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Coop. Acapo: 140 persone fragili in uscita, urgente tavolo di confronto con assessorati alle politiche sociali e del lavoro regione lazio

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Coop. Acapo: 140 persone fragili in uscita, urgente tavolo di confronto con assessorati alle politiche sociali e del lavoro regione lazio

agosto 09
15:50 2019

CIANCARELLI: VITTIME DELLA BUROCRAZIA, DOPO CAMBIO APPALTO RECUP IL FATTURATO E’ SCESO DA 40 A 4 MLN, SIAMO OBBLIGATI ALLA RAZIONALIZZAZIONE DELLE RISORSE

Roma, 5 agosto 2019. “Dopo la perdita di un appalto strategico come il Recup del Lazio, il nostro fatturato è sceso da 40 a 4 milioni di euro. Per questo, entro settembre, al termine della procedura di licenziamento collettivo, saremo costretti a licenziare 140 risorse, tra cui 32 persone con gravi deficit cognitivi, psichici o fisici, che in aCapo avevano trovato una dignità lavorativa e che ora avranno serie difficoltà a trovare lavoro al di fuori dei contesti protetti. E’ perciò più che mai urgente il tavolo di confronto che da più di un anno chiediamo agli assessori regionali alle Politiche Sociali, Welfare ed Enti Locali e al Lavoro e Formazione, Alessandra Troncarelli e Claudio Di Berardino per individuare un percorso di supporto per queste persone.  Il lavoro di inclusione sociale fatto in questi anni non va vanificato”. Così la presidente della Cooperativa Acapo, Roberta Ciancarelli, commenta lo stato della cooperativa aCapo (già Capodarco), a pochi giorni dalla cessione del servizio di prenotazione telefonica unico della Regione Lazio – Recup, che la cooperativa ha gestito dal 2004 al 19 luglio scorso.

“In assenza della giusta attenzione a questa emergenza – ha continuato la presidente Ciancarelli –  la nostra cooperativa non potrà essere considerata la sola responsabile delle conseguenze sociali di quanto avverrà. Chiediamo alla Regione ma anche agli Assessorati comunali competenti di considerare un percorso di supporto per queste persone, per il quale aCapo è a disposizione con il massimo spirito di collaborazione, nell’interesse di questi lavoratori fragili. Per 20 anni abbiamo impegnato risorse, investito milioni di euro assunto centinaia di persone con fragilità. Ma nelle condizioni attuali – ha concluso Ciancarelli – aCapo non può sostenere da sola il carico economico di 400mila euro l’anno di queste persone, che torneranno a carico delle proprie famiglie, perdendo tutti i progressi fatti in tema di inserimento sociale”.

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