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ECONOMIA CIRCOLARE E INTEGRATA DELLA CATENA ALIMENTARE

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ECONOMIA CIRCOLARE E INTEGRATA DELLA CATENA ALIMENTARE

ECONOMIA CIRCOLARE E INTEGRATA DELLA CATENA ALIMENTARE
giugno 09
07:02 2019

Dall’agricoltura alla salute.
Il 10 maggio 2019 a Monte Porzio Catone presso Villa Mondragone si è tenuta, dalle ore 17.00, la conferenza “ECONOMIA CIRCOLARE E INTEGRATA DELLA CATENA ALIMENTARE. Dall’agricoltura alla salute”. All’incontro hanno partecipato il Gruppo di Azione Locale Castelli Romani e Monti Prenestini, la Città metropolitana di Roma Capitale, l’ASL Roma 6, il Parco dei Castelli Romani e l’IRVIT con gli interventi dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e il contributo di CNA Roma Castelli, Condotta Slow Food Frascati e Terre Tuscolane e Rete di Impresa Filiera Turistica Eno-gastronomica Castelli Romani. E’ emerso che l’agricoltura può avere un ruolo importante in tale ambito dove le istituzioni devono mettere sinergie, fare sistema per ricerche, studi, al fine di coordinare lo sviluppo del territorio dove anche le imprese devono avere un ruolo attivo. In sostanza una circolarità tra istituzioni, ricerca, territorio, imprese e cittadini dove il confronto d’idee è importante per tale percorso. In riferimento alla salute è emerso che un’alimentazione corretta, qualità ambientale e beni culturali evitano malattie cronico-degenerative dove la dieta mediterranea è ideale per la qualità della vita che si riflette in un aumento dell’aspettativa di vita. Tale dieta si sostanzia in più frutta, frutta secca, verdura, pesce…e un giusto consumo di carne rossa con ricadute in termini di performance a livello anche celebrare. Evitare alimenti “nocivi”, abbruciati e grassi saturi. Inoltre, si produce di più in quantità e meno in qualità e una parte è sprecata, comportando un aumento di spreco delle risorse idriche dove maggiori fonti d’inquinamento di acqua e suolo possono derivare anche da pesticidi e fertilizzanti. In sostanza bisogna propendere per una migliore qualità a discapito della quantità, creando un “circolo virtuoso” tra chi produce e certifica e il consumatore insieme per una maggiore tutela ambientale. L’ambiente come valore che non deve essere giustificato ma tutelato e la consapevolezza implica collaborazione dal basso nelle politiche di tutela ambientale in relazione alla salute che può essere attuata tramite strutture che il Parco può fornire e che incidono sulle condizioni fisiche e psichiche del cittadino come piste ciclabili, percorsi e luoghi di meditazione e sulla tutela della foresta come contrasto all’anidride carbonica. E’ stato ribadito che gli attuali stili di vita implicano un consumo “maggiorato” rispetto al necessario e che una quantità rilevante di cibo all’anno nel mondo è sprecata dove a ragionamenti astratti devono seguire comportamenti concreti. Adottare un’economia circolare per affrontare le problematiche attuali con gli strumenti della riduzione della burocrazia, incentivi, defiscalizzazione, ricerca e innovazione, collaborazione pubblico/privato, sostenibilità e formazione. L’economia circolare è stata pensata per potersi rigenerare da sola con due flussi di materiali: biologici, riciclabili e tecnici, riutilizzabili cui va aggiunto un abbattimento dei rifiuti, materiali versatili, energie rinnovabili e un pensiero sistematico naturale. Il cambiamento climatico è un rischio e un grave pericolo e il contributo migliorativo è stato ravvisato nella trasformazione della produzione, consumi e nella distribuzione dove il “modello fattoria” è stato descritto come esempio di economia circolare anche per il sostegno, il consumo locale, l’educazione alimentare. Affermato che importante è la qualità dell’alimento che ha dei costi, come le certificazioni, i quali possono essere abbattuti tramite rete, tecniche di produzione e il GAL. Un riferimento anche al Radon. Naturalmente una mala gestione di tutto ciò comporta una ripercussione negativa sulla sanità pubblica. Economia circolare anche nell’Ospedale a tutela della salute che è “bene non misurabile”. Spingere sull’azione della ricerca e a più voci per confrontarci e costruire un progetto condiviso. Screening preventivi e una sensibilità diversa verso l’Ospedale da parte del cittadino contribuirebbe positivamente alla struttura stessa.

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