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Festival Internazionale di Andria Castel dei Mondi

Festival Internazionale di Andria Castel dei Mondi
Agosto 23
17:17 2017

XXI⁰ FESTIVAL INTERNAZIONALE ANDRIA CASTEL DEI MONDI
Da venerdi’ 25 agosto a domenica 10 settembre 2017
UN GIGANTESCO MIKADO POPOLATO DI IMMAGINI E STORIE

 Nel programma, la mega struttura allestita dagli acrobati di CirckVost (Francia), il Far West dei Fratelli Forman (Rep. Ceca), i giochi interattivi di 3dsense, il palcoscenico a motore di Bus Theatre,  l’immersione marina di Apnea Project, l’incanto solenne di Castel del Monte, e una rassegna teatrale che raccoglie in unico cartellone le proposte più originali della scena contemporanea.

Da venerdì 25 agosto a domenica 10 settembre si terrà il Festival Internazionale di Andria Castel dei Mondi 2017: 15 giorni di grande spettacolo – fra teatro, musica, circo, installazioni, mostre, laboratori e incontri – che coinvolgeranno 21 compagnie, italiane e straniere, per un totale di 84 repliche.

#ILPENSIERODELLACITTÀ è il titolo voluto dall’amministrazione di Andria, attorno al quale il direttore artistico Riccardo Carbutti, secondo una scelta nata di coinvolgimento totale del pubblico in uno spazio urbano che diventa luogo d’incontro tra realtà, immaginazione e memoria. Al centro la volontà di “risvegliare le emozioni, lo stupore e la meraviglia attraverso grandi sto­rie: l’epopea del west, la fiaba, i classici della letteratura”.

L’impegno del sindaco di Andria Nicola Giorgino, dell’assessore alla cultura Luigi del Giudice, di Francesco Fisfola, direttore di produzione e ideazione, ha reso possibile la trasformazione della città stessa in un grande palcoscenico, per realizzare un’edizione di straordinaria ricchezza, con il sostegno di Unione EuropeaRegione PugliaCittà di Andria, il patrocinio di MibactAssociazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UnescoProvincia di Barletta Andria Trani e la collaborazione del Consorzio Teatro Pubblico Pugliese, presieduto da Carmelo Grassi.

Ad inaugurare il festival venerdì 25 agosto sarà l’allestimento di CirkVost (Francia) in piazza Catuma, cuore della vita cittadina: un mikado gigante, con 368 pali di bamboo legati fra loro da 2000 nodi e sviluppati in 600 m2 di superficie. Questa struttura aerea monumentale, capace di ridisegnare lo spazio e moltiplicare i punti di vista, ospiterà le evoluzioni di 12 straordinari acrobati, per la prima volta in Italia con il loro ultimo spettacolo, BoO. Grazie al gioco di trapezisti e musicisti, una vecchia foto di famiglia si anima, attraversando generazioni e sentimenti, per avvolgere gli spettatori nella magia di un racconto che travalica i codici tradizionali del circo.

È una metafora dello spirito che pervade il festival, volto – come sottolinea Riccardo Carbutti – a “sollecitare nel pubblico l’incanta­mento per le grandi storie, quelle di cui è intessuta non solo la letteratura ma anche la nostra vita di tutti i gior­ni. Nel segno di una cultura che non ri­nuncia a essere profonda e complessa, ma che ritiene, con la forza e il colore dell’arte, di poter arrivare a tutti. Nella scommessa che ‘profondo’ e ‘popolare’ non siano due termini in opposizione.”

L’atteso ritorno dei Fratelli Forman (Rep. Ceca) si colloca in questo filone. In Deadtown, il loro ultimo spettacolo, prodotto con il sostegno di Castel dei Mondi e presentato al Festival in prima nazionale da domenica 3 a giovedì 7 settembre – trasformeranno piazza Catuma in un grande saloon con l’utilizzo, accanto a scene dipinte, maschere, marionette e attori, proiezioni in 3D ispirate a antiche foto color seppia, vecchie comiche e film di cowboy. Un’opera d’arte “totale” in cui imma­gini e suoni concorrono a creare un’immersione dello spettatore nel mito di un Far West che non c’è più.

Tecnologia, gioco e memoria sono il cuore anche dell’installazione interattiva proposta dalla compagnia ceca 3dsense dal 25 agosto al 10 settembre, A SelFie with a Movie Star, che permette agli spettatori di entrare letteralmente tra i fotogrammi di alcuni capolavori della cinematografia di tutti i tempi, fotografando se stessi accanto alle grandi star del passato. Nello stesso spazio, tra il 25 e il 29 agosto, sarà possibile immergersi nel mare di Lampedusa grazie alle riprese a 360°, fruibili attraverso un VR-viewer, di Apnea Project, un’opera realizzata da Fondazione 107 e Officine sintetiche per raccontare il dramma dei migranti.

Memoria e futuro collettivi, declinati attraverso la mescolanza fra nuove tecnologie e artigianato teatrale, sono al centro di molti tra gli spettacoli di drammaturgia contemporanea presenti al Festival. In questa direzione si colloca anche il Caligola di Michele Sinisi, presentato in prima nazionale il 25 agosto a Palazzo Ducale e coprodotto dal Festival.  Lo spettacolo è il risultato di un lungo laboratorio sull’opera di Camus che ha coinvolto un gruppo di attori professionisti scelti su bando, per continuare ad interrogarsi, nel solco tracciato dall’autore, sul destino del rapporto tra scienza, arte e pensiero. Unico provocatorio oggetto di scena, una fotocopiatrice dalla tecnologia elementare: riproduttore standard di immagini e idee.

Il passato torna protagonista della in scena con La prima, la migliore di Gianfranco Berardi (27-28 agosto), “un’avventura alla scoperta di chi siamo, di chi siamo stati e di chi potremo un giorno diventare”, con il racconto della prima guerra mondiale fatto da E.M. Remarke in Niente di nuovo su fronte occidentale; mentre Guinea Pigs e Laboratorio Anelo, con Il futuro è una trappola? esplorano i possibili mondi a venire in un allestimento interattivo site specific al Palazzo Beltrani di Trani in prima nazionale dal 29 al 31 agosto. E se la Vita oscena di Brenda Wendel di Simonetta Damato sul caso Marazzo (30 agosto) e  Gul Uno sparo nel buio sull’assassinio di Olof Palme – presentato dai Cantieri Teatrali Koreja il 3 settembre e scritto da De Cataldo, Carbone, Falzea e Festa – si rifanno alla cronaca contemporanea, la fantasia visionaria di Michelangelo Campanale esplora le possibilità del racconto e della fiaba, in ben 2 spettacoli: L’abito nuovo da De Filippo e Pirandello (presentato da La Luna nel letto il 31-31 agosto, a Ruvo di Puglia) e Biancaneve, la vera storia, nuova produzione del Crest in scena il 4 settembre (Palazzo Ducale).

Tra sogno passato e futuro, si colloca anche Project Mercury, presentato da Office for a Human Theatre (2-3 settembre): a partire dal fallimento del progetto spaziale che negli anni ’60 avrebbe dovuto lanciare in orbita per la prima volta 13 donne, due ragazze raccontano la loro difficoltà di affermazione nel mondo contemporaneo  trasformando un banale studio fotografico in un’immaginaria  base spaziale.

Coinvolgente e trascinante sarà l’esperienza di Bus Theatre, il teatro a motore itinerante per i quartieri realizzato da Ilaria Cecere (attrice/performer), Roberta Ferraro (sociologa) e Alessio Ferrara (performer). Un autobus a due piani diventa un grande palco su otto ruote per ospitare 12 tra compagnie e gruppi musicali, selezionati attraverso un open call:  dal 3 al 10 settembre a Matera, a Montegrosso e per i quartieri di Andria, fra centro storico e periferia. Strettissimo il rapporto tra pubblico e artista anche nella curiosa proposta del Collettivo Nano Egidio, Il paradosso dell’attore 2000 – Questua è la mia vita, dove gli spettatori sono invitati a finanziare l’incerta formazione di un giovane aspirante attore maltrattandolo a pagamento, secondo un tariffario codificato: dai 50 centesimi di uno schiaffo leggero ai 50 euro di un taglio di capelli improvvisato (4/5 settembre).

