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E se qualcosa …

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E se qualcosa …

E se qualcosa …
Maggio 09
22:07 2014

matteo-renziLa politica è in fermento: dove i cambiamenti significavano continuità, dove il parlare supera i fatti, gli avvenimenti assumono un ruolo secondario. Si declina la nomina di premier non eletti dal popolo, l’assenza di un percorso parlamentare, ma tutto è nella Costituzione italiana. In questo scenario si da il via alla fantasia economica e politica nostrana: la rottamazione.
La mancata assunzione di responsabilità di alcune forze politiche, la continua espressione di moderatismo italiano nell’affrontare le problematiche, ha fatto sì che la generazione dei quarantenni affrontasse a mani nude lo sviluppo economico e sociale del futuro.

Renzi si prende la guida dello Stato, perseguendo i compromessi obbligati della legislatura, modificandone i ritmi e la dialettica, scavalcando abitudini di partito pur rivendicando una centralità del partito stesso. Assistiamo, condividendo o no all’avvio di un nuovo dialogo tra Governo e Cittadini. Il Premier si rivolge direttamente ai cittadini scavalcando schieramenti politici e lo stesso Parlamento. Propone, portando in discussione, quello che la politica dei partiti dibatte da venti o trenta anni. Province, bicameralismo, super stipendi, mandati elettorali e dirigenziali, cuneo fiscale, buste paga. Tutti vorremmo un colpo di bacchetta magica, la realtà è che dai decantati propositi decennali, ora timidamente s’inizia ad applicare le dichiarazioni d’intenti. Non vi è perfezione, tutto è migliorabile, la realtà è nell’effettivo cambiamento.
Suona strano sentire i burocrati di partito che dichiarano “vi è troppa fretta” è necessario affrontare gli argomenti con approfondite discussioni. Qualcuno si è accorto da quanti anni se ne parla? L’influenza ideologica nella politica ha radici profonde. Dalla nomenclatura del PD ancora in “dibattiti e riunioni”, alla “teatralità” legata a Grillo. Dai problemi d’interesse del berlusconismo, al legame “terra – terra” della Lega. Filosofie vendoliane trovano sponda nella dialettica centrista di marca democristiana, insomma un caos. È così che partiti e politici italiani si rigenerano nelle istituzioni nonostante i fallimenti conseguiti negli ultimi trenta – quaranta anni. Nel predisporre spazi a giovani delfini o portaborse, si dirottano oligarchi nel parlamento Europeo.
Nelle tante parole dichiarate da Renzi, ne ritengo alcune fondamentali: la necessità di avere un tempo per definire il cambiamento oppure ritrovarsi con delle bufale (siamo un popolo abituato alle ‘sole’). La dichiarazione più importante: se si verificasse il fallimento degli intenti, si dovranno “rifare le valigie, andare a casa e cambiare mestiere”. Nei miei sessant’anni, ho assistito a continui fallimenti dei politici ma non ne ho visto uno andare a casa, persino gli Scilipoti o Razi hanno uno scranno assicurato.
Dopo aver ascoltato i continui proclami di rivoluzioni proletarie, popolari o liberali, negazioni di crisi economiche, di associazioni mafiose, di corruzione, d’interessi personali, di decadenza culturale e civile, privazione del lavoro (con fuga all’estero, delocalizzazione), una crescente discriminazione razziale, una visione dell’Italia medioevale in Ducati e Repubblichine, siamo sempre in attesa, come gli Ebrei, di un salvatore.
E se … tutti smettessero di parlare di se stessi guardando oltre il proprio orto, non qualcuno, bensì qualcosa … riporterà l’Italia nella dignità politica e sociale.

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