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CASTELLI ROMANI: POCO INTERESSE PER LA STATISTICA

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CASTELLI ROMANI: POCO INTERESSE PER LA STATISTICA

CASTELLI ROMANI: POCO INTERESSE PER LA STATISTICA
Marzo 05
13:46 2020

Il mese scorso i sindaci dei 17 Comuni dei Castelli Romani hanno ricevuto – gratuitamente – per posta elettronica un rapporto dal titolo “I Castelli Romani attraverso la statistica” in cui vengono riportate e commentate le statistiche ufficiali su una serie di aspetti caratteristici delle proprie comunità, anche in relazione a Roma. I dati riguardano la popolazione, il suolo, i redditi, i matrimoni, i musei, l’acqua, i rifiuti solidi, la mobilità, le attività produttive, le attività agricole, la struttura ricettiva, il parco veicolare, gli incidenti stradali, gli infortuni sul lavoro, i delitti; insomma uno spaccato di grande utilità per chi è chiamato a comprendere e programmare la vita del Comune in relazione a quella degli altri nel contesto integrato dei Castelli Romani.

Qual è stata la reazione dei sindaci all’invio del rapporto? A distanza di qualche settimana soltanto due su diciassette hanno inviato un messaggio di riscontro e di ringraziamento, mentre nella maggior parte dei casi vi è stato il silenzio. Come interpretare questo silenzio? Si sa, le persone che sono pro-tempore alla guida dei Comuni sono prese dai mille problemi quotidiani, ma ci si aspetterebbe che almeno le strutture burocratiche che li sostengono dispongano di routine che prevedano di reagire rispetto alle comunicazioni ricevute, almeno formalmente replicando con un automatico e formale  “ricevuto, grazie”. La pubblica amministrazione ha l’obbligo di rispondere ai cittadini, obbligo che comunque fa parte semplicemente del bon ton.

L’esperienza del rapporto statistico ci dice che purtroppo, con qualche eccezione, nei Comuni dei Castelli Romani l’ammonimento di Einaudi “Conoscere per deliberare” è lettera morta sia per gli eletti dal popolo che per le strutture amministrative che hanno il compito di predisporre ed elaborare gli elementi di conoscenza da fornire ai cittadini ed a coloro che prendono le decisioni.

Nei Castelli Romani siamo purtroppo di fronte alla certificazione del sostanziale fallimento del Sistema statistico nazionale (Sistan) che prevede(rebbe) un ruolo attivo degli enti locali nella produzione e nell’impiego delle statistiche. Il caso più eclatante è quello di Albano che, unico tra gli altri Comuni dei Castelli, nel passato disponeva di un attivo ufficio statistico; questo è stato successivamente disattivato per deliberata scelta da parte di una miope amministrazione che ha esplicitamente affermato di non averne bisogno – e di un muto e accondiscendete consiglio comunale. Qui siamo di fronte all’ignoranza programmata.

Di questo passo continueremo ad avere al Comune nocchieri che non sanno scorgere le onde del mare e l’orizzonte. I nocchieri dimostrano di non avere volontà, capacità e interesse a mettere l’occhio nel cannocchiale della statistica, impegno  che comporta fatica, studio, cultura, responsabilità. E in questo drammatico periodo come si fa ad affrontare la temperie del coronavirus deliberando senza conoscere?

 

 

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