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DONNE E TECNOLOGIA

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Marzo 07
14:37 2021

L’8 marzo è noto per essere la festa della donna. In realtà parlare di festa è improprio: questa giornata è infatti dedicata al ricordo e alla riflessione sulle conquiste politiche, sociali, economiche del genere femminile, dunque è più corretto parlare di giornata internazionale della donna.

Tra i tanti contributi del genere femminile allo sviluppo del genere umano, in questa giornata internazionale della donna ci piace ricordare il contributo delle donne allo sviluppo della tecnologia. Non molti lo sanno, anche perché, oggettivamente, sono ancora troppo poche le donne esperte di tecnologie digitali e innovazione tecnologica, competenze considerate per troppo tempo più affini all’universo maschile. È davvero una questione di predisposizione innata o c’entra la cultura, che in molte parti del mondo impone modelli diversi di apprendimento a bambini e bambine? Fatto sta che nella storia ci sono state e ci sono donne informatiche, scienziate, ricercatrici, innovatrici, top manager di aziende tecnologiche. Sono figure importanti, perciò non vanno dimenticate. Soprattutto perché possono essere d’esempio per le generazioni presenti e future di giovani donne interessate all’innovazione tecnologica.

Ne ha parlato la giornalista Luciana Maci in un bello articolo del foglio online EconomyUp, in cui elenca 16 donne che negli ultimi duecento anni hanno dato un valido contributo allo sviluppo tecnologico e al progresso del genere umano.

Ada Lovelace Byron (1815 – 1852) – figlia di George Gordon Byron e Anne Isabella Milbanke, è considerata la madre dell’odierno computer, anche se sono in pochi a saperlo. Nel 1979 il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha dato il nome di ADA ad un linguaggio di programmazione. La sua storia è ricordata nel libro di Walter Isaacson “Gli Innovatori” (Mondadori).  

Hedy Lamarr (1914-2000) – bellissima e fatale, è stata attrice e scienziata. Nata a Vienna, per intraprendere la carriera artistica ha rinunciato al corso di laurea in Ingegneria. A lei si deve l’invenzione, nella prima metà degli anni ’30, di un sistema di modulazione per codifica d’informazioni da trasmettere su frequenze radio, che avrebbe consentito di comandare a distanza siluri e mezzi navali, suscitando subito l’interesse di servizi segreti e apparati militari, e mettendo le basi non soltanto della crittografia, ma anche della telefonia mobile e dei sistemi informatici wireless.

Suor Mary Kenneth Keller (1913-1985) – Nativa di Cleveland, Ohio, è stata una delle prime donne, se non la prima, a conseguire un PhD in informatica negli Stati Uniti. Nel 1932 è entrata nelle Suore della Carità e ha preso i voti nel 1940. In seguito ha studiato alla DePaul University, dove ha conseguito una laurea in matematica e un’altra in matematica e fisica. Nel 1965 ha ottenuto un Ph.D. in informatica presso l’Università del Wisconsin.

Karen Spärck Jones (1935-2006) – Se abbiamo i motori di ricerca li dobbiamo anche a questa donna. Karen Spärck Jones è una delle figure principali nella storia dello sviluppo dei motori di ricerca come li conosciamo oggi. Karen è stata anche promotrice di un campagna per l’hi-tech “femminile”: “Penso – ha detto – che sia molto importante avvicinare le donne all’informatica. Il mio motto è: l’informatica è troppo importante per essere lasciata agli uomini”.

Katherine Johnson (1918- 2000) – La bambina prodigio che ha aiutato gli astronauti, già in età precoce è stata considerata un genio della matematica. Assunta come matematico alla Naca, National Advisory Committee for Aeronautics, poi diventata Nasa, ha contribuito al calcolo della traiettoria del volo spaziale Alan Shepard, il primo lanciato nello spazio dagli statunitensi nel 1959, ha calcolato la traiettoria di volo dell’Apollo 11 nel suo primo volo sulla luna nel 1969. La sua storia nel 2016 è stata rappresentata nel film “Il diritto di contare”, basato sul libro omonimo di Margot Lee Shetterly.    

Margaret Hamilton (1936) – Nata nell’Indiana, è stata direttrice del Software Engineering Division del MIT Instrumentation Laboratory, che sviluppò il software di bordo per il programma spaziale Apollo 11. Il team della Hamilton ha risolto le complicazioni relative allo sbarco dell’Apollo 11 sulla Luna, garantendo il successo della missione. 

Grace Murray Hopper (1906 – 1992) – Piccola e minuta, eppure poche donne come lei sono state capaci di influenzare in maniera così determinante la storia della programmazione. Grazie alla curiosità e alla capacità deduttiva e analitica, Grace Murray Hopper è passata alla storia come una delle figure più eminenti dell’informatica, la prima ad aver pensato e realizzato un linguaggio di programmazione indipendente dalla macchina (il Cobol).  Nel 1943 si è arruolata volontaria nella Marina e qui, dopo aver ottenuto punteggi altissimi nei test preparatori, è stata integrata nel team che lavorava allo sviluppo dei programmi per il computer Mark I, tra i primi calcolatori elettromeccanici della storia.