A più di ottant’anni dalla mitica parodia radiofonica di Nizza e Morbelli ispirata al capolavoro di Dumas e abbinata ad un famoso concorso di figurine sponsorizzato dalla Perugina, i Sacchi di sabbia presentano I 4 moschettieri in America, ambientato negli States degli Anni Trenta: qui, i famosi eroi si ritrovano a inseguire – tra gangster, pupe e sparatorie – il sogno di una nuova grandezza, che solo il cinema potrà soddisfare (5/6 settembre).

Con Human Animal di Paola Mitri (6 settembre), gli attori del gruppo La Ballata dei Lenna radunano il pubblico in una metaforica sala d’aspetto e, con la mediazione di uno schermo e un proiettore, si dividono tra reale e virtuale per raccontare la vita di 3 giovani impiegati e la noia disumanizzante della vita quotidiana. Alienati e disadattati sono anche i protagonisti di I giganti della montagna atto III (7 settembre) di Principio Attivo Teatro. L’8 e il 10 settembre è di scena la danza. R.OSA_10 esercizi per nuovi virtuosismi della coreografa Silvia Gribaudi porta in scena iI trionfo del corpo vivo e presente, con l’ironia dissacrante e la sorprendente agilità della sua interprete, la bravissima Claudia Marsicano, che ricorda i colori e la fisicità dei dipinti di Botero. A David Linch e alla sua poetica è invece ispirato Ideas Are Like Fishing  coreografia e set concept di Bert Uyttenhove, per la compagnia Equilibrio Dinamico, con le musiche originali di Félix Lajkó.

Castel del Monte – lo straordinario monumento federiciano, sito Unesco e patrimonio dell’Umanità dal 1996, che è stato assunto a simbolo del festival – ospiterà gli eventi del progetto Stupor Mundi una proposta di respiro europeo contrassegnata da uno stretto legame con la storia della città e pensata per superare i confini tra i linguaggi e le culture. In programma, Parolevolute, tre incontri di approfondimento sulla lingua e gli usi ed abusi che di essa vengono fatti nell’era digitale, organizzati dalla Società Dante Alighieri: mercoledì 30 agosto Dante è davvero il padre della lingua italiana? con Domenico De Martino; venerdì 1 settembre La situazione è grammatica, con Andrea De Benedetti; giovedì 7 settembre l’iniziativa si sposta a Borgo Murgia per La Cameriera di Poesia con Claudia Fabris. Nell’ambito del programma, anche la mostra Da Manet a Tode: Dal postimpressionismo al neorealismo con i grandi maestri del ‘900, nella sede della Biblioteca Comunale di Andria dal 9 settembre.

Una nota particolare merita la sezione Off dedicata alla musica, con Fabio Orsi & Dubit (30 agosto), Mike Cooper (7 settembre), Flavio Giurato con la presentazione del nuovo album La scomparsa di Majorana (9 settembre) e Greg & The Frigidaires, protagonisti della grande festa finale, domenica 10 settembre.

A commentare, giorno dopo giorno, gli eventi in cartellone sarà direttamente il pubblico, con il blog Lo spettatore che racconta, curato dal webmagazine Il Pickwick.

Partner affiliati, Città di Matera, Treccani – Istituto della enciclopedia italiana, Société Dantesque de France, Società Dante Alighieri, Palazzo delle Arti – Beltrani, Opus – Consorzio Cooperative Sociali, Coop Alleanza 3.0, Hotel Ottagono, Maldarizzi.

 

IL SINDACO DI ANDRIA

Ancora una volta, la ventunesima, Internazionale Castel dei Mondi, è pronto ad invadere con il suo brio e la sua effervescenza di idee e di sogni, le strade della nostra città, abbracciando in realtà l’intero territorio provinciale e regionale.

Più propriamente divenendone il pensiero ed il faro di una comunità che intraprende il percorso dell’innovazione senza dimenticare cultura e storia.

Un “pensiero” che ha l’obiettivo di portare i cittadini ad essere cittadini consapevoli. Di cosa? Delle bellezze della città, dei suoi odori e delle sue aspirazioni. Consapevoli che la cultura non è un elemento elitario ma aristocratico nel senso di appartenere alla nobiltà del genere umano. Di chi crede in una cultura popolare in grado di interagire con il mondo del teatro ed i suoi mille rivoli. Siamo pronti a vivere questa nuova avventura fieri di quanto fatto e pronti a scommettere sul futuro di Andria e del Festival.

                                                                                                                                                                  Avv. Nicola Giorgino

ASSESSORE ALLA CULTURA CITTÀ DI ANDRIA

Puntuale come sempre, da 21 solstizi estivi a questa parte, il Festival Internazionale Castel dei Mondi ci investe con la brezza della conoscenza da respirare a pieni polmoni. Esso si insinua tenacemente nelle menti e solletica il pensiero offrendoci la chiara visione di una Città ideale.

L’evento, organizzato dal Comune di Andria in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, patrocinato dalla

Regione Puglia, per questo 2017 rinnova il suo proposito divulgativo di esperienze spirituali ed emozionali facendo leva, per mezzo delle innumerevoli e variegate iniziative proposte, su un altro organo vitale, quello più intricato e intrigante, che ci discrimina dagli altri esseri viventi mettendo a nudo quell’humanitas che tanto aveva permeato la cultura classica, rendendola sorgente impareggiabile di fascinazione.

Un concetto etico che sintetizza il senso più intimo di questa manifestazione, basato sulla conciliazione tra l’ideale filantropico di reciproco scambio e condivisione tra simili e il principio che vede l’uomo, proprio in quanto

humanus, come portatore di educazione e cultura che punta al progresso sociale e all’evoluzione civile.

Esperienze collettive, dunque, che pur con registri differenti sollecitano sensazioni universalmente condivisibili, stimolando, attraverso teatro, musica, seminari di approfondimento linguistico e arti figurative, le connessioni umane e le sinapsi urbane che, a partire dalla piazza-cervello, offrono inestimabili impulsi intellettuali all’organismo-Città.

                                                                                                                                                               Avv. Luigi Del Giudice

PRESIDENTE TEATRO PUBBLICO PUGLIESE

La Puglia ha una certezza. Questo Festival è IL Festival pugliese in estate, concepito ogni anno per riprendere le fila della memoria più recente del contemporaneo sulle scene e per portare al pubblico nuove e giovani sensibilità, testi ed espressioni. Molto importante sottolineare l’impegno profuso dalla Città di Andria, che dedica

grande e costante attenzione al mondo della cultura e dello spettacolo dal vivo, dimostrando concretamente quanto tenga veramente al settore, con una declinazione di impegno notevole dal punto di vista del sostegno economico.

Un Festival importante, unico nel suo genere e in questa stagione, per la prosa, senza dubbio, ma con uno sguardo sempre vivido all’Internazionale e al Contemporaneo.

                                                                                                                                                                          Carmelo Grassi

IL DIRETTORE ARTISTICO

Leggiamo e ascoltiamo da tempo, come un mantra, consuete dichiarazioni sfavillanti volte ad affermare la centralità della cultura come motore per il rilancio socio-economico dei territori. La realtà è purtroppo diversa. Salvatore Settis, commentando la recente relazione dell’Agenzia per la Coesione Territoriale ha analizzato, in un raro esercizio di riflessione sulle politiche pubbliche di investimento, i flussi di spesa 2015-16 disaggregandoli per aree geografiche e per settori. Per esempio, appunto, la cultura. Per concludere amaramente che i soldi messi sul sapere continuano inesorabilmente a calare, trascinando il nostro Paese sempre più a fondo nelle classifiche europee.

La Puglia ha dimostrato negli anni che si può invertire questa tendenza. Il Festival Castel dei Mondi è uno degli esempi di questa inversione. Jean Vilar in una delle sue considerazioni più riuscite, affermava che “Il teatro è un servizio pubblico, e, proprio per questo, non può mettersi al servizio del pubblico, dei suoi interessi più limitati, delle sue passioni più meschine e dei suoi gusti più sguaiati”.

Il Festival Castel dei Mondi non lo ha mai dimenticato.

Giunto ormai alla XXI edizione, il Castel dei Mondi continua a lavorare intorno a progetti semplici ma ambiziosi, nell’intento di innescare riflessioni e soprattutto di attivare connessioni fra mondi culturali diversi.

