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Convegno: Sviluppo Sostenibile ed Enti locali: Si può fare!

Agosto 12
09:24 2012

Pizzicaroli ha anticipato quelli che saranno i temi del convegno: risparmio energetico, energia pulita per una migliore qualità della vita, recupero e riutilizzo dei materiali.
L’on. Onorati nel suo intervento ha preso in considerazione la fase di transizione della nostra rivoluzione industriale che ha colpito l’economia mondiale. «Credo che dal 1972 al 2002, cioè dalla conferenza di Stoccolma fino al protocollo di Kyoto, – continua il Presidente – la presa di coscienza collettiva a livello planetario, riguardo allo sviluppo sostenibile, sia ormai largamente diffusa e condivisa. Tuttavia accade che non sempre la classe politica dirigente di una nazione, dell’imprenditoria, della rappresentanza sindacale, si metta al passo con l’evoluzione culturale e con i mutamenti storici che avanzano. Se non vogliamo che uno “splengeriano” declino politico, economico e sociale dell’Europa si avvii senza possibilità di ritorno, dobbiamo modificare i nostri modelli produttivi, passando sempre più dal consumo alla riutilizzabilità». L’on. Ugo Onorati ha puntualizzato che i residui derivanti da processi industriali e dall’uso individuale vanno considerati risorse e non ingombranti rifiuti. «Occorre dare un indirizzo preciso e inequivocabile alla nostra nazione – spiega Onorati – nell’indicare la scelta irreversibile di un nuovo modello socioeconomico non più basato sulla rincorsa del consumo alla produzione, ma della realizzazione di beni durevoli e diversificati, sugli investimenti mirati all’indipendenza energetica da fonti rinnovabili e sulle più avanzate tecnologie di recupero delle risorse. Un altro elemento essenziale dell’economia sostenibile è la democrazia energetica, rappresentata dalla diffusione capillare degli impianti di produzione. Accanto ai grandi impianti idroelettrici, geotermici o eolici, che richiedono notevoli investimenti di capitale pubblico o privato, dovranno sorgere una miriade di impianti di produzione domestica in forma di fotovoltaico e microeolico. Ogni edificio pubblico o privato, a cominciare da quelli di nuova costruzione, dovrebbe essere obbligato a specifiche istallazioni del genere. Si deve fornire un processo di industrializzazione riservato a piccole e medie imprese dislocate sul territorio per l’avviamento e la gestione di impianti di riciclaggio e recupero dei beni e dei prodotti di scarto, mediante isole ecologiche, centri di raccolta e di trasformazione. Non più soltanto carta, plastica, vetro, alluminio, ma anche qualsiasi materiale organico o inorganico dovrà essere riutilizzato e reinserito nel ciclo di produzione industriale. Gli istituti di fisica, chimica, ingegneria e biologia dovranno essere posti nelle condizioni ottimali per produrre innovazione scientifica e tecnologica del più alto e competitivo livello in sede internazionale. E quegli stessi istituti dovranno avere un corrente rapporto di scambio con il mondo dell’impresa e del lavoro». L’on.Alberto Filisio, prendendo in considerazione la green economy, che è al centro del programma elettorale dell’on. Nicola Zingaretti, ha precisato che la Provincia di Roma si è attivata in questo senso con un finanziamento di 23milioni di euro per l’istallazione del fotovoltaico nelle scuole, così come si è dato un contributo importante per la raccolta differenziata che vede impegnati 600mila cittadini, per poter arginare il problema annoso della discarica. Sono in programma una serie di iniziative sulle quali si può contare su 36 comuni della provincia di Roma che hanno aderito al Patto dei Sindaci e altri 5 sono in fase conclusiva. Si prevedono altri 60 impianti fotovoltaici per le scuole e sono previsti 25milioni di euro per la costruzione di parcheggi di scambio gomma gomma.
L’incontro è proseguito con l’intervento dell’Ing.Flavio Lucibello, Presidente del Consorzio Hypatia che ha presentato appunto, l’attività del consorzio di ricerca a partecipazione pubblico-privata, costituitosi nel 2008, i cui obiettivi sono la promozione, lo sviluppo e la valorizzazione delle risorse scientifiche, tecnologiche e umane del territorio. Il Consorzio Hypatia nasce dalla collaborazione tra i mondi dell’Università, della Ricerca e dell’Impresa, per arrivare a promuovere progetti di ricerca finalizzati alla sostenibilità ambientale e alla salvaguardia della qualità della vita, nei campi delle energie rinnovabili, delle tecnologie e dei materiali innovativi. Il Consorzio opera inoltre nell’ambito dei servizi alle imprese, attraverso la partecipazione a programmi di cofinanziamento comunitari, nazionali e regionali.«Gli strumenti che hanno creato seri danni negli ultimi secoli, oggi possiamo utilizzarli al meglio – continua l’ingegnere – e lo sviluppo sostenibile s’intende sociale, ambientale ed economico. Lo sviluppo sostenibile non è un peggioramento della vita, ma una presa di coscienza reale su ciò che si può fare. La sostenibilità economica è la capacità di generare reddito e lavoro per il sostentamento della popolazione, mentre la sostenibilità sociale è la capacità di garantire condizioni di benessere umano, come la salute, la sicurezza, l’istruzione». Lucibello ha poi parlato del disequilibrio dal punto di vista sociale che si presenta come una realtà che si volgerà verso la società che si troverà impreparata e inadeguata ad arginarlo. E l’unica risposta è quella di procedere verso l’ecosostenibilità, puntando al risparmio energetico e al recupero dei materiali, per poter creare posti di lavoro.
