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Fantastico Sant’Antonio

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Fantastico Sant’Antonio

01 Febbraio
10:36 2008

Così ispirato condusse una vita solitaria tanto da scegliere una grotta come dimora, si narra che in quel luogo il demonio lo tormentò con tentazioni tanto forti da procuragli ferite visibilissime. Fra la gente era famoso per aver curato molte malattie, in particolare l’herpes zoster, ossia il cosiddetto fuoco di Sant’Antonio ed aver combattuto il demonio. Ma perchè si associa la figura del santo ai riti delle nostre feste tipiche di paese, visto che nella sua vita non compare nessun riferimento al mondo rurale? Si sa che la mattina del 17 Gennaio, giorno in cui morì Antonio e quindi primo giorno della rinascita in cielo, molte persone fanno benedire i propri animali da un parroco, per preservarli da varie sciagure. Il rito pagano, durante l’iniziale evangelizzazione, si mescolò alla cultura e alle usanze dei luoghi ed un pò per non perdere l’identità ed un po’ per trasmigrazione del culto, oggi si è arrivati a portare gli animali davanti ai sagrati delle chiese. Per quanto rigurda Rocca Priora la fonte organizzatrice della festa è stata come sempre la Confraternita di Sant’Antonio Abate che ogni anno prepara i festeggiamenti assieme ai cittadini. La confraternita è un’associazione religiosa che vanta l’unità religiosa e 50 iscritti, dal 1848 non ha mai smesso di lavorare per la Comunità. Ad esprimere la maggior soddisfazione per il seguito dell’evento sono stati il priore Ernesto Ulisse, Franco Martini e Spagnoli Giuseppe che hanno ringraziano l’amministrazione e i cittadini per la grande collaborazione. A livello economico è stata fondamentale la disponibilità dei commercianti, del Comune e degli iscritti che hanno finanziato le iniziative ed un simpatico calendario 2008 con poesie, immagini e consigli. La mattina del 20 Gennaio, a seguito della messa si è potuto assistere alla sfilata dei carri allegorici, quasi tutti addobati con alloro e ginestre, hanno rappresentato assieme a piccoli animali Palazzo Savelli, sede del Comune. Delle vere opere d’arte eseguite con minuziosa manualità. Dopo essere passati lentamente fra le vie del paese, Don Maurizio ha proceduto con la famosa benedizione degli animali portati per l’occasione da paesani e turisti. Finita la premiazione, nel pomeriggio altre manifestazioni hanno allietato il pubblico come il “gioco della quintana”, una pittoresca sfida fra cavalieri a cavallo, la sagra del tozzetto e la sagra delle cellette. Per finire in bellezza abbiamo assistito al gioco del palo della cuccagna che ha impegnato per ben 3 ore i ragazzi partecipanti e la sagra dello scottone, divenuto ormai appuntamento immancabile. Lo scottone è un tipico formaggio di Rocca Priora, la tradizione vuole che il latte sia munto al mattino dai pastori della zona che lo portano ad ebollizione due volte per ottenere una tenera ricotta, servita nelle ciotole in coccio. La distribuzione del prodotto come pure le cellette e i tozzetti è stata gratuita.

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