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Cosa vuol dire clown? Laboratorio di clownerie con Martin Danziger a Monte Compatri

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Cosa vuol dire clown? Laboratorio di clownerie con Martin Danziger a Monte Compatri

Cosa vuol dire clown? Laboratorio di clownerie con Martin Danziger a Monte Compatri
24 Gennaio
16:45 2017

Cosa vuol dire clown?
Laboratorio di clownerie con Martin Danziger a Monte Compatri.

Quanti modi conosciamo per guardare in noi stessi e negli altri e riscoprirci sempre nuovi, o ancora meglio guardare noi stessi attraverso l’altro? La meditazione, la contemplazione, il dialogo… In questi due giorni di laboratorio con Martin Danziger a Monte Compatri siamo entrati in contatto con il nostro clown e “bambino interiore” che è sempre lì a tenerci per mano mentre cresciamo, attraverso la riscoperta di giochi antichi e attraverso l’ironia… ma soprattutto attraverso il coraggio di provare, di provare a ricontattare e dare spazio alla parte infantile di noi, alla parte stupida, alla parte buffa, alla parte agile o goffa, alla parte solidale e competitiva, alla parte eroica o fifona, sveglia o addormentata…
Tanti sono gli aspetti che compongono quel prisma composto da tante facce che è la nostra personalità che si definisce nel contatto con l’altro e con diverse situazioni. E proprio partecipando a diverse esperienze ludiche e mettendoci in gioco, uno dei giochi più belli è stato il ritrovarci, noi,come fossimo tanti e diversi “componimenti dell’esistenza” sullo spartito del “palcoscenico” a comporre la nostra armonia, insieme e da soli.
Il laboratorio di clown, diretto da Martin Danziger a Monte Compatri il 21 e 22 gennaio, è stato organizzato dal regista ed attore teatrale Alberto Ferraro che ogni mercoledì, a partire dal mese di ottobre 2016, conduce il laboratorio teatrale “De core se campa” a Monte Compatri. L’intento di Alberto, infatti, è quello di far sì che il teatro possa oltrepassare ogni confine (anche i limiti all’interno del nostro “io”) e costruire così un ponte con l’Europa, invitando a Monte Compatri professionisti di fama internazionale come Martin Danziger e dandoci in questo modo la possibilità di apprendere diverse tecniche di espressione teatrale.
788--Senza-titolo-4Nell’introduzione al laboratorio Martin Danziger ha spiegato l’importanza dell’insegnare arti circensi ai ragazzi con diverse problematiche come la tossicodipendenza, una forma d’arte che non può prescindere dall’autostima, dalla disciplina e dal forte impegno nel raggiungere un risultato e che prevede una buona dose di concentrazione mentre si affrontano semplici esercizi come può essere semplice l’esercizio di camminare sui trampoli. Martin Danziger svolge le sue attività in Scozia ed in Sud America ma il teatro lo ha portato a viaggiare in tutta Europa.
La strada del clown si apre sempre più nella sua vita quando sente che ormai il teatro gli ha dato tutto quello che poteva dargli ma soprattutto quando avverte l’esigenza di stabilire un nuovo e diverso contatto con il pubblico, con cui dialogare in modo più diretto, penetrante, autentico. “Ho pianto di più guardando spettacoli di clownerie che tragedie” afferma Martin. Ed in effetti il lavoro portato avanti in questi due giorni ha confermato davvero come il clown comunica con noi ad un livello più profondo…
Essendo clown, facendo cose stupide in maniera intelligente, abbiamo così potuto vivere il paradosso dell’esistenza dando adito ad una sana follia: quella di un bambino-clown senza pregiudizi che prende le cose per quelle che sono per lui, nella maniera più elementare possibile senza badare al giudizio altrui. Essere clown è stato così un po’ come risvegliarsi “uomini preistorici” alla scoperta di un mondo sconosciuto, il mondo della razionalità, il mondo con le sue leggi convenzionali, la realtà in cui ci troviamo un giorno catapultati a vivere senza poter decidere noi come possa essere.
La scoperta del clown ha fatto sì che invece questa realtà in qualche modo potessimo inventarcela… immaginando così anche un semplice salto di un oggetto come il balzo di una gigantesca montagna! E l’immaginazione, come dice qualcuno, salva l’uomo! Grazie Martin Danziger e Alberto Ferraro, grazie a tutti.

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