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-Contratti di Fiume necessari per la tutela dei bacini idrici

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-Contratti di Fiume necessari per la tutela dei bacini idrici

Novembre 19
22:31 2017

In Commissione Ambiente è stata discussa in questi giorni una importante risoluzione sui contratti di fiume, che vede tra i primi firmatari anche la Deputata Federica Daga (M5S).

«I Contratti di Fiume sono un accordo negoziato e volontario – dichiara la Daga –  fra soggetti pubblici e privati interessati alla gestione, all’utilizzo e alla tutela della risorsa “acqua” dei bacini idrici in generale e del relativo contesto ambientale circostante».
La deputata Daga ha infatti dichiarato che «i contratti di fiume, anche sotto forma di Contratti di Lago, Falda, Foce, Costa, Paesaggio Fluviale, costituiscono una vera innovazione, una rivoluzione pacifica, democratica e dal basso, principalmente per reagire al continuo diffondersi del dissesto idrogeologico e della precarietà di un territorio reso sempre più drammaticamente vulnerabile dall’eccessiva antropizzazione e dalla carenza di manutenzione».

Alla fine dei lavori, la Commissione Ambiente ha redatto una risoluzione unificata, in cui sono stati accolti molti degli impegni previsti dal testo presentato dal M5S.
«Tra questi ricordiamo – continua la deputata Cinquestelle – l’impegno da parte del Governo a garantire una efficace informazione al fine di attuare i contratti di fiume collegialmente condivisi nell’ambito di un procedimento partecipato con la collettività, facendo in modo che i dati e le informazioni sui contratti di fiume siano resi accessibili al pubblico, anche a mezzo web. E’ stato chiesto inoltre l’impegno ad avviare percorsi virtuosi e progetti di studio, anche in collaborazione con le università, gli ordini professionali o altri soggetti interessati a vario titolo, compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica, al fine di promuovere l’attuazione di interventi innovativi in grado di valorizzare i corsi d’acqua e il territorio circostante, dal punto di vista sociale, didattico, culturale, fruitivo, turistico e paesaggistico, garantendo un concreto presidio e una corretta manutenzione del contesto».

La deputata Daga soddisfatta del risultato ottenuto in Commissione ha concluso ricordando che «con il ricorso ai contrati di fiume si tenta di contribuire a superare la logica dell’emergenza mettendo in campo una politica integrata preventiva e condivisa attraverso accordi, impegni veri e propri programmi di azione per la manutenzione del territorio, attraverso l’implementazione del ruolo ambientale dell’agricoltura e/o altre attività quali culturali, sportive, turistiche sempre coerenti con le previsioni di piani e programmi già esistenti nel bacino idrografico di riferimento/sub-bacino»

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