L’obiettivo è, come sempre, quello di lasciare sul territorio non solo un’atmosfera creativa, ma anche una traccia per il futuro. La programmazione del Castel dei Mondi 2017, in particolare, proverà a risvegliare le emozioni, lo stupore e la meraviglia attraverso le grandi storie (l’epopea del west, la fiaba, i classici della letteratura), pescando nell’immaginario di tutti noi ed estraendone elementi di pura bellezza, quasi da contemplare. Per poi reimmergerli nella complessità di un teatro grandioso, frenetico e comunitario, per certi versi artigianale e per altri assolutamente contemporaneo.

Nel sollecitare nel pubblico l’incantamento “per le grandi storie” – quelle di cui è intessuta non solo la letteratura

ma anche la nostra vita di tutti i giorni –  il Festival ha sviluppato negli anni una sua strada originale: né tradizionale né ufficiale, né d’avanguardia né presuntuosamente “autoreferenziale”. Nel segno di una cultura che non rinuncia a essere profonda e complessa, ma che ritiene, con la forza e il colore dell’arte, di poter arrivare a tutti. Nella scommessa che “profondo” e “popolare” non siano due termini in opposizione.

Per finire, i numeri: al Castel dei Mondi del 2017 parteciperanno 21 compagnie, 3 internazionali per 84 repliche complessive. 5 prime nazionali, 5 regionali, 4 concerti, 1 mostra, 2 installazioni, 2 laboratori, 3 conferenze.

                                                                                                                                                                      Riccardo Carbutti

 


GIOVEDÌ 24 (anteprima) / VENERDÌ 25 AGOSTO (prima)


FOCUS PUGLIA

PRIMA NAZIONALE – SOSTEGNO ALLA PRODUZIONE

ore 21.45 – Luogo: Palazzo Ducale

CALIGOLA

di Michele Sinisi

da A. Camus

Lo spettacolo nasce da un cantiere teatrale durato 20 giorni, per approfondire le dinamiche del testo con una intensità che ha permesso di produrre una dimostrazione finale per il Festival. Le selezioni sono avvenute tramite bando pubblico, aperto esclusivamente ad attori profesionisti.

Se l’arte è specchio dei tempi, il testo di Camus ha attraversato un periodo creativo che va dal ’37 al ’58, cioè quello riguardante l’elaborazione delle varie versioni.

Cos’è successo nel frattempo nel pensiero dell’uomo? La Scienza, così come l’Arte e il Pensiero, ammesso che non si siano fusi abbattendo ogni steccato di specificità disciplinare, hanno superato o rese evidenti le conseguenze di quella coscienza e di quella curiosità?


VENERDÌ 25 / DOMENICA 27 AGOSTO


SCENA INTERNAZIONALE

PRIMA NAZIONALE

ore 21.45 – Luogo: Piazza Catuma

CIRKVOST (FRANCIA)

BoO
Regia Florent Bergal et CirkVOST.

Musiche di Antonin Chaplain et Nicolas Forge.

Costumi Florinda Donga.

Scenografia di Steve Robinson, Andy Mitchell et CirkVOST.

Trapezisti: Benoit Belleville, Sébastien Bruas, Arnaud Cabochette, Jean Pellegrini, Tiziana Prota, Elie Rauzier, Océane Sunniva Peillet, Cécile Yvinec. Musicista Johann Candoré. Attrezzisti in scena: Yvan Bringard et Remy Legeay.

BoO è uno spettacolo aereo. La struttura maestosa viene costruita e assemblata con 368 pali di bamboo, l’effetto finale è quello di un gigantesco Mikado dove i trapezisti e i musicisti raccontano con le loro evoluzioni un mondo poetico e suggestivo, che abbandona i codici tradizionali dello spettacolo circense per lasciare spazio alle emozioni più ancestrali.

 


VENERDÌ 25 / MARTEDÌ 29 AGOSTO


VISUAL ART

 SOSTEGNO ALLA PRODUZIONE

ore 18.00 / 23.00 – Luogo: Officina San Domenico – Ingresso gratuito

FONDAZIONE 107 e OFFICINE SINTETICHE

APNEA PROJECT

a cura di Vanessa Vozzo e Stefano Sburlati

L’opera si sviluppa da un’idea di Vanessa Vozzo e viene curata da Vanessa Vozzo e Stefano Sburlati che fin dal 2015 iniziano una ricerca sui migranti e il mare a partire da progetti quali What’s in my bag dell’IRC (International

Rescue Committee) sulla piattaforma Medium. Da gennaio 2016 Stefano e Vanessa guidano gruppi di studenti e gestiscono una complessa ricerca sulle tecnologie immersive e interattive. Da questo momento in Apnea collaborano studenti, professionisti, ricercatori e docenti, un ampio gruppo di più di 20 persone.

Nel 2016 il progetto incontra persone straordinarie con le quali inizia un percorso sui migranti e il mare partendo proprio da Lampedusa, dove il progetto si trasferisce per qualche tempo nell’agosto 2016. Queste persone sono Valerio Cataldi, giornalista che da anni si occupa di migranti, e Tareke Brhane, mediatore culturale e rifugiato residente in Italia, entrambi del Comitato 3 Ottobre. Il loro aiuto si è rivelato fondamentale sia durante le riprese a 360° a Lampedusa sia per l’indagine artistica riguardante gli oggetti: Valerio e Tareke sono gli ideatori del museo del dialogo e della fiducia, museo temporaneo che espone gli oggetti dei migranti scomparsi nel naufragio del 3 Ottobre 2013. E poi Simone D’Ippolito, un nuotatore subacqueo testimone del ritrovamento del relitto del 3 Ottobre 2013, presente in video e che accompagna le riprese di Apnea a 360° nei mari di Lampedusa.

Apnea è un progetto innovativo volto alla produzione di un’opera artistica nella quale si utilizzano sistemi di interattività digitale e tecnologie immersive attraverso un complesso e articolato percorso cross disciplinare che investe ricerca e formazione. L’esperienza esplorativa del visitatore avviene attraverso tre momenti che si svolgono intorno ad una cabina immersiva interattiva.

Il visitatore inizia il suo viaggio a partire da un’istallazione composta da fotografie e video che isolano e decontestualizzano oggetti anch’essi esposti e appartenenti a persone che hanno attraversato il mare in cerca di un nuovo futuro. Oggetti sospesi nell’assenza di identità negate che naufragano sul fondo della storia stipandosi nella memoria dell’acqua. L’acqua, il mare e gli oggetti diventano l’elemento centrale delle successive sezioni immersive formate da un’istallazione audiovisiva interattiva e da un video a 360° fruibile attraverso un VR viewer. L’opera viene realizzata grazie a un team di docenti, ricercatori, studenti del Politecnico di Torino. Apnea è un progetto nato dall’incontro tra la Fondazione 107 e Officine Sintetiche volto alla produzione di un’opera artistica nella quale si utilizzano sistemi di interattività digitale. Apnea esplora l’esperienza dello smarrimento in mare e le condizioni dei migranti che affrontano le acque del Mediterraneo. Lo spettatore avrà l’occasione di fruire di video 360° e di visionare l’istallazione. Inoltre alcuni esperti presenteranno

il progetto e la piattaforma Officine Sintetiche. Il progetto è realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando ORA insieme a Fondazione 107, CIRMA dell’Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino (Ingegneria del Cinema e dei Mezzi di Comunicazione), Festival Internazionale di Andria Castel dei Mondi. In collaborazione con il Conservatorio di Torino. Officine Sintetiche è una piattaforma nata a Torino che dal 2006 si occupa di formazione, produzione e live events nel campo dell’Interactive Media Art.


VENERDÌ 25 AGOSTO / DOMENICA 10 SETTEMBRE


VISUAL ART

PRIMA NAZIONALE

ore 18.00 /23.00 – Luogo: Officina San Domenico – Ingresso gratuito

3DSENSE (REP. CECA)

A SELFIE WITH A MOVIE STAR

3dsense è una giovane società internazionale di stanza a Praga composta da entusiasti interessati all’arte, al graphic design e alla computer vision che condividono la passione per magnifiche applicazioni interattive. Realizzano installazioni d’arte presso mostre, prodotti inbox per pubblicità interattive o installazioni per eventi personalizzati. A selfie with a movie star è un’installazione interattiva per l’esposizione Retro al Museo Nazionale di Praga che ti permette di farti un selfie con le stelle del cinema. Le immagini sono tratte da alcuni dei capolavori della cinematografia di tutti i tempi.