Adele Goldberg (1945) – Nata nell’Ohio, laureata in matematica per poi conseguire un master in informatica, ha lavorato per molti anni per il Centro di ricerca Xerox di Palo Alto ed è co-fondatrice di ParcPlace-Digitalk, società che produce applicazioni per sviluppatori di corporate software. Insieme con Alan Kay ha sviluppato il linguaggio di programmazione Smalltalk. Il suo motto è: “Non chiederti se puoi fare qualcosa, ma come farla“.

Sophie Wilson (1957) – Ha realizzato uno dei primi Personal Computer (PC) e progettato microprocessori per smartphone. Nata a Leeds, in Gran Bretagna, ha studiato informatica a Cambridge. Sophie Wilson, in collaborazione con Steve Fuber, ha realizzato diverse soluzioni innovative, tra cui il processore ARM, oggi utilizzato per migliaia di diversi prodotti, dai cellulari ai tablet, dalle televisioni digitali ai videogames. 

Helen Greiner (1967) – Co-fondatrice e presidente della iRobot Corporation, ha contribuito a migliorare l’accessibilità di questi dispositivi meccanici che eseguono funzioni in automatico o guidati da remoto. Nel 2008 fonda la CyPhy Works, ha lavorato per la NASA e per il MIT. 

 Anita Borg (1949 – 2003) – Ha ispirato, motivato e stimolato numerose donne ad avvicinarsi alla tecnologia. Nata a Chicago, in Illinois, ha iniziato a programmare nel 1969. Studentessa di informatica all’Università di New York, ha lavorato in numerose aziende di tecnologia americane, inizialmente come ricercatrice. Nel 1992 sviluppò MECCA, un sistema di comunicazione via mail per comunità virtuali basato su web, quando ancora il concetto di community non esisteva. 

Fabiola Gianotti (1962) – Figlia di un geologo piemontese e di una letterata siciliana, è nata a Roma e ha vissuto e studiato a Milano dove si è laureata in fisica e ha ottenuto un dottorato di ricerca in fisica sub-nucleare. Dal 2016 è la prima donna a ricoprire l’incarico di direttore generale del CERN, il laboratorio scientifico più prestigioso del mondo. Numerosi i riconoscimenti a Fabiola Gianotti. La rivista americana Time nel 2012 le ha reso onore con una copertina speciale dedicata proprio a lei, quinta classificata nella lista della Persona dell’Anno.

Linda Hill (1956) – Docente all’Università di Harvard e uno dei massimi esperti di innovazione al mondo, è stata inserita al sesto posto nella classifica dei Thinkers50, vero e proprio “Oscar del pensiero manageriale” assegnato ai personaggi più autorevoli in quest’ambito. E’ autrice de Il Genio Collettivo (Franco Angeli editore) che racconta dall’interno come lavorano i team che fanno innovazione e come si comportano i loro leader.

Arianna Menciassi (1971) – Laureata in Fisica a Pisa nel 1995, nello stesso anno ha iniziato a collaborare con il Centro di Ricerca in Microingegneria della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dove ha intrapreso il percorso di dottorato di ricerca sulle tecniche di manipolazione di micro oggetti meccanici e biologici. Dal giugno 2006 è professore associato di bioingegneria industriale presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e coordina l’area di ricerca di “Surgical Robotics” presso l’Istituto di BioRobotica della stessa Scuola. 

Samantha Cristoforetti (1977) – Originaria di Trento, nata a Milano e laureata in Ingegneria meccanica a Monaco di Baviera, è tra i volti simbolo del nostro Paese. Innovatrice per definizione, è stata la prima donna italiana (e la terza europea) ad andare nello spazio. Durante la missione ha condotto esperimenti di fisiologia umana (dall’Università di Ferrara), analisi biologiche (wearable monitoring studiato dalla Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus) e sperimentato la stampa di oggetti 3D in assenza di peso.

Rosie Cross (1958) – Nata in Gran Bretagna e poi cresciuta a Sydney, ha fondato nel 1993 una delle prime riviste online al mondo impegnate a incoraggiare le donne ad entrare a far parte di un mondo in continua evoluzione come quello della tecnologia. La comunità tecnologica vede in Rosie una pioniera, con vari interessi nella tecnologia, nella scienza e nelle arti. E’ conosciuta come la fondatrice di Geekgirl, un sito web risalente al 1993, che celebra le donne impegnate nelle discipline STEM. 

Velletri 2030 invita tutti a ricordare la “Giornata Internazionale della Donna”, leggendo la biografia di qualcuna delle innovatrici citate.

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