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#CORONAVIRUS 22 MAGGIO 2020 AI CASTELLI ROMANI E LITORANEA: 8 NUOVI CASI

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#CORONAVIRUS 22 MAGGIO 2020 AI CASTELLI ROMANI E LITORANEA: 8 NUOVI CASI

#CORONAVIRUS 22 MAGGIO 2020  AI CASTELLI ROMANI E LITORANEA: 8 NUOVI CASI
Maggio 23
06:45 2020

#CORONAVIRUS 22 MAGGIO 2020

AI CASTELLI ROMANI E LITORANEA E’ UNA STORIA INFINITA: 8 NUOVI CASI, 7 GUARITI E 1 DECESSO

TROPPE COSE NON HANNO FUNZIONATO: ZINGARETTI TAGLIA LA SANITÀ PUBBLICA EFFICIENTE ED ARRICCHISCE LA SANITÀ PRIVATA INEFFICIENTE

DOMENICA 24 MAGGIO ALLE ORE 11,30 FLASHMOB AL PARCHEGGIO DEGLI OSPEDALI RIUNITI DI ANZIO-NETTUNO PER LA RIAPERTURA DEI REPARTI DI PEDIATRIA E OSTETRICIA

LA PROTESTA SI ESTENDE CON ALTRI FLASHMOB DAVANTI GLI OSPEDALI DI VELLETRI, COLLEFERRO E ANAGNI

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Nella ASL RM6, che comprende i Castelli Romani e la Litoranea, il 21 maggio il numero dei positivi è salito a 1.348, con altri 8 nuovi casi, 7 guariti e 1 decesso.

Il numero complessivo dei guariti è salito a 476 (+7), il numero delle persone attualmente positive è rimasto stabile a 752, mentre il numero dei decessi è salito a 120 (+1).

Rispetto al picco la curva dei nuovi contagi è scesa dell’82%.

Dai nostri modelli econometrici il numero dei soggetti positivi asintomatici liberamente in circolazione nei Castelli Romani e Litoranea è oggi stimato in circa 230 soggetti. Per tale motivo vanno rispettate con il massimo impegno tutte le misure di distanziamento sociale.

Continua la strage nelle case di cura private dei Castelli Romani e Litoranea.

Sul nostro territorio, nelle case di riposo, RSA e case di cura private si contano oltre 500 positivi, di cui più di 50 operatori sanitari, e 48 morti.

Dalle comunicazioni ufficiali si contano:

–       178 positivi nella casa di cura San Raffaele di Rocca di Papa, 41 operatori sanitari e 137 pazienti (20 decessi);

–       63 i positivi (9 decessi) nella casa di cura Villa Nina di Frattocchie;

–       48 i positivi all’INI di Grottaferrata (1 decesso); 

–       48 i positivi (2 decessi) nella casa di cura Villa delle Querce di Nemi;

–       42 positivi nella casa di cura San Raffaele di Montecompatri, 19 operatori sanitari e 23 pazienti (4 decessi);

–       37 positivi nella clinica Villa dei Pini di Anzio, 9 operatori sanitari e 26 pazienti (3 decessi).

A questi numeri pesantissimi e sicuramente incompleti, vanno aggiunti i familiari dei pazienti ricoverati e degli operatori sanitari che sono stati infettati e, in alcuni casi, sono purtroppo morti.

Sul disastro “colposo” della gestione delle casa di riposo, RSA e case di cura private stanno già indagando la Procura della Repubblica di Roma e quella di Velletri.

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Ad Anzio, Nettuno e Velletri si gioca una battaglia fondamentale a difesa della sanità pubblica.

Mentre eravamo tutti impegnati ad affrontare la guerra al coronavirus e i danni economici e sociali di questa emergenza, il direttore generale della ASL RM6 (unico caso al mondo) approfittava dell’emergenza per chiudere dalle ore 14 del 19 marzo 2020 i reparti di pediatria e ostetricia degli ospedali di Anzio-Nettuno e di Velletri.

Il direttore della ASL RM6 ha scelto una data simbolica importante: la festa del papà.

Tre giovani coraggiose giornaliste hanno organizzato per domenica 24 maggio alle ore 11,30 un flashmob davanti gli ospedali riuniti di Anzio-Nettuno per chiedere l’immediata riapertura dei reparti di pediatria e ostetricia e altre donne stanno organizzando un analogo flashmob davanti l’ospedale di Velletri. La protesta di sta estendendo anche a Colleferro e ad Anagni con altri flashmob a difesa della sanità pubblica.

Sono appuntamenti importantissimi che richiedono la massima partecipazione per difendere la sanità pubblica in ogni luogo da Anzio a Velletri, da Colleferro ad Anagni, come in tutta la regione Lazio.

Il Partito Comunista aderisce a queste importanti iniziative ed esige l’immediata riapertura immediata dei reparti di pediatria e ostetricia di Velletri e di Anzio-Nettuno, chiusi inspiegabilmente “in via straordinaria e provvisoria” dal direttore generale della ASL RM6 per (non si capisce come) “fronteggiare l’emergenza Covid”.

