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Contrazioni economiche nell’orizzonte laziale

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Contrazioni economiche nell’orizzonte laziale

Marzo 16
11:30 2013

Si parla di contrazioni sulle esportazioni, nazionali e non, riduzione, in alcuni casi drastica, dei fatturati e contrazioni degli impieghi, specie nel settore a tempo determinato.
La stima di un quasi 70% di aziende che non intende portare avanti nuovi investimenti è preoccupante, anche sotto il profilo degli accessi al credito, che tra prestiti, leasing, mutui ed altri servizi bancari, si preannunciano scarsi per l’anno in corso. La previsione di una stima al ribasso del 25% degli impieghi, è il dato che occupa parte del dossier, stima di scadenti previsioni di crescita. Anzi, in molti casi, che si attestano intorno ad un 7%, si profila per gli imprenditori la possibilità di chiusure, cessazioni o vendite delle attività, e solo una minima percentuale intorno alla media del 3.5% prevede piani di riordino, innnovazione e commerci internazionali.
Il dato che chiudeva il 2012 a livello regionale, era di un -1% riguardo alla contrazione del credito per le imprese laziali, ad un aumento del 529% del ricorso alla cassa integrazione nel quinquennio 2007-2012, e di un semplice 0.7% di aumento del numero di imprese nella regione durante l’anno che si è chiuso.
D’altro canto, sul lato dei consumatori laziali, uno studio realizzato dal centro studi Eures, per conto della CGIL, stima che negli ultimi tempi, il 47.5% della popolazione regionale è stata costretta negli ultimi tre anni a rivedere in maniera consistente i consumi.
Dall’analisi emerge che i cittadini laziali preferiscono comprare preferibilmente lo stretto necessario e con maggior frequenza nei periodi di saldi, oppure in outlet ed ipermercati, solo un restante 4% rimane fedele al negozio di fiducia.
D’altra parte cresce il mercato dell’usato, si attesta intorno al 50% la media dei cittadini che si affaccia tra frequenze quotidiane, un 5%, saltuarie, un 19.4%, occasionali, un 28.7%, alle compravendite di prodotti usati, che vanno dai beni personali agli oggetti e beni di consumo più considerevoli, come auto, mobili, accessori per lavoro e casalinghi.

Vittorio renzelli

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