, non sono fantasmi) di tutti questi guasti e altri. Poi, se proprio volessimo strafare, ci augureremmo più combattività, ogni giorno, da parte di chi ha capito.

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