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CON L’ARIA CONDIZIONATA CI STIAMO FRIGGENDO DA SOLI

CON L’ARIA CONDIZIONATA CI STIAMO  FRIGGENDO DA SOLI
Agosto 07
15:08 2020

Se affrontiamo la questione del raffreddamento nel modo sbagliato, ci cuoceremo da soli”, ha detto recentemente Gabrielle Dreyfuss, scienziata dell’Institute for Governance and Sustainable Development. Tra i tanti circoli viziosi che caratterizzano la crisi climatica, quello relativo all’aria condizionata è uno dei più evidenti. La utilizziamo per combattere il caldo estivo che aumenta anno dopo anno, ma a causa dell’energia richiesta dai condizionatori contribuiamo a farlo crescere ulteriormente, rendendo necessario un utilizzo ancora più intenso dell’aria condizionata.

Il Rapporto, pubblicato congiuntamente da United Nations Environment Programme (UNEP) e la International Energy Agency (IEA), dal titolo “Cooling Emissions and Policy Synthesis Report” scaricabile da: https://wedocs.unep.org/bitstream/handle/20.500.11822/33094/CoolRep.pdf?sequence=1&isAllowed=y sottolinea l’importanza dei sistemi di refrigerazione e condizionamento. Tuttavia, la crescente domanda di refrigerazione e raffrescamento ambientale sta contribuendo in modo significativo ai cambiamenti climatici.  Nel Rapporto si stima che nel mondo siano presenti qualcosa come 3,6 miliardi di macchine per il raffreddamento: condizionatori, congelatori, frigoriferi e altro ancora, che hanno consumato, secondo le stime, intorno a 3.900 TWh di energia elettrica nell’anno 2018, il 17% circa della domanda mondiale di elettricità, e gli apparecchi per l’aria condizionata hanno fatto la parte del leone con un consumo stimato per l’anno 2018 di circa 2.000 TWh.  Un TWh è un miliardo di chilowattora (kWh). Il chilowattora (kWh) è l’energia elettrica equivalente a 1000 watt applicati per un’ora in maniera costante; si consuma 1 kWh quando si fa andare un’aspirapolvere da 1000 watt per un’ora. Per farsi un’idea, nel mese di Giugno 2020, la richiesta di energia elettrica in Italia è stata di 23.953GWh, un GWh è pari ad un milione di chilowattora (kWh), causa Coronavirus in forte flessione rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (-13,4%), come risulta dalla Relazione MensileTERNA, scaricabile da: https://download.terna.it/terna/Rapporto_Mensile_Giugno%202020_8d828eb868aa9b0.pdf . E’ interessante anche conoscere che i picchi di consumi elettrici in Italia, da anni ormai si riscontrano nei mesi estivi a causa del dilagare dell’uso dei condizionatori, con picchi fino a 60 Gigawatt, pari a 60 milioni di stufe da 1000 watt. Le particolari condizioni climatiche dell’estate 2015 – con temperature molto superiori alla media – hanno avuto un abnorme impatto sul carico alla punta estiva del 2015, balzato verso la soglia dei 60.000 Megawatt per effetto della massiccia domanda riconducibile alle apparecchiature di raffrescamento.

Numeri che, in un mondo che si scalda, non faranno che aumentare se non si cambia il modello di sviluppo, oppure si ipotezza una forte innovazione tecnologica. Il  Rapporto ipotizza che, se le cose continuassero secondo il modello di sviluppo attuale il numero di macchine per il raffreddamento necessarie per soddisfare la richiesta mondiale salirebbe a 14 miliardi di unità entro il 2050. L’impatto ambientale e climatico, non riguarda soltanto l’energia utilizzata dai condizionatori, ma la sostanza refrigerante che questi apparecchi impiegano: l’HFC (gli idrofluorocarburi). È la sostanza che negli anni 80 ha sostituito il CFC (clorofluorocarburi) utilizzato da frigoriferi, condizionatori, ecc, e che si era scoperto danneggiare lo strato d’ozono che blocca i raggi ultravioletti del sole. Anche HFC ha un impatto diretto sui cambiamenti climatici. Di conseguenza, non sono del tutto valide le giustificazioni del tipo “ma io in quanto autoproduttore produco elettricità da fonti di energia rinnovabili”.

Secondo gli autori del Rapporto, passare a condizionatori efficienti dal punto di vista energetico, e che utilizzano sostanze refrigeranti meno inquinanti, potrebbe far risparmiare qualcosa come 460 miliardi di tonnellate di gas serra nel corso dei prossimi 40 anni.  Inger Andersen, autrice del Rapporto ha affermato: “C’è l’opportunità di impiegare le risorse saggiamente per limitare il cambiamento climatico, proteggere la natura e ridurre il rischio di ulteriori pandemie” . Non possiamo fare a meno dei condizionatori, ma anche solo utilizzare sostanze refrigeranti più sostenibili e macchine che consumano meno energia – tuttora prodotta in larga parte da combustibili fossili – potrebbe essere di grande importanza. Se poi iniziassimo a usare i condizionatori con maggiore raziocinio, ne gioveremmo ancora di più.

Il Rapporto rafforza il concetto che Energia e Clima vanno sempre visti insieme. Concetto ripreso anche dalla politica italiana nella pubblicazione del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030, un Documento di circa 300 pagine, scaricabile dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico: https://www.mise.gov.it/images/stories/documenti/PNIEC_finale_17012020.pdf

Nessuno di noi è esente dalla responsabilità di contribuire al futuro del Pianeta Terra. Il comportamento di ogni individuo contribuisce alla definizione del futuro. Bisogna prendere coscienza che Energia e Clima sono due fattori strettamente correlati. “Le nazioni devono diminuire drasticamente le emissioni di gas a effetto serra per limitare l’aumento della temperatura globale entro questo secolo a 1,5° C. Sistemi di raffrescamento efficienti e rispettosi del clima possono contribuire al raggiungimento degli obiettivi ” ha affermato Inger Andersen, direttrice esecutiva dell’UNEP e autrice del Rapporto.

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