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Commemorazione di Propaganda Fide

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Commemorazione di Propaganda Fide

Febbraio 11
16:12 2011

Alle 9.50 la sirena ha riportato l’intera città indietro, a quel 10 febbraio 1944, quando gli alleati bombardarono il collegio di Propaganda Fide uccidendo più di duecento civili che si erano rifugiati all’interno delle mura vaticane. Alle 15.00 una nuova deposizione, questa volta al Monumento ai Caduti al Cimitero di Albano.

«Essere leali – ha affermato il sindaco Nicola Marini – è qualcosa che viene prima di moltissime cose. C’è un detto anglosassone molto bello che dice: “Se la parola di un uomo non vale niente, allora quell’uomo non vale niente”. Sono d’accordo. La lealtà è un valore che ha a che fare con l’onestà – intellettuale e non –, con l’integrità. E soprattutto con la dignità.
Queste considerazioni potrebbero portare ad avere un atteggiamento prudente nei confronti dei fatti che qui, oggi, commemoriamo. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna sono nostri importantissimi alleati. Insieme alle forse partigiane, hanno contribuito in maniera decisiva alla liberazione del nostro paese dalla barbarie nazi-fascista. E qualcuno potrebbe pensare che chiedere che il bombardamento del Collegio di Propaganda Fide da parte delle forze anglo-americane venga riconosciuto come un crimine di guerra, come richiesto dall’Associazione Famigliari delle Vittime, possa essere un atto di slealtà. Ma non è così. Perché c’è solo una cosa al mondo che viene prima della lealtà. E questa cosa si chiama verità. La verità viene prima di tutto, perché negarla è sempre un atto di slealtà verso la vita e verso i migliori valori che gli esseri umani, quando vogliono, sanno incarnare anche nella Storia, quella con la S maiuscola. E stabilire la verità non è solo un atto dovuto nei confronti delle vittime, dei loro congiunti o di chi comunque è stato coinvolto da una determinata vicenda».

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