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Claudio Lolli a Roma, testimonial di solidarietà

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Claudio Lolli a Roma, testimonial di solidarietà

14 Dicembre
07:46 2010

Il gruppo però non si scoraggia e, grazie anche all’ospitalità della Locanda Atlantide in Via dei Lucani a S. Lorenzo, è riuscita a portare una bandiera, un simbolo, una delle storiche voci di lotta di sinistra, è toccato a Claudio Lolli essere per una sera il portavoce e testimonial dei diritti negati a questa parte del popolo di sinistra.
Il cantautore bolognese, sebbene dall’alto della sua non più giovanissima età, è riuscito come al solito a gremire la platea del live club, tra la presenza di tanti nostalgici degli anni ’70 insieme ai numerosi “pischelli” frequentatori delle notti cittadine. Lolli si presenta al suo pubblico con una nuova formazione, con cui ha realizzato il suo ultimo disco “Lovesong” nell’aprile del 2009, che lo vede alla ricerca di un nuvo percorso sonoro, grazie alla presenza sia del maestro di chitarra Paolo Capodacqua che al suadente sax alto di Nicola Alesini, vera new entry della nuova formazione, insieme da circa due anni.
Il concerto si apre con un lungo reading del bolognese, che sotto le note rarefatte del duo, alterna la sua poesia a tante riflessioni sui tempi moderni, sul vento dell’oggi. Immancabile l’interazione di un affezionato pubblico che si rivolge al cantautore con la confidenza di chi per anni ha seguito appassionandosi, la sua musica di protesta, che tramite sconfinate note poetiche, ci svela tutta la sensibilità dell’uomo Lolli nel suo lungo percorso alla ricerca dell’uomo in sé.
Bando alle riflessioni, il vero live si apre qualche minuto dopo, immediatamente proiettandoci dentro le ultime hit del nuovo disco, da “Notte Americana” a “Aspirine”, da “Dita” a “La pioggia prima o poi” è tutto un viaggio dentro una musicalità che strizza l’occhio ad un soffice jazz alla Miles Davis, mentre Lolli sfodera con immutato entusiasmo, nuovi temi sociali con cui la sua persona si confronta.
Ma l’ansia del pubblico di riascoltare tutte le più belle canzoni del bolognese è tale che, come lo stesso Lolli avverte, si aprono le danze del suo “Jukebox”. E così tra le tante richieste osannate dai romani, Claudio ritorna sui suoi temi classici, riecheggiano nell’aria le note di Quello che mi resta, Una Città, Ho visto anche gli zingari felici.
Da ricordare l’omaggio che Claudio fa a Piero Ciampi, altro anarchico di Livorno, come si azzarda lui stesso a definire, cui dedica un’intenso brano melodico. Poi ancora ricordando le sue tante presenze romane, il pensiero dell’artista va al Folk Studio, luogo dove l’autore si è ritrovato una vita in città, ed al quale dedica un pezzo che tanto ci ricorda il compianto proprietario.
Due intense ore passano rapidamente, e quando sembra che il concerto vada per finire, i tanti presenti reclamano un’altra song da parte di Lolli, che non li tradisce, ed esegue in bis, una “Borghesia”, un po’ rielaborata in chiave ironica sulla scia delle ultime vicissitudini politiche italiane.
Una piacevole notte in musica trascorsa riabbracciando il nostro bolognese, che a fine concerto non fa mancare una parola ai tanti fan che lo cercano, gli lasciano poesie, scritti, abbracci, che lui raccoglie ad uno ad uno con la solita umiltà popolare.
La serata è trascorsa, ma la lotta è ancora molto dura per i ragazzi del Gruppo Cafiero, che ci invitano ad altre nuove proposte in città, per conoscere le loro battaglie ed eventualmente condividerne la linea.
Chi volesse qualche info in più sulle attività ed i futuri appuntamenti del gruppo a Roma, li trova all’indirizzo

Chi volesse qualche info in più sulle attività ed i futuri appuntamenti del gruppo a Roma, li trova all’indirizzo fairoma@federazioneanarchica.org .

 

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