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Dietro il vetro

Dietro il vetro
ottobre 25
21:34 2018

La storia è fatta di eventi e leggi di uno stato, le parole restano fluttuanti nell’aria alla ricerca di una giustificazione o di un – io l’avevo detto.

Dall’estero arrivano accuse contro l’Italia di razzismo e xenofobia. Il Governo e molti italiani negano che ciò risponda a realtà. Strano, ci sono persone che girano sparando ai neri, altri fanno le ronde mirate alla ricerca di migranti neri, ragazzi in Puglia colpiscono neri con un oggetto simile ad una mazza da baseball, ed ancora un elenco molto lungo di avvenimenti.

La Sindaca di Lodi con il Consiglio rifiuta la mensa ai bambini figli di migranti extra europei se non si presenta un documento che dichiari lo stato di benessere della famiglia, questo non è richiesto ad italiani o famiglie europee, bensì soltanto ai migranti. Razzismo? No. Legittima richiesta per conoscere lo stato economico della famiglia!!

Dice Salvini: faremo chiudere i negozi degli immigrati alle 21,00, perché sono ricettacolo di malavitosi delinquenti, spaccio di droga e terrorismo. Chiaramente è un dato di fatto, parla il Ministro dell’interno, non sono parole. Fuori i documenti, ed invece sono solo affermazioni a buon mercato, chiaramente Salvini non è razzista. Come dicevo all’inizio la storia è fatta di eventi, non potrò mai dimenticare “la notte dei cristalli” dei nazisti e le leggi razziali dei fascisti e del Re. Certamente i tempi non rispecchiano più quel periodo storico e le conseguenti atrocità perpetrate dai nazisti (anche se vi sono dei negazionisti proprio di elementi di estrema destra e populisti), ma ciò non di meno siamo sulla strada del razzismo contro esseri umani. Le leggi razziali furono la conseguenza di proclami e di superiorità conclamate della razza.

Giornalmente assistiamo a proclami di azioni contro i migranti, di cui solo in parte giustificati da azioni deplorevoli e fuori dal rispetto delle libertà intrinseche della nostra società. Che queste azioni debbano essere perseguite penalmente non vi è dubbio, ma che diventino luogo comune per identificare una condizione sociale non può che definirsi pregiudizio nei confronti di culture ed individui diversi dalla nostra società.

L’assenza dell’Europa nella gestione dei migranti è dir poco assente ad ogni livello. Non da meno l’organizzazione nazionale intesa come centri di accoglienza. Vi sono accordi internazionali privi di qualsiasi ragione di principio, ed a cui lo stato italiano non è in grado di dare un indirizzo di rilevanza europea. L’unica forza di cui disponiamo è quella di affrontare con forza il punto più debole della catena, i migranti nella persona fisica.

Un migrante che non trova una condizione sociale dedica all’accoglienza, è facile preda della criminalità organizzata. Dopo il primo sfruttamento del lavoro nero e del “vu cumpra”, si entra nell’orbita della droga, dove i trafficanti e spacciatori italiani trovano dei disperati pronti ad esporsi in prima fila, divenendo i pusher a contatto con i cittadini. È fin troppo facile paragonare questi disperati con alcuni dei nostri migranti che negli U.S.A. diventavano la manovalanza dei mafiosi.

Il razzismo è un sottile filo che ci lega al non rispetto degli altri, siano essi migranti o diversi da noi, siano essi di diversa religione o di colore diverso della pelle, è la sensazione del nostro pensiero che li considera persone di serie B perché non italiani, europei, occidentali.

Martini Gelsino

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