Nel suo intervento dal titolo Il Leasing pubblico Massimo Mariani, Professore Associato di Finanza Aziendale alla Facoltà di Economia dell’Università LUM Jean Monnet di Casamassima (Ba), ha sottolineato come «nel 1° bando di opere pubbliche, promosso dalla Regione Lombardia, prendeva vita il D.lgs 163/2006 che prevedeva il reperimento dei capitali da parte di enti locali e Amministrazioni pubbliche. Questo sembrò la soluzione all’esigenza di poter raggiungere gli obiettivi del 2020 e poter arginare le limitazioni date dal Patto di Stabilità, una via di fuga soprattutto per gli Enti dotati di finanziamenti. Solo un anno e mezzo fa Roma, trattando il tema dell’indebitamento ha potuto dimostrare la fallibilità degli Stati». Il professore ha spiegato che attraverso l’operazione “Ponte” ci si sta avviando nella direzione giusta, per semplificare la vita degli Enti locali in tema di investimenti, in quanto in una recente applicazione l’attuale Governo, nel Decreto Salva Italia, ha ripescato una previsione disciplinata già nel D.lgs 163/2006, riportando in vita il contratto di disponibilità, così che i Comuni virtuosi possano usufruire dello strumento, senza violare il patto di Stabilità. Il Leasing è una forma di finanziamento che consente alle aziende come alle Amministrazioni Pubbliche di poter usufruire del finanziamento stesso, senza dover appostare il Bilancio, il Bene Immobile acquistato. Ciò significa che si può non inserire al Titolo secondo, al patrimonio quel bene e questo consente di tenere larghe le maglie del Patto di Stabilità. Quindi, semplificando, possiamo dire che il leasing finanziario è uno strumento che consentirebbe alle Amministrazioni Pubbliche ulteriori investimenti al di là del Patto di Stabilità.
Piano Nazionale di Ecosostenibilità è stato l’argomento trattato dal dott. Fabrizio Penna, Consigliere del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, che ha focalizzato l’attenzione sull’ultimo rapporto Istat «che mette in evidenza un dato crescente di disoccupazione e una crescita della crisi strutturale che oggi è avvertita maggiormente dalle famiglie, dalle imprese e che non può durare in eterno, ma ci deve portare a parlare di un’Economia di riferimento. C’è bisogno di un piano, – continua Penna – di un’analisi, di soluzioni. Il nostro progetto si compone di una prima direttrice che riguarda la semplificazione burocratica, ossia la semplificazione delle procedure che metterà in moto meccanismi virtuosi». Penna ha poi parlato della riconversione del Porto di Marghera, simbolo ormai di decadenza e di scelte sbagliate, un’area riutilizzata da altre imprese attraverso un accordo di programma. I centri dell’Emilia-Romagna danneggiati dall’ultimo sisma, rappresentano il momento propizio per far ripartire l’edilizia con efficienza e incrementare gli investimenti sulla Ricerca che rappresenta la chiave di Volta di questa sfida. L’obiettivo è quello di creare una filiera nazionale in cui i cittadini possano trovare nelle energie rinnovabili una sorta di sviluppo imprenditoriale ed economico.
Il professore Ivan Davoli, Docente all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata nel Dipartimento di Fisica ha esaminato il tema della Tecnologia al servizio della comunità. Nella sua analisi dei materiali usati dalla scienza si è soffermato sul carbonio, un atomo che è presente sia nel diamante che nella grafite, ma mentre nel primo ne determina la durezza, nell’altra la caratteristica è la sua morbidezza, il segreto è dato dalla diversa struttura di questi elementi. Il docente ha spiegato la funzione dei nanotubi di carbonio che possono raggiungere dimensioni filiformi. Queste forme atropiche del carbonio sono inerti e vengono impiegate nel medicamento di cellule tumorali, come avviene in chemioterapia. La superconduttività è un’altra proprietà di alcuni materiali che possono essere attraversati da una quantità di corrente, senza ulteriore consumo e con un notevole risparmio di costi. «Per quanto riguarda i materiali fotovoltaici – prosegue il docente – questi sono composti di silicio e la scienza ha due possibilità: quella di trovare un altro materiale o diversificare le caratteristiche del fotovoltaico per aprire nuovi mercati. Il prossimo obiettivo è quello di creare motori ultraleggeri capaci di resistere a sollecitazioni termiche (alluminio-magnesio). Anche nel settore dei Beni culturali, per studiare un’opera occorrono materiali specifici e solo gli Enti locali – conclude il professore – possono intervenire per migliorare la situazione, mirando le loro scelte di politica industriale, attraverso la mediazione tra le caratteristiche industriali e quelle d’informazione».
