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Contro il disagio giovanile

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Contro il disagio giovanile

Aprile 01
00:00 2007

Sulle più importanti testate nazionali si leggono fatti a dir poco preoccupanti. Genitori che aggrediscono presidi, filmati di alunni che scherniscono compagni, docenti dalle dubbie qualità morali, i ragazzi insomma si vedono protagonisti di minacce e soprusi quasi ogni giorno. Da più di vent’anni percepiamo in maniera epidermica che qualcosa nel mondo dei giovani sta cambiando, decadendo, i punti fermi di una educazione incentrata sul rispetto, sulla meritocrazia, sulla parità stanno velocemente affondando per lasciare spazio a valori effimeri che portano all’inevitabile instabilità personale e alla conseguente discesa dei valori classici.
A tale disequilibrio non sappiamo dare una risposta concreta né un rimedio adeguato, sappiamo solo che ciò che ci circonda è la conseguenza della perdita di un’identità globale, penalizzata alla radice. Fondamentalmente ci accorgiamo che le regole del mondo adulto non bastano più quando gli stessi adulti disconoscono e prendono le distanze da tali regole, meriti, demeriti, stimoli, premi, cadono dinnanzi alla presunzione di sostituirsi alla morale comune e a ciò che è sempre “Stato”.
Il solo fatto di portare alla ribalta tramite organi di informazione una questione così complessa come quella del disagio giovanile ci fa capire come l’allarme sia sentito oggi più che mai dalla comunità. A tal proposito molte proposte sono state formulate dall’amministrazione Spoto (CDL) per placare il fenomeno del disagio giovanile, che purtroppo vede sempre più spesso l’ampliarsi di azioni vandaliche a cose, edifici ed opere artistiche a Rocca Priora. Molto più serio invece il fenomeno del suicidio che purtroppo ha toccato il Paese in maniera preoccupante nell’ultimo anno e di cui nessuno può permettersi di dare una interpretazione plausibile. All’unanimità maggioranza e minoranza hanno dato dimostrazione di come si possa avere un dialogo costruttivo e serio su temi di tale sensibilità, a cominciare dall’assessore Raponi che propone di istituire un Centro Giovani ed un C.O.L che aiuti i ragazzi nel difficile passaggio dall’adolescenza al mondo adulto. Una posizione di volontà effettiva che sembra molto diretta e che punta ad un ascolto dei problemi giovanili in modo tempestivo e concreto. Raponi promette di trovare spazio in bilancio per questo fondamentale servizio. De Righi invece pone l’accento sul ruolo della famiglia: “manca al suo interno l’appoggio dei membri, in quanto si è passati da un sistema di famiglia allargato ad un sistema nucleare dove non c’è confronto al suo interno e manca ogni forma di controllo solidale”. La soluzione per il consigliere sarebbe quella di far riferimento al già previsto Piano di Zona, organo adepto a definire e costruire il sistema integrato di interventi e servizi sociali.
Assessori e consiglieri hanno infine deciso per la formazione di una Commissione composta dalla proporzionalità dei gruppi politici ed avrà il compito di monitorare la situazione giovanile e trovare adeguate soluzioni per arginare il fenomeno.

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