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CELEBRAZIONE DEL CORPUS DOMINI A ROCCA DI PAPA DEL VESCOVO MONSIGNOR RAFFAELLO MARTINELLI

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CELEBRAZIONE DEL CORPUS DOMINI A ROCCA DI PAPA DEL VESCOVO MONSIGNOR RAFFAELLO MARTINELLI

CELEBRAZIONE DEL CORPUS DOMINI A ROCCA DI PAPA DEL VESCOVO MONSIGNOR RAFFAELLO MARTINELLI
giugno 23
22:00 2019

 

Un piccolo Crocifisso, rimasto illeso sullo stipite della parete divelta dalla terribile esplosione del 10 giugno è quanto di più essenziale e significativo per simboleggiare la festività odierna del Corpus Domini. Si trova là, esposto verso l’orizzonte, verso la grande Piazza della Repubblica e guarda dall’alto la ripida salita del corso cittadino, quasi a infondere coraggio nel percorrerla: è stato testimone, quel Crocifisso, del disastro, del dramma che ha seguito l’esplosione, del fumo nero che ha coperto il cielo limpido di quella mattina, delle urla e del dolore dei presenti, della concitazione nei soccorsi, tra sirene, elicotteri e la frenesia degli aiuti, ha accompagnato il coraggio di chi s’è sacrificato per la messa in sicurezza di tutti.

Sotto quel piccolo Gesù in croce si sono levate le preghiere recitate dai fedeli in processione, guidati dal Vescovo di Frascati Monsignor Raffaello Martinelli e dai Parroci di Rocca di Papa, dopo la celebrazione della Santa Messa ai giardini della Piazza principale.

La sosta davanti al municipio lesionato ha significativamente sottolineato il grande dolore, la partecipazione e la condivisione di tutti nel ricordo di Vincenzo Eleuteri, delegato del Sindaco, i cui funerali sono stati celebrati ieri nel Duomo stracolmo, e di Emanuele Crestini, Primo cittadino che ci ha lasciati giovedì scorso, entrambi deceduti dopo giorni di sofferenza.

Tra i numerosi partecipanti vi erano le Autorità civili, militari e religiose di Rocca di Papa vicine alla Vicesindaco Veronica Cimino: la Croce Rossa, la Protezione Civile, la Confraternita del S.S Sacramento; rappresentanti delle Associazioni cittadine e i Sindaci dei Castelli Romani con la fascia tricolore. Al termine della solenne processione, nel Duomo la celebrazione conclusiva della cerimonia religiosa e la benedizione del Vescovo: i fedeli si sono allontanati, in ciascuno il pensiero e la commozione per Emanuele e Vincenzo…

.. E quel Crocifisso, quel corpo dilaniato dalla sofferenza, è ancora là tornando a casa: non è coperto da transenne, è sfiorato dalle bandiere distrutte dall’esplosione, i lembi strappati continuano a sventolare, quasi a simboleggiare la grande forza di volontà che tutti i cittadini dovranno raccogliere per ricostruire insieme, membri e fratelli di questa nostra Rocca, antico borgo di boscaioli e carbonari dai quali discendiamo e dai quali abbiamo ereditato la forza e il coraggio di non arrenderci. Mai.

 

 

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2 Commenti

  1. don massimiliano paiè
    don massimiliano paiè giugno 25, 08:38

    il giorno della tragedia tra le varie foto avevo segnalato proprio quel crocefisso e nel dolore avevo scritto Lui ci protegge..e continua perchè eterna è la sua misericordia..don max

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