DOMENICA 27 / LUNEDÌ 28 AGOSTO


SCENA NAZIONALE

ore 21.45 – Luogo: Palazzo Ducale

EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE – COMPAGNIA BERARDI CASOLARI

LA PRIMA, LA MIGLIORE

Testo e regia dI Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari

con Gianfranco Berardi, Gabriella Casolari e Davide Berardi

L’idea è nata qualche anno fa dalla lettura del romanzo confessione “Niente di nuovo sul fronte occidentale” di E.M. Remarque. L’autore in maniera lucida e feroce racconta di popoli lanciati uno contro l’altro, per odio e per orgoglio ed al contempo riflette e fa riflettere sulla situazione di depressione e disperazione che avvolge senza tregua la società ieri come oggi. L’occasione questa volta è stata quella del centenario del primo conflitto mondiale che sconvolse l’Italia, l’Europa e il pianeta intero. E’ incredibile come studiando un evento accaduto ormai tanto tempo fa ci si senta coinvolti da situazioni e sensazioni che sembrano raccontare la nostra contemporaneità. Di qui è iniziata una indagine, storico-letteraria, ancora in atto, che mescola le materie di interesse, dal politico al sociale, dall’economico all’artistico, fornendo una contaminazione di linguaggi, stili ed argomentazioni in cui è sempre più interessante avventurarsi per proseguire il nostro cammino di ricerca, la nostra avventura alla scoperta di chi siamo, di chi siamo stati e di chi potremo un giorno divenire.


MARTEDÌ 29 / GIOVEDÌ 31 AGOSTO


SCENA NAZIONALE

PRIMA NAZIONALE

Installazione ore 16.00 / 20.30 Luogo: Palazzo Beltrani (TRANI) – Ingresso gratuito

Performance ore  21.30 Luogo: Palazzo Beltrani (TRANI)

GUINEA PIGS – LABORATORIO ANELO1997 – EQUILIBRIO DINAMICO DANCE COMPANY

IL FUTURO È UNA TRAPPOLA?

In lotta con la realtà tappa #2

A cura di Marco De Francesca. Drammaturgia di Giulia Tollis

Dispositivi sonori: Gianluca Agostini. Coreografie: Betti Rollo. Direzione artistica: Riccardo Mallus. Danzatori:

Equilibrio Dinamico Dance Company.

Guinea Pigs ringraziano per il sostegno COORITALIA INC. – Architectural elements & windows and doors.

La compagnia milanese Guinea Pigs e Anelo1997, laboratorio di scultura e architettura romano, presenta a Trani la seconda tappa del percorso di creazione tra installazione e performance iniziato a Milano con l’opera site pecific SovraEsposizioni presentata nell’ambito di IT Festival, Festival del Teatro Indipendente, edizione 2017. Il tema di indagine della seconda tappa è il futuro, non il futuro distopico o prossimo alla catastrofe, bensì un futuro fatto di visioni e prospettive, reali o utopiche, anche provocatorie e totalizzanti. Per questa ricerca la compagnia parte dalle avanguardie artistiche del Novecento, prima fra tutte il Futurismo. Un’installazione site specific coinvolge gli spettatori nel processo di indagine: dei sensori captano la presenza dei visitatori negli spazi di Palazzo Beltrani e attivano dei contributi sonori, invitando i partecipanti a lasciare un contributo, una risposta, un’opinione, una provocazione legata al futuro. Tutti i contributi vengono raccolti e processati e diventano materia della performance serale che vede coinvolto anche un gruppo di danzatori professionisti pugliesi.


MERCOLEDÌ 30 / GIOVEDÌ 31 AGOSTO


FOCUS PUGLIA

ore 21.45 – Luogo: Teatro Comunale Ruvo di Puglia

Bus Navetta da Piazza catuma

LA LUNA NEL LETTO

L’ABITO NUOVO

di Luigi Pirandello e Eduardo De Filippo

regia scene e luci Michelangelo Campanale

con Marco Manchisi, Nunzia Antonino e Salvatore Marci
e Vittorio Continelli, Adriana Gallo, Paolo Gubello, Dante Manchisi, Olga Mascolo, Tea Primiterra, Antonella Ruggiero, Luigi Tagliente

Nel 1935 Eduardo e Pirandello coronarono la collaborazione artistica con L’abito nuovo – uno scenario di Luigi Pirandello dialogato in due atti e tre quadri e concertato da Eduardo De Filippo, che andò in scena nel 1937, al teatro Manzoni di Milano. Il loro progetto nacque intorno all’omonima novella di Pirandello, che Eduardo individuò come adatta ad una trasposizione teatrale. Eduardo restò affascinato dalla figura del protagonista della novella, lo scrivano Michele Crispucci, un personaggio che partendo da un’umile condizione sociale, non accetta l’eredità che la sorte gli predispone, pur di non perdere la sua dignità e la sua onestà. Il breve racconto di Pirandello inizia letteralmente con l’abito, che quel povero Crispucci indossava da tempo immemorabile… e finisce con un abito che parlava da sé…. Così che il passaggio da un abito vecchio ad un abito nuovo rappresenta l’avvenimento fondamentale del testo.

L’amore profondo, puro e testardo di Crispucci per sua moglie, nonostante gli eventi, prorompe in lui con lucida follia, trasformandolo in una sorta di eroe contemporaneo che lotta contro l’ottuso materialismo dei nostri giorni ed il degradante attaccamento degli uomini alle cose, alla roba e non ai sentimenti.

Lo spettacolo nasce dalla collaborazione tra Michelangelo Campanale, che dipinge la scena con una regia visionaria, ispirata alla novella e allo stesso tempo fedele al testo di Eduardo, e Marco Manchisi che ha curato il corpo della recitazione, comparando il dramma del 1935 e la riscrittura che Eduardo effettuò per le riprese RAI del 1965. Testo e regia cuciti sull’affiatato nucleo di attori che da anni costituisce l’anima della compagnia La luna nel letto.


MERCOLEDÌ 30 AGOSTO


FOCUS PUGLIA

PRIMA REGIONALE

ore 21.45 – Luogo: Palazzo Ducale

ASSOCIAZIONE CULTURALE GLI SCARTI

VITA OSCENA DI BRENDA WENDELL PAES

Il 20 novembre 2009 in un appartamento della periferia romana viene ritrovato il corpo carbonizzato di una transessuale. Il suo nome è Brenda Wandell Paes e la sua identtà è già nota ai media nazionali per il suo coinvolgimento nel caso Marrazzo, una vicenda di sesso, droga e ricatto che ha portato alle dimissioni dell’allora presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Vita Oscena di Brenda Wandell Paes vuole però lasciare la cronaca sullo sfondo. Vuole dare voce, corpo, anima a una creatura sfruttata e poi rinnegata dalla nostra società. Vuole rendere Brenda un simbolo, una martire. In questo monologo raccontiamo la storia di una splendida tigre rinchiusa in un circo. Raccontiamo dei suoi carcerieri e della sua voglia di libertà. Si racconta di come la bellezza e il male siano sempre destinati ad essere due facce della stessa medaglia.

