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Case’ a Brno fa di tutto per il mito Ferrari

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Case’ a Brno fa di tutto per il mito Ferrari

Settembre 21
13:32 2009

Una nuova livrea per la macchina fotografata da tutti. ” Dekuji”, gridavano tantissimi tifosi della Ferrari intervenuti alla premiazione della prima gara a Brno, nella Repubblica Ceca, sabato 5 settembre, verso Lorenzo Casè. In italiano si traduce grazie e veramente c’è da ringraziarlo questo pilota che alla guida della Ferrari 430, targata Black Jack, il noto locale sulla via Tiburtina tra Setteville e Settecamini ha fatto di tutto per meritarselo. Nei due giorni precedenti sotto un diluvio ha ottenuto la pool con una inattesa facilità, per chi non lo conosce. Oltre all’acqua anche la temperatura che non saliva sopra i dieci gradi unito ad una tramontana, che a due ore di aereo, a Roma, la sognavano, era fastidiosa. Non così per le quasi quarantamila presenze registrate sul circuito di Masaryk, dal nome del primo presidente della nazione, e sede del GP motociclistico della Repubblica Ceca, accorse per assistere al Ferrari Day e alle due gare dello Challenge Ferrari Europeo e Italiano. I Cechi hanno dimostrato ampiamente di essere un popolo di appassionati e competenti. Con garbo con educazione con molta serenità si avvicinavano al circuito lungo 5,4 Km dopo aver posteggiato ad oltre 3 km, imposto da un ferreo servizio di sicurezza mentre decine di pattuglie della Polizia osservavano. Un brulichio di appassionati che le tre gradinate non riuscivano a contenere ed allora anche i prati che cingevano questo bellissimo circuito altalenante servivano da poltrona mentre davanti sfrecciavano le auto di questi meravigliosi piloti che corrono con macchine tutte uguali e che non si dovrebbe mai cessare di applaudire per i sacrifici e per le peripezie che debbono fare per assicurare due splendidi spettacoli in cambio, semmai di una coppa, mentre a chi vince il campionato viene offerto dalla Ferrari soltanto lo sconto elevato sui pezzi di ricambi. Qui di soldi non se ne parla. Questa è passione, mista al gusto di essere protagonista della storia di un mito: la Ferrari. Di questo se ne accorta solo Sky, la televisone di Murdoch che ad ogni gara dello Challenge è presente con un troupe che riesce a regalare ai tifosi di tutto il mondo la due intere giornate di gare. A Brno l’eccellente prestazione di Lorenzo Casè gli è valso la camera car con cui i telespettatori, ma prima ancora i tifosi nel circuito, attraverso una rete di enormi schermi hanno potuto seguire tutte le fasi della corsa. A Brno la Ferrari è un mito, tutti avevano almeno qualcosa di rosso, soprattutto felpe e maglioni o giacconi pesanti. Tutti armati di macchine fotografiche e pronti a fare la fila di una ora per ritirare la foto autografata di Marc Genè, terza guida dalla Ferrari e collaudatore. Parlando con Lino Ventriglia proprietario della Ferrari 430 Black Jack, e con Amato Ferrari il team manager della Piacenza Motor, sotto i cui colori corre Lorenzo Ferrari si è scoperto che sarebbe stato Massa a presenziare se fosse ancora in convalescenza in Brasile. La Ferrari ha optato per Genè ed è stata l’apoteosi di questo pilota utile quanto discreto e sconosciuto al grande pubblico. La prima gara di sabato ha visto sulla pit lane, Lorenzo Casè in prima fila con la pool e per due giri Sernagiotto, leader del campionato, e gli altri non hanno potuto che stargli dietro. Il mito e la leggenda Ferrari non sarebbe tale se alla tecnica ed ai cavalli non unisci l’amore e la poesia. E così due giri dopo la bella partenza il sole, un riverbero di sole è passato sotto l’aletta ed ha accecato per un momento Casè che in quel momento era in piena curva. Non ha visto più niente, la macchina è sbandata, ma la ghiaia si è sentita, con tanto di derapata. Il contro sterzo, l’accelerata, il ritorno nitido dell’immagine e Casè si è ritrovato sesto. Ma la 430 Black Jack, c’era. Il grip pure, quanto le pasticche sui freni in carboceramica. Quelli che intenderci ti fanno frenare sulla curva in sicurezza visto che costano settemila euro 4 coppie di queste pasticche. Solo così Casè è riuscito a ritornare al quarto posto dietro a Ragazzi con cui si idealizzato un bel duello, fatto di sterzate ed anticipi ma che alla fine è stato vinto da Lorenzo Casè con un sorpasso più simile ad una operazione chirurgica che, grazie alla camera car montata, è stata una esultanza e nello stesso tempo una angoscia per gli spettatori e per i dieci tifosi di Guidonia che assistevano ai paddock e che alla fine hanno esultato, forse più di Casè quando sul podio, al terzo posto ha ricevuto l’abbraccio ed i complimenti di Marc Genè. ” Siamo contenti- ha detto ai microfoni di Sky Lorenzo- è la prova che c’è feeling con questa Ferrari , con Amato Ferrari e con il proprietario Lino Ventriglia. Un podio che rivolgo a Guidonia e chi mi vuole tanto bene. ” L’ordine di classifica per questa gara: Primo, Sernagiotto ( Piacenza Motor) , Secondo, Belluzzi ( Motor Modena) , Terzo, Casè ( Piacenza Motor).
La seconda gara quella di domenica è stata una vera odissea. Partito in quarta fila Casè è arrivato terzo alla prima curva ma si è dovuto scansare per evitare di essere intrappolato dai piloti Caso e Ragazzi che si vedeva erano fin troppo intraprendenti. Sceso in settima posizione, grazie anche all’incedente che ha tolto di mezzo i precedenti, Casè ha trovato difficoltà nello sterzo troppo sottosterzante e solo negli ultimi giri, come dimostrano i tempi della telemetria, è riuscito a recuperare alla grande arrivando quarto con onore e merito con applausi ancora più forti dei dieci tifosi di Guidonia che lo hanno stretto di calore e simpatia. L’ordine di arrivo della seconda gara: primo, Sernagiotto (Piacenza Motor), secondo Mapelli (Rossocorsa), terzo Belluzzi (Motor Modena).

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