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Ezio Mauro ha presentato “L’uomo bianco”: una lucida riflessione fra società e politica

Novembre 07
07:41 2018

Appena il tempo di archiviare il primo grande successo, rappresentato dall’inaugurazione di sabato scorso e dalla presentazione di Luca Bianchini, ed è stato già nuovo pienone nella Mondadori Bookstore di Genzano. La Libreria di Corso Gramsci ha ospitato il giornalista e scrittore Ezio Mauro, che ha presentato il suo ultimo libro L’uomo bianco, edito da Feltrinelli. Tantissime persone, interessate e incuriosite, hanno riempito i locali della Mondadori per ascoltare una delle penne più note del panorama nazionale. Il libro di Mauro parte dal fatto di cronaca che vide protagonista Luca Traini, un giovane che fece un’autentica caccia per sparare alle persone di colore che incontrava per strada, a Macerata, con l’obiettivo di vendicare Pamela, una giovane uccisa. La domanda di partenza della trattazione è semplice: come si è potuti arrivare ad un simile episodio? Ezio Mauro ha cercato di argomentare, prima di tutto con alcuni dati: le migrazioni non sono allarmanti di per sè, è allarmante il modo in cui si fa comunicazione intorno alle stesse e la totale assenza di una volontà politica volta ad affrontare il problema. Sono vicende, quelle dei migranti, che per incontrare un diverso approccio dovrebbero entrare nella vita comune della gente: rimanendo in nicchie ristrette scaturiscono nelle masse soltanto paura. Ed è qui la più grande mancanza della politica: “Non dimentichiamoci che la politica nasce per liberare i cittadini dalle catene della paura. Oggi sembra il contrario. Ci sono quattro fasi: si individua una minoranza, si sottolinea la devianza, si passa alle privazioni che la minoranza attuerebbe nei confronti degli italiani e quindi alla paura e all’odio”. Una specie di scala a gradoni, che porta ad episodi come quello di Lodi, una forma di discriminazione perché “i poveri devono dimostrare di essere poveri e non dei furbetti, come qualche Ministro allude”. Sollecitato dalle domande di Ezio Tamilia, a Mauro è stato chiesto perché questo tipo di politica anti-migranti sembri portare ad un grosso consenso: “Parto dal presupposto che non penso mai che gli elettori abbiano torto” – ha detto il giornalista – “e che si può stare in minoranza, con valori in cui credere e idee da proporre. Il nodo della crisi, secondo me, non è il famoso tunnel da cui bisogna uscire. È proprio il contrario: la divaricazione sociale ha fatto scoprire al ricco che può fare a meno del povero, senza uscire dal tunnel, e si è rotto dunque il vincolo che teneva insieme i vincenti e i perdenti della globalizzazione”. “Oggi la parola ‘povero’ va riformulata” – ha proseguito Mauro – “poiché non ha una classe autonoma, non un partito che interpelli le fasce deboli: abbiamo tanti ‘tagliati fuori’, la crisi ha commesso un atto politico di disuguaglianza che ha portato all’esclusione”. Ezio Mauro ha fatto diversi esempi, per arrivare al fatto che i casi come quelli di Traini nascono da un rancore sempre esistito ma oggi non più inibito: “Il cittadino non ha risposte dalla politica, però prima le grandi culture sociali – comunista, democristiana, socialista, repubblicana e così via – rappresentavano delle dighe. I governanti di oggi invece hanno interesse nel solo risentimento, non nella maturazione del pensiero a favore di qualcosa: gli basta il livello zero, quello di andare contro. E visto che solo la politica può disciplinare il libero confronto sull’interesse generale, è triste vedere che si ripropone quella ‘feroce gioia contro le istituzioni’ che citava Benedetto Croce”. Ne L’uomo bianco si parla anche di Fascismo 2.0, non un’ideologia ma una serie di atti riconducibili al Ventennio. Lungi dal direttore, però, voler allarmare in tal senso: “Io non uso volentieri la parola ‘pericolo’, ciò che sta succedendo è un mutamento senza un modello politico e culturale di riferimento. Vediamo puri contenitori vuoti emblema della metamorfosi, che vincono. Ma siamo sicuri che essere rappresentati da un Ministro che ha una felpa con una ruspa disegnata su ci renda più sicuri? Dovremmo ripensare alle nostre radici italiane, quelle vere, fatte di solidarietà, responsabilità e memoria, che non sono termini solo di sinistra”. L’uomo bianco, che ha già ricevuto riscontri più che positivi dalla critica, ha un titolo che nasce nel 2010: fu una definizione utilizzata in un editoriale dallo stesso Mauro in cui si rifletteva sulla ‘potenza della negritudine’, ovvero su come il colore della pelle potesse condizionare i giudizi. Diverse domande e tanti applausi, prima del lungo firma-copie finale: un incontro denso di temi di attualità stringente, tante finestre aperte e soprattutto diversi argomenti di cui riflettere. Il tutto nella splendida cornice della Mondadori Bookstore Genzano, che – come nelle sedi di Velletri e Lariano – ha iniziato al meglio la sua missione, quella di aggregare persone e cittadini intorno ai libri. Prossimo appuntamento a Genzano giovedì 15 novembre alle ore 19.30 in Corso Gramsci con l’ex Ministro Carlo Calenda: un’altra opportunità da non perdere.

 

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