 

SEZIONE OFF – musica

ore 23.00 – Luogo: Officina San Domenico – Ingresso gratuito

ETICHETTA INDIPENDENTE “RICERCA SONORA” DI PASQUALE LOMOLINO

FABIO ORSI – Dubit

Il tarantino Fabio Orsi nel giro di pochi anni è diventato uno dei punti di riferimento della scena musicale sperimentale

nazionale ed internazionale. Era il 2005 quando l’esordio su vinile “Osci”, rilasciato per la SmallVoices, conquistò critica e pubblico. In seguito ha continuato un’intensa attività produttiva pubblicando diversi lavori con alcune fra le più importanti etichette discografiche, affiancando una lunga lista di performance dal vivo in Europa, America e Giappone. Il sound intimista e astratto, uno dei pochi a trovare il giusto compromesso tra sperimentazione e melodia, spazia tra drone ambientali, strumenti acustici magistralmente suonati e field recordings. Nelle sue composizioni i linguaggi della tradizione  popolare incontrano l’avanguardia, creando un mix originale e affascinante. Da qualche anno Fabio coltiva una nuova passione, che è diventata quasi ossessione: la fotografia. I suoi scatti sono esposti in alcune gallerie nazionali ed internazionali, ottenendo ottimi riscontri da più parti. Recentissima la pubblicazione del suo primo libro fotografico, a opera di Edizioni Backwards, “Il Ricordo Improvviso Dell’Assoluto Stupore”. Berlino lo ha ospitato per qualche anno, foraggiando il suo “costante bisogno di trasformazione interiore”. Dopo alcune produzioni a suo nome, tra Ep, “split” e il primo album, “Fragmenti”, il giovane Dubit – al secolo Pier Alfeo – ha deciso di fare ritorno in Puglia. Forte del bagaglio di conoscenze acquisite in terra teutonica, unite alla frequenza del corso di “Composizione elettroacustica, multimedialità e programmazione informatica musicale” al Conservatorio di Bari e alla naturale inclinazione alla manualità, ha dato vita a una dimensione musicale parallela in cui “dark-mbient” post-industrial ed elementi techno si combinano armoniosamente ai suoni della natura e di strumenti auto-costruiti.


GIOVEDÌ 31 AGOSTO


CONTENUTI EXTRA

ore 19.45 – Luogo: Officina San Domenico

PROGETTO SOLCHI SPERIMENTALI

Presentazione Video Book

a cura di Pierpaolo Marchio

“Solchi sperimentali” è il punto di arrivo di venti anni di ascolti “matti e disperatissimi”, il tentativo di tracciare un percorso che, snodandosi attraverso i circa 300 album recensiti, fornisce una immagine il più ampia possibile di tutti i percorsi sperimentali affrontati dalla “musica giovane” dagli anni sessanta ad oggi. L’idea di “avanguardia” che emerge da queste pagine, lungi da essere polveroso argomento per accademici, è materia palpitante, una sorta di impulso creativo che ha animato e arricchito i percorsi di numerosissimi artisti operanti negli ambiti musicali più vari, dalla psichedelia al jazz rock, passando per il folk, la musica panetnica, arrivando infine a fenomeni come la musica elettronica e il black metal. Una simile volontà di abbattere steccati e barriere è ben espressa anche dal trovare trattati, su queste pagine, musicisti dalle provenienze geografiche più varie e sorprendenti, senza nessuna sudditanza culturale verso il solitamente privilegiato mondo anglofono.


SABATO 2 / DOMENICA 3 SETTEMBRE


VISUAL ART

PRIMA REGIONALE

ore 21.45 – Luogo: Officina San Domenico – Ingresso gratuito

OHT | OFFICE FOR A HUMAN THEATRE

PROJECT MERCURY

idea, regia, scenografia di Filippo Andreatta
di e con Sara Rosa Losilla, Chiara Caimmi
drammaturgia Filippo Andreatta e Charles Adrian Gillott
esperto spaziale Paolo Giuseppe Bianchi

 

Sara e Chiara si allenano per diventare astronaute e affrontare quella che, a tutti gli effetti, sarà un’odissea spaziale. L’incapacità di affermarsi è latente in ogni loro gesto e parola, eppure non demordono e lottano per conquistare la loro porzione di spazio. È la loro totale assenza di cinismo a trasformare un asettico studio fotografico nello spazio siderale e a mettere lo spettacolo in bilico fra essere un’illusione e un vero viaggio intergalattico. A partire da Mercury 13, il fallimentare progetto americano per mandare tredici donne nello spazio, lo spettacolo indaga le conseguenze emotive di non avere l’opportunità di fare ciò che più si desidera, ciò che più ci si sente capaci e preparati di fare. Quest’impossibilità, simile al non poter esprimere ciò che si sente di essere, ci fa chiedere se in ambito professionale, così come nella vita, conta di più il duro lavoro, l’onestà e la compassione oppure se sia solo una questione di know-how, capacità tecniche e privilegi. Oscillando in quest’interrogativo, lo spettacolo diventa un meccanismo analogico che mette in dialogo le due aspiranti astronaute con James Bond e con la prima trans a essere pubblicata su Playboy.


DOMENICA 3 / GIOVEDÌ 7 SETTEMBRE


SCENA INTERNAZIONALE

PRIMA NAZIONALE – SOSTEGNO ALLA PRODUZIONE

ore 21.45 Luogo: Piazza Catuma

FORMAN’S THEATRE (REP. CECA)

DEADTOWN

Forman Brothers´ Wild West Show

di Ivan Arsenjev e Petr Forman

regia Petr Forman

con Petr Forman, Veronika Švábová, Marek Zelinka, Jacques Laganache, Daniela Voráčková / Simona Babčáková, Josefína Voverková, Vojta Švejda / Jiří Kniha, Michael Vodenka / Miroslav Kochánek, Ivan ”Zobák” Pelikán, Petr “Goro” Horký, Josef Sodomka / Ivan Arsenjev, Philippe Leforestier, Mitakuye Oyeasin, Jakub Tokoly and Dizzy Gilagio (Didier Castelle, Francois Lezer, Michel Oger, Thierry Malard)

scenografia Josef Sodomka, Matěj Forman – coreografia Veronika Švábová, Marek Zelinka and collective – musiche di Marko Ivanovič, Jarda Traband Svoboda

Chi racconta le storie governa il mondo“ [Proverbio Hopi]

Attesissimo ritorno della Compagnia dei Fratelli Forman. Il precedente spettacolo visto ad Andria nel 2009, Obludarium, è considerato da tutti il più bello di tutte le edizioni del Festival. Dieci anni dopo Obludarium, i fratelli praghesi si lanciano in una nuova avventura. Questa volta si dirigono verso il buon vecchio Selvaggio West. L’idea nasce da una storia quasi incredibile: l’inventore della prima “taglia” (il famoso “wanted”), piantata con il coltello sulla porta di un saloon, pare fosse un emigrato ceco, un pittore fuggito nel lontano West per una ferita d’amore causata da suo fratello gemello, attore. Da questa vicenda (leggenda?) lo spunto per la loro nuova creazione, che, come in Obludarium, si associa alla costruzione di uno spazio teatrale dedicato, dall’aspetto di un saloon. Alla cifra caratteristica dei Forman (un teatro concreto e materiale fatto di attori, maschere, marionette di tutte le dimensioni, musica, scene dipinte, colori) si aggiungono le proiezioni, ispirate in 3d, come tutto lo spettacolo, ad antiche foto in bianco e nero, romanzetti popolari, film muti di cowboy e vecchie comiche dolcemente colorate in seppia; com’è nella loro poetica, uno spettacolo giocosamente naife, se paragonato all’asettica pulizia del tempo presente, terribilmente e consapevolmente imperfetto, in linea con la loro idea tumultuosa e rude dell’epoca della frontiera (e del teatro). Un’opera d’arte “totale”, in cui i mezzi del teatro, immagini, suoni, lo spazio teatrale stesso concorrono a creare un’immersione dello spettatore nel mito di un Far West che non c’è più, fatto di pistoleri, chanteuses, indiani e, anche, romantici ed eroici artisti.


DOMENICA 3 / DOMENICA 10 SETTEMBRE


CONTENUTI EXTRA

ore 18.00 / ore 23.00 Luogo: 3 Settembre Matera, 4 Settembre Borgo Di Montegrosso, 5-6 Settembre Quartiere San Valentino, 7-8 Quartiere Santissima Trinità, 9-10 Quartiere Santa Maria Vetere – Ingresso gratuito

BUS THEATER

teatro a motore itinerante per i quartieri, dalla periferia al centro storico

Un autobus a due piani, che si trasforma in un grande palco e spazio eventi su otto ruote. Nella parte superiore una sala attrezzata per 25 posti a sedere; ma basta aprire la fiancata, e il bus diventa un vasto boccascena per offrirsi a un pubblico numeroso: spettacoli teatrali e musicali, performance, nuovo circo, incontri a tema di valore artistico e culturale. Il Bus Theater è un mezzo per realizzare progetti culturali anche nei luoghi non battuti dai circuiti tradizionali. L’obiettivo è portare spettacoli ed eventi al più vasto pubblico e nei più vari luoghi possibili, nei centri storici come nelle zone periferiche delle città o nelle campagne, in località di alto interesse storico/artistico come in aree sprovviste di strutture adeguate. Un modo per fare della strada un tramite tra artisti, persone, operatori culturali, comunità: un crocevia dove si avveri l’avventura del viaggio e dell’incontro. Il bus theater ospiterà anche artisti del territorio selezionati attraverso una pubblica open call. Verranno ospitati 12 tra compagnie e gruppi musicali che si esibiranno durante il Festival. È prevista una tappa del Bus Theatre anche nella città Matera.