La dott.ssa Maria Flavia Gravina, ricercatrice in Ecologia del Dipartimento di Biologia dell’Università di Roma Tor Vergata, nel suo intervento Sistema integrato dei rifiuti trasformare un costo in risorsa, attraverso la metafora della Piramide, Dante e i binari ha illustrato come i rifiuti che si accumulano in Italia possono occupare lo spazio della Piramide di Cheope che ha un’altezza di 130mt e che 50t sono i rifiuti che ciascuno di noi accumula, pari al volume di un brontosauro. «Un rifiuto è una qualsiasi sostanza o oggetto – spiega la docente – di cui l’utente intende disfarsi e la sua fine dipende dal l’impiego che ne vogliamo fare. Per andare verso il destino di un rifiuto, ossia per individuarne i criteri di priorità e analizzarne la sorte, ripercorriamo il tragitto di Dante, iniziando dall’Inferno rappresentato sia dalle discariche in cui si accumulano piramidi di rifiuti, luoghi che sottraggono spazi alle attività utili, sia dagli inceneritori che trasformano i rifiuti in diossina e ossido di azoto. Per andare in Purgatorio occorre passare al riciclo, ossia recuperare dai rifiuti i materiali di cui sono composti per creare nuovi beni. Per raggiungere il Paradiso occorre riutilizzare gli oggetti (la bottiglia può contenere un altro liquido) e ridurre gli imballaggi eccessivi. L’Italia è l’unica economia avanzata che importa materiale riciclato dall’Estero, che tradotto in termini economici significa che nel 2004 si recuperarono 212miliardi di euro e nel 2008 la cifra ammontò a 319miliardi di euro». La dott.ssa Gravina ha poi parlato di green procurement, ovvero l’esplicita considerazione di parametri ambientali nelle procedure di acquisto della Pubblica Amministrazione e delle aziende, in altri termini è la consapevolezza di poter scegliere quei prodotti e servizi che hanno un minore, oppure ridotto effetto sulla salute umana e sull’ambiente, rispetto ad altri prodotti utilizzati allo stesso scopo. Quindi acquistare prodotti (il binario, che rappresenta la mobilità) ottenuti con basso impatto ambientale a basso consumo di risorse, come ad esempio la plastica riciclata che viene utilizzata negli arredi urbani. Occorre altresì, incrementare la ricerca e l’innovazione per il recupero delle risorse meno rinnovabili, come ad esempio i metalli rari quali il gallo, il germanio e il litio che sono presenti in piccole quantità negli oggetti e localizzati in pochi Paesi tra i quali la Cina. «Se l’Europa vuole riciclare questi materiali – continua la dott.ssa Gravina – li deve recuperare dai rifiuti, come vanno recuperate le scorie d’incenerimento che contengono anch’esse tracce di metalli, ossia risorse non rinnovabili. Quindi, per poter agire al meglio, occorre cambiare la nostra mentalità, considerando che la Terra è in prestito e va lasciata nelle condizioni di funzionalità come l’abbiamo ottenuta».
Il valore economico dei servizi eco sistemici è stato il titolo dell’argomento trattato dal dott. Attilio Colagrossi, Dirigente ISPRA, che ha fatto osservare come «l’insieme degli ecosistemi rappresenta un capitale naturale: aria, acqua, fauna, ma il loro utilizzo quotidiano passa inosservato nel nostro sistema economico, perché non hanno un valore economico, in quanto sono gratuiti. Il loro sfruttamento tuttavia, ne causa l’impoverimento con conseguente decadimento del sistema umano. L’Ecosistema, per essere mantenuto, ha bisogno di risorse e riconoscere un valore agli ecosistemi consente alla classe dirigente di definire una strategia per pianificare i propri progetti». Colagrossi ha poi citato la teoria di Adam Smith, considerato il fondatore dell’economia politica liberale, secondo il quale il termine “valore” si distingue in due accezioni: “valore d’uso”, in relazione all’utilità del bene e “valore di scambio”, in relazione al potere di acquistare altre cose che il possesso di quel bene comporta. Smith quindi fa l’esempio del paradosso dell’acqua e del diamante, osservando che l’acqua è utile, ma difficilmente con essa si comprerà qualcosa o avere qualcosa in cambio, mentre il diamante, al contrario, ha difficilmente qualche valore d’uso, ma in cambio di esso su può ottenere una grandissima quantità di altri beni. Ma come si determina il valore di un bene dell’Ecosistema? Esso dipende da quanto il cittadino è disposto a pagare per il bene ambientale. Il dott. Colagrossi ha puntualizzato come gli ecosistemi si possano riprodurre, quando l’uomo ne necessita ed è il caso della fitodepurazione, in cui sono inseriti elementi valutativi di questi servizi. Il riuso dell’acqua reflua è un metodo per poter riutilizzare e non depauperare i nostri bene ambientali. Il Dirigente ha informato il pubblico presente che l’Italia, attraverso il Ministero dell’Ambiente, già da quest’anno ha promosso un forum, per discutere di questi temi, cercando di rendere disponibili tutte le esperienze fatte nel nostro Paese.

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