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Conferenza nell’Aula Consiliare

01 Gennaio
08:48 2009

Partendo dalle più antiche icone in cui si rilevano accenni di tratti più scuri e tracce di sfondo, si nota nel tempo un progressivo aumento della staticità di un’immagine stilizzata: occhi grandi, naso diritto, bocca molto piccola, con precisi riferimenti a proporzioni lineari e atteggiamenti che si rivestono di sacralità. È un volto “trasfigurato” inserito in una spiritualità che, abbandonando le passioni terrene, va al di là del tempo e dello spazio; pur tuttavia le icone mantengono la dimensione umana conservando sul loro volto l’immagine di Dio. Sono dipinte su legno trattato e decorato con rivestimento in oro; vengono usati colori ottenuti miscelando polveri di minerali e vegetali, pestate in un mortaio e unite al tuorlo d’ uovo: quest’ultimo, usato come legante, ha un chiaro simbolismo legato alla vita. Questo tipo di arte richiede una notevole preparazione tecnica e una intensa spiritualità: l’iconografo dipinge in stretto rapporto con Dio e questo presuppone un forte coinvolgimento spirituale di purificazione, in un rapporto di preghiera intensa; l’iconografo non segue una libertà artistica, copia fedelmente i modelli, non firma le sue opere perché si sente strumento dello Spirito. L’icona esprime un messaggio di salvezza attraverso un linguaggio simbolico, dove sia i colori (il blu indica la trascendenza, il rosso la passione e il sangue dei martiri, il bianco la pace, la luce, il verde la fertilità e la natura), che le espressioni dei personaggi hanno sovente un grande valore simbolico: Gesù Cristo viene rappresentato mentre benedice ed indica con la mano il numero tre, simbolo della Trinità, la Vergine Maria viene dipinta con la mano che indica il Figlio che porta in braccio; sul manto vi sono tre stelle a indicare la purezza di Maria sia prima, durante e dopo la nascita del Figlio. Nel mondo trasfigurato delle icone vi è una realtà spirituale che “parla” al cuore di chi crede, anche dopo anni di silenzio. Chi scrive possiede un’icona preziosa, dono di famiglia, da parte di un Monaco Studita, Padre Giovenale, grande iconografo greco-cattolico di nazionalità ucraina, appartenente all’ordine degli Studiti. Questa sacra immagine, una Madonna con le braccia aperte ad accogliere il fedele devoto, ogni volta riaccende nel cuore un dialogo mai interrotto con Colui che lo ha ispirato.

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