DOMENICA 3 SETTEMBRE


FOCUS PUGLIA

ore 21.45 – Luogo: Palazzo Ducale

CANTIERI TEATRALI COREJA

GUL. UNO SPARO NEL BUIO

da un’idea di e con Gemma Carbone
scritto da Giancarlo De Cataldo, Gemma Carbone, Giulia Maria Falzea, Riccardo Festa
musiche di Harriet Ohlsson – costumi di Marika Hansson
con la consulenza artistica di Salvatore Tramacere

GUL significa giallo in svedese. Questa storia coniuga due elementi distanti eppure pertinenti: il primo è il genere, in letteratura comunemente conosciuto come giallo, appunto; il secondo è uno degli eventi più traumatici della storia contemporanea europea: l’omicidio del premier svedese Olof Palme.

Nel 1986, l’assassinio di Olof Palme ha segnato la storia politica mondiale, esattamente come, quasi vent’anni prima e in un altro continente, la morte di John Fitzgerald Kennedy sconvolse gli equilibri politici del tempo. L’omicidio di Olof Palme è un cold case per eccellenza.

Oggi, quello che ci rimane della sua vita non è altro che una storia densa di complotti e interessi politici, un lutto nazionale, un assassino mai arrestato. Segreti, social-democrazia e sangue.


LUNEDÌ 4 / MERCOLEDÌ 6 SETTEMBRE


SCENA NAZIONALE

PRIMA REGIONALE

ore 19.15 e ore 21.15 – Luogo: incursioni a sorpresa nel centro storico

COLLETTIVO IL NANO EGIDIO

IL PARADOSSO DELL’ATTORE 2000

Questua è la mia vita

Aggiornamento de Il Paradosso sull’Attore, scritto nel 1784 da Denis Diderot, un saggio utile e bello ma un po’ datato. In questi anni 2000 gli studi sul mestiere dell’attore non possono concentrarsi esclusivamente su fattori come la sensibilità, l’emotività, il sangue freddo ecc ecc. Ma bisogna allargare il campo di studio includendo elementi più concreti. Il trattato di Diderot partiva da uno studio sul grande attore David Garrick, la nostra performance parte da una richiesta del giovane attore Tommaso Salati. Tommaso Salati è un attore ma non è molto bravo a recitare, per diventare bravo deve e vuole frequentare dei corsi e laboratori di teatro e di recitazione. I corsi di teatro però costano, il nostro Tommaso con grande orgoglio e coerenza per guadagnare i soldi necessari a frequentare i corsi non vuole fare altro lavoro che quello dell’attore. La domanda con conseguente paradosso è la seguente: “Si può lavorare facendo l’attore per guadagnarsi i soldi necessari per studiare e diventare un bravo attore?” La risposta è la performance stessa. Tommaso Salati è seduto sorridente ad una sedia; in cambio di qualche spicciolo è disposto a prendere degli schiaffi da spettatori e semplici passanti. Pronto a offrire il suo corpo per far sfogare la rabbia repressa che l’uomo e lo spettatore moderni portano dentro, il tutto in cambio di una piccola offerta in denaro. Mette a disposizione il suo corpo per realizzare un suo sogno, quello di diventare un bravo attore. Con la sua performance, un gesto violento si trasforma in un gesto d’amore. La mano tesa dello schiaffo è allo stesso tempo una mano che porge la questua e che accompagna un giovane attore nel cammino della vita. Ad aiutarlo ci saranno due membri della compagnia “Nano Egidio” che spiegheranno agli avventori la performance e li invoglieranno ad aiutare la causa del giovane. Ci sarà anche un menù della violenza consentita, perché tutto ha un prezzo, anche i sogni, anche la vergogna, anche il dolore, anche la sensibilità: schiaffo leggero da 0,50 a 1 €, schiaffo normale da 1 a 2 €, schiaffo vigoroso da 2 a 5 €, frustata minimo 5 €, pubblicità con scritta su pelle e maglietta minimo 10 €, taglio di capelli minimo 50 €.


LUNEDÌ 4 SETTEMBRE


FOCUS PUGLIA

ore 21.45 – Luogo: Palazzo Ducale

CREST
BIANCANEVE, LA VERA STORIA

scritto e diretto da Michelangelo Campanale

con Catia Caramia, Maria Pascale e Luigi Tagliente

Tutti i bambini conoscono già questa fiaba,lo spettacolo li vuole portare per mano “dietro le quinte” della storia, lì dove prendono forma e vita i personaggi, i loro sentimenti e le loro azioni, talvolta buoni e talvolta cattivi, quasi mai sempre buoni o sempre cattivi. Proprio come uno spettacolo: un po’ comico, un po’ emozionante; o come la vita che impariamo ad affrontare: un po’ dolce, un po’ irritante, un po’ divertente, un po’ inquietante, un po’. Continua con questo spettacolo il progetto che il Crest condivide con l’immaginario di Michelangelo Campanale, regista e anima di tanti spettacoli della Compagnia La Luna nel Letto visti al Festival (Cenerentola Across the Universe, Il Vecchio e il Mare, Cinema Paradiso) per raccontare ai ragazzi storie che riescano ad emozionarli davvero, senza edulcoranti e senza bugie, ma solo con grande rispetto della loro capacità di comprendere ed elaborare pensieri e opinioni in autonomia, semplicemente sulla strada della crescita.


MARTEDÌ 5 / MERCOLEDÌ 6 SETTEMBRE


SCENA NAZIONALE

PRIMA REGIONALE

21.45 – Luogo: Palazzo Ducale

I SACCHI DI SABBIA

I 4 MOSCHETTIERI IN AMERICA

Radiodramma animato

di Giovanni Guerrieri

con Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Giulia Solano e la partecipazione di Guido Bartoli
costruzioni sceniche Giulia Gallo – disegni Guido Bartoli

Giovedì 18 ottobre 1934 andò in onda la prima puntata de I 4 moschettieri «parodia di Nizza e Morbelli con musiche di E. Storaci», ispirata al celebre capolavoro di Dumas. Abbinata ad un famoso concorso di figurine sponsorizzato dalla Perugina, la radiorivista si impose in poche settimane come un vero e proprio fenomeno di costume, contribuendo decisamente alla diffusione e alla vendita degli apparecchi radiofonici in Italia. Ottant’anni dopo, I Sacchi di Sabbia hanno dato un sequel a I 4 moschettieri: dapprima con un radiodramma – realizzato per Radio 3 all’interno del progetto Radio Days di Santarcangelo 14 – ed ora con questo spettacolo teatrale, che ripropone, in un’inedita sperimentazione visiva, le atmosfere e i personaggi del radiodramma. I 4 moschettieri in America è ambientato negli States degli Anni Trenta: qui, i famosi eroi di Dumas si ritrovano a inseguire – tra gangster, pupe e sparatorie – il sogno di una nuova grandezza, che solo il cinema potrà soddisfare. Un pastiche che – alla maniera di Nizza e Morbelli –si avvale di gustose contaminazioni: dal cinema di Billy Wilder, ai testi di Jules Verne, alle moderne graphic novel.

Complice della compagnia, il pittore Guido Bartoli, chiamato a illustrare il teatro giocattolo che costituirà il centro della scena.


