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Ciao Prof. Pietro Crespi!

Ciao Prof. Pietro Crespi!
Luglio 21
20:15 2022

Lo scorso 19 luglio di questa estate rovente è venuto a mancare il professor Pietro Crespi. Pensionato, era stato insegnante di lettere presso il Liceo Ginnasio Ugo Foscolo di Albano Laziale.

Dopo l’attività d’insegnamento aveva preso a pubblicare dei piacevoli libri ispirati dalla sua notevole preparazione culturale, dalla professione ‘vissuta’ (vedi immagine), ed era stato traduttore. Anche durante gli anni trascorsi a scuola promosse la scrittura come momento di elaborazione poetica, introspezione e ricerca. Così che quando propose sue pubblicazioni, con grande attenzione alla filologia, continuò ad affrontarne la critica confrontandosi coi suoi, ormai, ex alunni, sempre con l’atteggiamento di chi insegnava imparando.

Noialtri, compresa la scrivente, potevamo accedere alla sua fornita libreria e non ci risparmiava lucide frecciatine, capaci di descriverci per quel che eravamo in quel momento: magari pigri o poco attenti o ingenerosi, ma ridendo di gusto delle nostre battute verso certo autoritarismo o certo lestofantismo che da adolescenti non potevamo tacere.  

L’affetto che Pietro Crespi con la sua presenza bonaria e la sua intelligenza viva, priva di ipocrisie ha saputo meritare, lo testimonia anche questo ricordo di Paolo Ermani, ex allievo del Liceo U. Foscolo, che da molti anni ormai si occupa di ambiente, energie rinnovabili, stili di vita sostenibili e agricoltura.

 

In ricordo di Pietro Crespi – Nella mia ben poco felice esperienza scolastica ricordo un paio di insegnanti che si possano considerare tali, cioè persone che insegnavano davvero e da cui davvero c’era da imparare, uno era Pietro Crespi.

Di grande cultura, apertura e umanità, innamorato del suo lavoro di insegnante, non faceva parte della schiera di frustrati che non trovando di meglio fanno gli insegnati e ovviamente scaricano le loro frustrazioni sui malcapitati studenti in una guerra fra poveri dove perdono tutti anche se poi gli studenti, ultima ruota del carro, sono quelli che hanno la peggio.

Ricordo i suoi discorsi su Lanza del Vasto, i primi libri dei Quaderni di Ontignano che vidi a casa sua, l’obiezione di coscienza, le riflessioni contro la tragedia della guerra. Discorsi sempre profondi, mai banali, pacato e sorridente, forse pure fuori posto in una istituzione così grigia e chiusa come la scuola.

Ricordo le sue pilloline che portava sempre con sé e che mi spiegarono cosa era l’omeopatia, le cure non convenzionali, un modo diverso di vedere la vita, i pomeriggi a casa sua a parlare dei grandi temi, confrontarsi sui perché e i per come della vita. Una di quelle persone che i giovani dovrebbero avere come confronto senza sentirsi giudicati o sotto esame, semplicemente uno scambio fra modi di essere e pensare che nonostante la differenza di età possono dare tanto reciprocamente.

Capace di pubblicare dei libri di poesie dei suoi studenti, invece di vederli sempre e solo come dei voti, dei numeri, delle caselline sul registro. Penso che a loro abbia dato davvero tanto e altrettanto da lui abbiano imparato.

Ciao Pietro grazie per tutto quello che mi hai insegnato.

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