Non permetteremo né a Zingaretti né ai suoi ridicoli boys, che non sanno neanche organizzare una gara di acquisto di mascherine, di continuare a tagliare la sanità pubblica del Lazio, con queste “note” tattiche del continuo accorpamento/spostamento dei reparti, tattiche utilizzate in passato sia dal centrodestra sia dal centrosinistra per chiudere 16 ospedali pubblici nella nostra regione e favorire la crescita faraonica di strutture sanitarie private inefficienti ed indecorose, che hanno provocato un disastro “colposo”.

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Mentre la sanità pubblica viene continuamente tagliata e saccheggiata, la sanità privata continua ad essere arricchita ed agevolata, anche se impreparata, inaffidabile ed inefficiente.

Tre giorni fa è scoppiato lo scandalo di Villa dei Pini ad Anzio, con altri 11 infettati.

La situazione della clinica dei Pini di Anzio è gravissima ed è precisa responsabilità della Regione Lazio e della ASL RM6 che hanno tenuto decine di soggetti positivi all’interno di una clinica “privata” non autorizzata e non specializzata per la cura del covid.

Anche su questo gravissimo errore la Procura della Repubblica di Roma e di Velletri dovranno indagare.

L’esperienza della Clinica Villa dei Pini di Anzio, come l’esperienza della sanità in Lombardia, ci insegna che è necessario avere strutture dedicate e specializzate nella cura del coronavirus, piuttosto che improvvisati reparti di isolamento dove si continuano ad infettare gli operatori sanitari.

Per tali motivi il Partito Comunista dei Castelli Romani esige l’immediato spostamento dei pazienti positivi negli ospedali covid pubblici, la chiusura della Clinica dei Pini per consentire la sanificazione della struttura e tutte le operazioni di controllo e verifica del rispetto dei protocolli sanitari, più una verifica delle gravissime responsabilità di questo disastro “colposo” che ha colpito 9 operatori sanitari e 28 pazienti, di cui 3 deceduti.

Va ricordato che in situazione analoghe, il Sindaco di Monte Compatri e il vicesindaco di Rocca di Papa hanno immediatamente dichiarato zona rossa la struttura sanitaria infetta ed hanno chiesto alla ASL il trasferimento di tutti i pazienti positivi in serie ed affidabili strutture “covid” pubbliche.

Perché il Sindaco di Anzio non prende alcuna iniziativa di fronte a questa emergenza sanitaria? Perché il Sindaco di Anzio vuole mantenere un cluster così pericoloso in città a ridosso della partenza della stagione turistica estiva?

Perchè il Sindaco di Nettuno non chiede lo spostamento immediato in strutture sanitarie covid pubbliche dei suoi concittadini ospitati ed infettati nella Clinica Villa dei Pini? Perché il Sindaco di Nettuno ha cancellato dai comunicati la precisazione che 8 suoi concittadini sono ricoverati presso la clinica privata Villa dei Pini?

Visto che le istituzioni (Regione, ASL, Sindaci di Anzio e di Nettuno) lasciano 21 (-4) positivi in una struttura non autorizzata e non specializzata nella cura del covid, chiediamo a tutti i cittadini di dichiarare la clinica Villa dei Pini di Anzio “Zona rossa” evitando qualsiasi contatto, ricovero, visita o altro con questa struttura sanitaria privata.

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Nella tabella seguente viene riportata la ripartizione dei contagi per singolo comune dei Castelli Romani e della Litoranea sulla base delle comunicazioni ufficiali delle autorità competenti.

Oggi sono guarite 7 persone ad Anzio (+2), a Marino (+2), a Nettuno (+1), a Pomezia (+2).

Gravissimo è il ritardo con cui la ASL RM6 comunica ai Sindaci le informazioni sulla diffusione del coronavirus nei Castelli Romani e Litoranea: ad oggi devono ancora essere comunicati 336 casi, di cui 47 decessi.

A causa di questo ritardo, per 12 comuni (Albano, Anzio, Ardea, Castel Gandolfo, Ciampino, Genzano, Grottaferrata, Lanuvio, Monte Porzio, Montecompatri, Nemi, Rocca di Papa) il numero dei casi pubblicati dal SERESMI (il Servizio Regionale per la Sorveglianza delle Malattie Infettive) è superiore al numero di casi comunicati dai Sindaci.

Oggi il SERESMI ha comunicato altri 5 casi positivi residenti nei comuni di Albano (+1), Anzio (+1), Ardea (+1), Ciampino (+1) e Montecompatri (+1).

Inqualificabile il comportamento dei Sindaci di Albano (PD), Castel Gandolfo (PD) e di Ciampino (centrodestra) che non comunicano ai cittadini neanche il numero dei concittadini che hanno sconfitto il coronavirus e sono guariti.

Per visualizzare la cartina per comune sulla diffusione del coronavirus nel Lazio, puoi fare click sul seguente link:

https://drive.google.com/open?id=1sI_jgUiLG9xh7GKQp5-W-_NV9tS7Z2Ne&usp=sharing

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