MERCOLEDÌ 6 SETTEMBRE


SCENA NAZIONALE

21.45 – Luogo: Officina San Domenico

LA BALLATA DEI LENNA

HUMAN ANIMAL

di Paola Di Mitri
regia Nicola Di Chio, Paola Di Mitri, Miriam Fieno
con Nicola Di Chio, Paola Di Mitri, Miriam Fieno
luci e visual concept Eleonora Diana
video e riprese Vieri Brini e Irene Dionisio
costumi Valentina Menegatti

Da una parte: un ufficio illuminato dai neon, tre dipendenti dell’Agenzia delle Entrate e un’alluvione appena passata; dall’altra parte: una sala d’aspetto gremita dal pubblico. In mezzo a loro: uno schermo su cui lo spettatore seduto vede proiettato il video-reportage della giornata di lavoro che quei tre impiegati, intenti a ripulire dal fango pratiche e faldoni, stanno portando avanti. Che cosa significa restare umani nonostante la noia e la complessità burocratica del vivere quotidiano? A cercare di rispondere a questa domanda, è una telecamera che, in presa diretta, segue senza soluzione di continuità i tre personaggi e le loro azioni, restituendo una graffiante sequenza di primi piani, particolari, carrellate, soggettive che vanno a scavare nell’intimità profonda dei tre impiegati, fino a far emergere quell’ umanità di cui tutti noi, che siamo stati almeno una volta pubblico agli sportelli, ignoriamo tendenzialmente l’esistenza. Tutto è giocato sul limite che corre tra essere e non essere, tra realtà e finzione, attraverso quella strettissima linea di confine esistente tra la fiction e la non fiction, tra il teatro e il real cinema, stesso filo che ha più volte analizzato e percorso DFW con la sua produzione letteraria. Il corpo dell’attore giostra a negarsi attraverso la bidimensionalità dell’immagine per poi irrompere davanti allo Schermo e dichiarare la propria autorialità, ribadendo, di fronte all’occhio nudo dello spettatore, la sua presenza viva, tridimensionale, fatta di carne ed ossa.


GIOVEDÌ 7 SETTEMBRE


FOCUS PUGLIA

ore 21.45 – Luogo: Palazzo Ducale

PRINCIPIO ATTIVO TEATRO
I GIGANTI DELLA MONTAGNA ATTO III

drammaturgia Valentina Diana

regia Giuseppe Semeraro

con Leone Marco Bartolo, Dario Cadei, Carla Guido, Otto Marco Mercante, Cristina Mileti, Giuseppe Semeraro

bande sonore e musiche Leone Marco Bartolo – voce fuori campo Silvia Lodi luci: Fabrizio Pugliese scene e trucco Bianca Maria Sitzia

 

Lo spettacolo è ispirato a I giganti della montagna, in particolare a quell’ultimo atto, che non fu scritto, i cui appunti sono stati dettati dallo stesso Pirandello al figlio Stefano. L’idea è stata quella di lavorare intorno a questo finale incompiuto e di svilupparlo attraverso una compagnia di anziani o variamente disadattati, fuori dal tempo, fuori tempo, in qualche modo anacronistici, di un anacronismo che non è collocabile nel tempo cronologico ma che piuttosto rappresenta l’estraneità alla modernità, alla contemporaneità. Una compagnia che non è al passo con i tempi, che non si è né integrata né collocata. La compagnia si presenta con il nome OPERA NAZIONALE COMBATTENTI, un nome che rimanda a una legione dismessa di una qualche guerra patria ormai finita e dimenticata, un gruppo di ex combattenti fuori contesto, inutili e disonorati, a cui nessun rispetto è più riservato. Opera nazionale combattenti si fa paladina di questa operazione di divulgazione di questo ultimo atto pirandelliano.

  

SEZIONE OFF – musica

PRIMA REGIONALE

ore 23.00 – Luogo: Officina san Domenico – Ingresso gratuito

ETICHETTA INDIPENDENTE “RICERCA SONORA” DI PASQUALE LOMOLINO

MIKE COOPER

Mike Cooper, inizia la sua carriera musicale come chitarrista, cantante e autore di folk-blues, per poi diversificare il suo lavoro, includendo l’improvvisazione e la musica elettronica, le sonorizzazioni di film, la radio-art e le installazioni sonore. Si dedica alla scrittura, come giornalista musicale e storico delle musiche e dei musicisti del Pacifico; artista visivo e filmaker, compare in più di sessanta dischi. Il suo lp del 1969 Oh Really!? è acclamato come il migliore disco di blues acustico di quegli anni. Alla fine del decennio, Mike comincia a sviluppare una carriera parallela nell’ambito della musica sperimentale, e collabora assiduamente con membri del London Musicians Collective, come Keith Rowe, David Toop, Steve Beresford, Max Eastley, Paul Burwell, Eddie Prevost.


VENERDÌ 8 SETTEMBRE


SCENA NAZIONALE

21.45 – Luogo: Palazzo Ducale

LA CORTE OSPITALE

R.OSA

10 esercizi per nuovi virtuosismi

di Silvia Gribaudo
con Claudia Marsicano

 

R.OSA è una performance che si inserisce nel filone poetico di Silvia Gribaudi, coreografa che con ironia dissacrante porta in scena l’espressione del corpo, della donna e del ruolo sociale che esso occupa tramite un linguaggio “informale” nella relazione con il pubblico. R.OSA si ispira alle immagini di Botero, al mondo anni 80 di Jane Fonda, al concetto di successo e prestazione. R.OSA è uno spettacolo in cui la performer si esibisce in una “one woman show” che sposta lo sguardo dello spettatore all’interno di una drammaturgia composta di 10 esercizi di virtuosismo. R.OSA è un’esperienza in cui lo spettatore è chiamato ad essere protagonista volontario o involontario dell’ azione artistica in scena. R.OSA fa pensare a come guardiamo e a cosa ci aspettiamo dagli altri sulla base dei nostri giudizi. Lo spettacolo mette al centro una sfida, quella di superare continuamente il proprio limite. R.OSA è in atto una rivoluzione del corpo, che si ribella alla gravità e mostra la sua lievità. Silvia Gribaudi è coreografa e perfomer, vincitrice del premio pubblico e giuria GD’A Veneto 2009, selezionata nel 2010 in Aerowaves Dance Across Europe, finalista Premio Equilibrio 2013,  ospite in festival nazionali ed internazionali. Dal 2012 collabora con il coreografo Sharon Fridman e con l’artista visiva Anna Piratti in progetti di art in action sui diritti umani. Collabora con importanti attori, registi, scrittori e coreografi. Nel 2014 partecipa a Performing Gender da cui nasce “The film contains nudity”. Crea e conduce progetti su invecchiamento attivo, laboratori e performance site-specific con Donne Over 60. La performance “What age are you acting? Le età relative” viene selezionata dalla piattaforma della danza italiana NID 2014. Con Tara Cheyenne vince il Chrystal Dance Prize 2014 con sostegno per la nuova produzione “Empty.swimming.pool” 2017. Nel 2016 è regista dello spettacolo “My place” (Qui e Ora residenza teatrale). È coreografa e artista finalista in CollaborAction XL rete anticorpi, selezionata in ResiDance 2017 – luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche. Claudia Marsicano diplomata come attrice nella scuola di teatro di Quelli di Grock, vince molti premi tra cui il Festival Young Station 2014; menzione speciale miglior attrice in ConfrontiCreativi2014. Nel 2015 vince il premio Anteprima 2015, ed è in scena con la compagnia Leviedelfool, in “Made in China, postcard from Van Gogh”; selezionata per il progetto Elogio della leggerezza di Roberta Torre e Silvia Gribaudi. Finalista premio UBU 2016 nuova attrice under 35.


SABATO 9 SETTEMBRE


SEZIONE OFF – musica

PRIMA REGIONALE

ore 23.00 – Luogo: Palazzo Ducale Ingresso gratuito

FLAVIO GIURATO TRIO

Flavio Giurato è il segreto meglio custodito della musica italiana, per alcuni uno dei più grandi cantautori italiani viventi. Fratello del giornalista Luca, artista di culto per addetti ai lavori e appassionati, autore di tre album meravigliosi tra il 1978 e il 1984 (“Per futili motivi”, “Il Tuffatore” e “Marco Polo”), a distanza di 12 anni dal suo ultimo lavoro, “Il manuale del cantautore”, è ritornato con un nuovo disco, “La scomparsa di Majorana”, un capolavoro, definito da Christian Zingales della rivista Blow Up – che l’ha inserito al secondo posto, dietro “Carrie & Lowell” di Sufjan Stevens, nella top 10 dei migliori album usciti nel 2015 – “un disco che in futuro sarà adorato come un monolite sacro”.


