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Ecco come il coworking cambia il lavoro

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Ecco come il coworking cambia il lavoro

Ecco come il coworking cambia il lavoro
gennaio 28
12:50 2019

Spazio in condivisione, scambio di idee e risparmio: il coworking fa centro (anche in Italia)

Il coworking non è  un fenomeno passeggero ma sin dai suoi albori si è imposto come una realtà in forte espansione, proponendo un modello lavorativo non più legato al tradizionale –e rigido- orario d’ufficio ma basato sul concetto di condivisione e scambio di idee.

In Italia lo smart work sta iniziando a prendere piede -anche se con più lentezza rispetto ad altri paesi europei- così come il coworking, realtà che nasce nel 2005 a San Francisco  con lo scopo di riunire nello stesso posto freelance, professionisti e creativi, mettendo a loro completa disposizione uno spazio con un costo giornaliero e mensile pù che sostenibile.

L’idea dello spazio condiviso nasce ovviamente con l’obiettivo primario di abbattere i costi e favorire il lavoro fuori dall’ufficio ma anche per intensificare lo scambio di idee tra professionisti, incoraggiare il networking e creare collaborazioni, spesso destinate a sfociare in nuove intuizioni e sfide. Ma non solo: il coworking si basa  sulla condivisione in generale, non soltanto dell’ambiente ma anche delle pause, del cibo e del caffè; e anche se qualcuno potrebbe pensare  che lo spazio condiviso si limiti a una scrivania da occupare con uno sconosciuto non è propriamente così.

Lo spazio coworking è più uno stile di vita, una fabbrica di idee sollecitate da un ambiente dinamico e giovane, che interpreta le necessità di molti lavoratori moderni dando loro l’opportunità di farsi conoscere ed entrare in contatto con altri professionisti.

È indubbio infatti che incontrare potenziali collaboratori  in un clima disteso e informale come quello del coworking è certamente più stimolante rispetto a un appuntamento tenuto in un contesto strutturato, in giacca e cravatta e i minuti contati.

Gli uffici coworking in Italia hanno trovato fertile terreno in grandi città come Milano e Roma, dove il lavoro è più flessibile e cerca di adattarsi quanto più possibile ai ritmi frenetici della metropoli, al traffico e alla necessità di gestire al meglio il proprio tempo durante la giornata.

A Roma, coworking più o meno grandi abbondano: uno tra i più interessanti è Homeing, uno spazio arredato in chiave moderna che propone la condivisione di ampie scrivanie ma anche l’affitto di sale riunioni e postazioni singole dotate di tutto il necessario. Il coworking Homeing sfrutta i grandi spazi a sua disposizione per proporre un’esperienza lavorativa informale e confortevole, dove è possibile  trascorrere la pausa caffè in compagnia e affittare una postazione giornalmente, mensilmente o per tutto l’anno.

La formula vincente di Homeing che sta alla base del coworking è proprio quella di creare un insospettabile equilibrio tra la comodità offerta dall’ufficio e il relax delle mura domestiche, dove il tempo non è soggetto a nessuna regola se non a quella della produttività individuale.

Non possiamo far altro che abbracciare il futuro –che è già a tutti gli effetti presente- del coworking: il lavoro come lo abbiamo conosciuto finora è destinato a scomparire a favore di nuove forme di produttività, in cui lo spazio condiviso stimola la creatività e favorisce le relazioni umane.

 

 

 

 

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