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DIRITTO AL RESPIRO

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DIRITTO AL RESPIRO

DIRITTO AL RESPIRO
12 Gennaio
14:06 2020

Si è tenuto a Colonna, in data 10/01/2020, presso la sala Elsa Morante, dalle ore 17:00, la conferenza “DIRITTO AL RESPIRO. Conferenza pubblica sulle emissioni odorigene”. Organizzata da Associazione Aria Pulita-tavolo politico multicolore (FI, PD, M5S) per affrontare un problema di tutti-, presenti  esponenti delle istituzioni a carattere nazionale (Parlamentari -On. Spena, Sen. Astorre…-), regionale (Cons. reg. -Cacciatore-), comunale (Sindaci e Consiglieri comunali), il mondo dell’associazionismo (AAP, ISDE-Presidente provincia di Roma e Coordinatore per il centro Italia –Dott.ssa Reali, Dr. Corrieri-, ecc.) e cittadini per analizzare e affrontare la problematica dell’aria pulita –proposta di legge sostanze odorigene- che da un po’ di tempo a questa parte ha interessato i comuni di Colonna, San Cesareo e Monte Compatri ma non solo: presentati anche le istanze di Roma e Colleferro. “Quest’area fino a qualche tempo fa era un po’ un paradiso” ma è emerso che in questi ultimi anni qualcosa è cambiato. Convegno come titolo di una proposta di legge poiché “l’odore non ha un riconoscimento”. E’ emersa la domanda: respirare è un diritto o un dovere? Sicuramente una “necessità assoluta” dove il diritto nasce quando questa necessità è negata. Dall’analisi del problema, è emersa la presenza di una “assenza normativa” dove ruolo importante ha la divulgazione. Emerso qualche tempo fa un odore penetrante che ha generato malessere da cui è scaturito anche un confronto sui social. Affermato che l’odore proviene da “zone industriali”. Come facciamo a rilevare l’odore? Il fatto è che bisogna dimostrare la sua tossicità ed è qui la difficoltà. Intorno a tale problematica è nato l’associazionismo che da subito si è impegnato a raccogliere firme e quant’altro. Nel territorio di Colonna è stata richiesta l’installazione di centraline permanenti per il rilevamento. “Il principio è sempre tutelare il nostro territorio con maggiore consapevolezza di tutti: cittadini e amministratori”. Un relatore ha rilevato la presenza di bicchieri compostabili e non in plastica. Non rientra in sostanza tra le “matrici di alterazioni ambientali” l’odore. Se le leggi non prevedono tabelle indicanti limiti, sanzioni o manca del tutto la legge stessa si può parlare di monitoraggio e prevenzione ma la problematica non la si riesce ad affrontare. “Non ci dovrebbero essere abitazioni civili vicino a certe attività”. Come dichiarare pertanto area a rischio se non si hanno parametri di riferimento? Emissioni odorigene, Regione, Autorità competenti, ISPRA, ARPA, valori limite, portate massime, concentrazioni massime, prescrizioni, piani di contenimento, ricettori sensibili, dati, studi epidemiologici, leggi, tabelle, sanzioni, ordinanze, Testo unico Ambientale (D.l. vo 152/2006) e art. 272-bis (Emissioni odorigene) “La normativa regionale o le autorizzazioni possono prevedere misure per la prevenzione e la limitazione delle emissioni odorigene degli stabilimenti di cui al presente titolo.” (D. lgs. 183/2017), Decreto legislativo n.155/2010 (“Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa”), direttiva 2193/2015, Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 2240 del 18 gennaio 2017 “getto pericoloso di cose” (<<…anche nel caso in cui un impianto sia munito di autorizzazione per le emissioni in atmosfera, in caso di produzione di “molestie olfattive” il reato di getto pericoloso di cose è, comunque, configurabile, non esistendo una normativa statale che preveda disposizioni specifiche e valori limite in materia di odori>>), migliori tecniche disponibili, prevenzione, salute, art. 844 c.c. (normale tollerabilità), stretta tollerabilità, intollerabilità, art. 674 c.p. (emissioni atte a imbrattare o molestare), naso elettronico, normativa nazionale e adeguamento regionale, effettività del rilevamento, class action, nesso causale, sentenze, efficacia/efficienza azione amministrativa, alterazione dell’ambiente, tecnologia pulita, Ente parco, agricoltura, produttività, strumenti urbanistici, interrogazioni parlamentari, organi di vigilanza, incenerimento e mobilità, scambio dell’aria, Valle del Sacco, inceneritori, “rivoluzione”… Comunque una normativa penalistica e civilistica è presente nei codici (delitti contro l’ambiente). Salvaguardare i territori, meno consenso e logiche partitiche. Confronto con gli imprenditori, bene comune, politici in soccorso del territorio e “atti alla mano” per garantire tutela ai cittadini. Più tutela ambientale, utilità sociale dell’impresa. Emerso che alcune Regioni italiane hanno la normativa sulle emissioni odorigene. La Regione Lazio? “Il problema della qualità dell’aria è ormai fondamentale” come la salute, l’ambiente, la sicurezza agro-alimentare. Emerso che “a tutt’oggi gli odori sono continuativi” di giorno e di notte dove è stato rilevato dai cittadini di Colonna che gli odori sono maggiormente presenti di notte e la mattina presto dove le correnti li concentrano in determinati punti. I politici presenti hanno confermato la loro disponibilità con gli strumenti a loro disposizione. Le combustioni in sé sono inquinanti, ripensare le biomasse, strumenti per contrastare. Emersa anche la questione “legge/effettività”. I bambini come soggetti più sensibili all’inquinamento dove i fumi, il particolato sono cancerogeni e il particolato sottile è doppiamente pericoloso per i bambini. Pertanto non solo l’aspetto odorigeno ma anche la nocività. Alberi, buone azioni e politica ambientale in generale possono contribuire a ridurre gli effetti citati. Presente un Coordinamento presso il Ministero dell’Ambiente atto ad armonizzare le discipline regionali in materia (D.l.vo 155/2006). Il tema è la normativa e il controllo?  Rilevata l’azione delle indagini giudiziarie, dei Carabinieri tutela Ambiente e dell’ARPA. In alcune zone sono presenti le centraline di rilevamento qualità dell’aria permanenti ma assenza di correnti, piogge, produttività e circolazione degli autoveicoli complicano la faccenda. Nuove leggi, modifica delle preesistenti, attuazione, azione sinergica, controlli e sanzioni efficaci, tutela dell’Ambiente.

 

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