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Centinaia di ragazzi in “piattaforma” a Colonna per gridare “NO” alle mafie

Centinaia di ragazzi in “piattaforma” a Colonna per gridare “NO” alle mafie
Marzo 07
16:45 2022

Nome in codice: “Quarto Savona 15”

Centinaia di ragazzi in “piattaforma” a Colonna per gridare “NO” alle mafie, nell’ambito del “Festival della legalità – C’è chi dice no”.

Presenti gli alunni del “Don Lorenzo Milani”, del “Marco Polo” di Borghesiana, del “Paolo Borsellino” di Montecompatri, del “San Cesareo”, dell’IIS “Borsellino Falcone” di Zagarolo e i bambini della scuola parentale “Germogliamo”

 

Migliaia di occhi fissi su un groviglio di rottami contorti, racchiusi in una teca trasparente, come a proteggerli. Poveri lacerti di un’automobile, una massa schiacciata e inanimata, eppure quei rottami hanno parlato, hanno raccontato, attraverso la loro stessa contorta presenza, storie di uomini e donne coraggiosi in uno dei periodi più terribili della storia della Repubblica: Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani… nomi evocati dall’altoparlante nel silenzio di una mattinata dal portato emozionale fortissimo, che ha segnato senza dubbio uno spartiacque nella vita di Colonna.

La “Quarto Savona 15” è arrivata ieri, ed è stata accolta, e ascoltata, da una comunità intera, rispettosa, trepidante.

Sono passati trent’anni dalle stragi di Capaci, da quando, il 23 maggio del 1992, lungo l’autostrada A29 che collega Palermo all’aeroporto, saltarono in aria tre macchine. La prima, una Fiat Croma chiamata “Quarto Savona 15” dal nome della sigla radio della vettura, venne investita in pieno dall’esplosione e sbalzata dal manto stradale ad alcune decine di metri di distanza, uccidendo sul colpo gli agenti: Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. Nella seconda viaggiavano il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e l’autista Giuseppe Costanza, miracolosamente sopravvissuto all’esplosione.

L’arrivo dei resti della “Quarto Savona 15” a Colonna è un evento che si è realizzato attraverso lo spirito di cooperazione, dedizione e unione di intenti. La Scuola e le Istituzioni della Comunità di Colonna hanno avuto la capacità di farlo nascere grazie ad incontri speciali: con Giuseppe Costanza, autista del giudice Falcone che ha incontrato gli studenti mercoledì scorso, e con la signora Tina Montinaro, moglie di Antonio Montinaro, che dal 2017, da quando è nata per suo volere l’Associazione Quarto Savona 15, permette ai resti della macchina della scorta di viaggiare per l’Italia, come simbolo vivente attraverso il quale racconta e ricorda la morte del marito e dei suoi colleghi.

È grazie a questa sinergia che dal 6 marzo la “Quarto Savona 15” sosta a Colonna.

L’evento si è aperto con un pensiero alla drammatica situazione dell’Ucraina, ai bambini e ai ragazzi che da oltre una settimana vivono l’incubo della guerra, ed è proseguita con i saluti del sindaco di Colonna Fausto Giuliani e della Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo “Don Lorenzo Milani”, professoressa Fabiola Tota: i rappresentanti delle due istituzioni che hanno costruito questo evento straordinario e che da sempre portano avanti i temi della giustizia, del rispetto e della legalità. Il Sindaco ha ringraziato tutti i docenti del “Gulluni” e tutti quelli delle scuole partecipanti, evidenziando il valore della presenza dei numerosi giovani accorsi per la manifestazione odierna. La Dirigente, con grande emozione, ha sottolineato la rilevanza dei percorsi relativi alla legalità nelle scuole che consentono di esprimere con decisione il rifiuto per ogni forma di violenza, di prevaricazione e di aggressione.

E’ intervenuta in seguito la Dirigente Scolastica dell’IC “Paolo Borsellino” di Montecompatri-Laghetto, professoressa Loredana Di Tommaso, che ha sottolineato l’importanza della scuola nell’educazione alla legalità delle nuove generazioni; mentre la sindaca del Consiglio Comunale dei Ragazzi, Giorgia D’Itri, ha raccomandato i ragazzi a fare sempre le scelte oneste.

Il cuore dell’evento è stato rappresentato dalla signora Tina Montinaro, le cui parole hanno scaldato i cuori dei presenti. La teca è un simbolo vivente attraverso il quale racconta e ricorda la morte del marito e dei suoi colleghi. Lo scopo che si propone l’Associazione è di andare in tutte le scuole d’Italia per far capire ai ragazzi che cosa è successo nel ’92, perché quei resti valgono più di diecimila parole. Nella teca sono racchiuse tre vite, tre sogni, tre uomini. Con soddisfazione ha risposto alle numerose domande poste dai ragazzi che, emozionati, hanno ascoltato messaggi di fiducia per il futuro ed esortazioni a non dimenticare mai l’insegnamento della legalità. “Guardatevi sempre intorno, ragazzi, e siate attenti al vostro territorio che rappresenta l’Italia intera” – queste le parole di monito della signora Tina, apprezzate dai continui applausi dei ragazzi. Ha continuato poi accentuando il grande coraggio e i valori di chi aveva deciso di indossare la divisa della Polizia per scortare un grande magistrato e un grande uomo: Giovanni Falcone. Nonostante fossero tutti ancora molto giovani avevano deciso con determinazione da che parte stare.

Sono stati poi presentati numerosi e significativi lavori da parte degli alunni delle diverse scuole che hanno voluto dare il proprio contributo alla giornata mostrando i percorsi realizzati con i propri docenti. Particolarmente ammirate le espressioni corporee, proposte dalla professoressa Elisabetta Sperati, che hanno visto aleggiare fazzoletti con i colori della pace sulle note della canzone di Vasco Rossi “Mondo migliore”; mentre la professoressa Fabiola Mastrogiacomo ha diretto sapientemente il coro “Tiberio Gulluni”, formato dagli alunni delle classi prime, che ha cantato “Capaci di dire no”.

La mattinata si è conclusa con l’appello ai caduti delle Stragi di Capaci e di Via D’Amelio, al quale è seguito l’Inno d’Italia, segnato con la LIS grazie ai ragazzi preparati dalla professoressa Laura Carletti.

Prima di congedare i numerosi ospiti presenti, la signora Tina Montinaro ha ricevuto dai bambini della Scuola Primaria una cornice contenente le parole della legalità e variopinte farfalle tricolore, simbolo di rinascita e di cambiamento.

Ed è stato bello, bellissimo, perché anche attraverso questo evento è come se la “Quarto Savona 15” camminasse ancora.

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