DOMENICA 10 SETTEMBRE


FOCUS PUGLIA

ore 21.30 – Luogo: Officina San Domenico – Ingresso gratuito

EQUILIBRIO DINAMICO DANCE COMPANY

IDEAS ARE LIKE FISHING

coreografia di Bert Uyttenhove

musiche originali di Félix Lajkó

 

La compagnia giovanile di danza Equilibrio Dinamico nasce nel 2011 per iniziativa della giovane coreografa Roberta Ferrara. Fondamentale pilastro della compagnia è il raggiungimento della poliedricità del danzatore; attraverso un lavoro completo e ricercato delle discipline madri della danza e del teatro.Il chiaro obiettivo dell’ Equilibrio Dinamico è dare la possibilità di studiare e lavorare con più docenti e coreografi di calibro internazionale attraverso workshops in sede con cadenza mensile e progetti residenziali; ponendo cosi l’intera compagnia ad una crescita omogenea sotto il profilo tecnico-stilistico e artistico-psicologico. Così Bert Uyttenhove su 12 IsALF “I movimenti naturali della mano sono stati il punto di partenza per il pezzo di danza che ho voluto creare. Questi gesti si evolvono a poco a poco a movimenti di danza più complessi e intricati. Accanto ad essa sono stato incuriosito dall’intervista di David Lynch, “Le idee sono come i pesci “parla del l’interazione tra la coscienza, la creatività e la meditazione. La combinazione dei due elementi dirotta il pezzo in una certa direzione. La personalità di David Lynch mi ha portato all’ espressione di un particolare tipo di atmosfera nel pezzo. Riunendo tutti questi elementi con la musica originale di Félix Lajkó si trova il filo conduttore”.

 

SEZIONE OFF – musica

ore 22.00 – Luogo: Palazzo Ducale

GREG & THE FRIGIDAIRES

Festa finale

La passione per il r’n’r e per il doo wop è la base da cui i Frigidaires partono per creare un’esperienza musicale attuale, il linguaggio è rispettoso delle radici sia nella musica che nelle intenzioni dei testi, l’ironia e il sarcasmo tipico del genere rivivono calati nei nostri giorni, e la musica, dalle sonorità ’50s e ’60s, ha un’energia decisamente garage rock.

La band nasce dalle esperienze condivise in 25 anni di concerti, sui palchi di tutta Italia e attraverso diverse formazioni, da Claudio’Greg’Gregori e Luca Majnardi; insieme a loro Alex Meozzi, Olimpio Riccardi, Giovanni Campanella e Giulio Scarpato, quattro provati professionisti che si distinguono in generi che vanno dal rock al jazz e al reggae.

I Frigidaires non si presentano come semplice ‘cover band’, le canzoni che propongono in concerto e sui dischi si alternano tra composizioni originali e classici del genere, a volte con ficcanti testi rivisitati in italiano, per questo e per l’energia dei loro live set riescono a raggiungere i pubblici più eterogenei, dai centri sociali agli abbonati dei teatri.

Claudio Gregori è noto ad un pubblico più vasto per la sua attività di attore e autore per la radio la televisione ed il cinema, ma fin dalla metà degli anni ’80 è attivo come cantante e chitarrista nella scena r’n’r e rock’a’billy romana, mantenendo negli anni con passione e con successo l’attività di musicista.

 


STUPOR MUNDI


PAROLEVOLUTE

a cura della Società Dante Alighieri –  Circolo di Andria

 

Mercoledì 30 agosto

ore 18.00. Luogo: Castel del Monte – Ingresso gratuito

Dante è davvero il padre della lingua italiana?

Conferenza di Domenico De Martino

 

Venerdì 1 settembre

ore 18.00. Luogo: Castel del Monte– Ingresso gratuito

La situazione è grammatica

Conferenza di Andrea De Benedetti

 

Giovedì 7 settembre

ore 18.00. Luogo: Brgo Murgia– Ingresso gratuito

La cameriera di poesia

Conferenza di  Claudia Fabris

 

Il progetto Stupor Mundi supera i confini tra i linguaggi e le culture per creare, nei fatti e nel tempo, un progetto di respiro europeo. Realizza un progetto creativo di singolare ricchezza, contrassegnato dallo stretto legame con la storia della città e le storie che gli ospiti invitati vorranno narrare. L’interesse e la forza del progetto risiedono senza dubbio nel costruire un prezioso intreccio di rapporti di collaborazione con gli ospiti invitati. Stupor Mundi costruisce una rete di condivisione che consente di portare nella nostra città e nei nostri territori straordinarie figure che hanno saputo parlare apertamente grazie alla loro professione, e ciascuno con il proprio linguaggio, senza mai circoscriversi in ambiti specialistici ed accademici. Il valore espresso dagli ospiti del progetto, la pluralità delle estetiche narrate, la capacità di sapersi interrogare di saper creare a partire dalle questioni profonde del nostro tempo, rappresentano le linee guida e le parole chiave del progetto Stupor Mundi. Il Castel dei Mondi ospita al suo interno la seconda edizione di questa rassegna, un progetto site specific, dove la potenza del locus “Castel del Monte” ben si coniuga e integra con la potenza figurativa e narrativa dei temi trattati e degli ospiti invitati.

La Società Dante Alighieri, organizza in città, nell’ambito del Festival Castel dei Mondi di Andria, incontri di approfondimento sulla parola, sulla lingua, sugli usi ed abusi che di esse vengono fatti nell’era digitale. Una riflessione sulla parola (scritta, parlata, postata) come espressione più immediata ed autentica dell’umanità degli individui. Parola ed umanità, appunto, il connubio che si intende analizzare, sviscerare, smembrare al fine di provare a riconiugare nel modo migliore l’io e l’es della sfera comunicativa. Oggi si scrive e si parla tantissimo, in ogni dove. Tutti possono scrivere, tutti lo fanno. Le parole come pietra angolare di una struttura complessa che muta costantemente: il linguaggio. Parole solide, parole scelte con cura, parole in voga, abusate, dimenticate, riscoperte. Parole nuove, di tendenza, parole che diventano trending topic. Narrativa, pubblicità, informazione. Al di là dei canali di comunicazione,

“le parole sono portanti”. Nell’epoca degli hashtag, in cui ciò che accade nel mondo si scrive tuttoattaccato, vogliamo restituire spazio alle parole. Interrogarci su come i media abbiano influenzato la lingua italiana, se al progresso corrisponda un’evoluzione o un’involuzione dei linguaggi. Che umanità viene fuori dal lessico, dai registri, dalla lingua che oggi utilizziamo? Un lessico povero, di contro alle migliaia di lemmi che l’italiano possiede, un registro unico per ogni contesto, una lingua svilita che non si sa più dove vada né da dove venga. Che fine hanno fatto le parole? Le parole sono materia prima, sono merce, sono in vendita in una società che, molto più di altre in passato, ha deciso di vendersi l’anima al dialogo. Oggi la comunicazione corre, l’etica è più lenta, l’etica e la lingua pagano le spese di questa eccessiva rapidità. La rete ed i media ci hanno resi cosmopoliti hanno espanso il nostro essere umani nello spazio, ma ci hanno resi “provinciali di tempo”, monchi della dimensione temporale: gli uomini sono isolati consumatori di parole ed hanno smarrito la res (rem tene, verba sequentur, dicevano i latini). La rete del vasto mondo (www) è la forma avanzata di conoscenza oggi, tuttavia il contraccolpo ad essa collegato è che qui si annidi la monocultura: l’inferno dell’uguale. Il mondo della rete e dei media ha perso il pathos dell’alterità: stesse parole, stesso comportamento, stessi pensieri (mignon, 140 caratteri precisamente), tutto faccia ed interfaccia. Il volto dov’è? Nella due giorni andriese ci si chiederà e si proverà a riprendere e a rispondere a delle domande importanti: da dove viene la lingua che usiamo, qual è il suo stato di salute, com’è l’umanità linguistica dei social, e quella dei media?


I GRANDI MAESTRI DEL ‘900


Dal Post-Impressionismo al Neorealismo – La collezione privata di William Tode

Sabato 1 settembre

INAUGURAZIONE

ore 19.00. Luogo: Biblioteca Comunale

I suoi interessi culturali vanno dalle arti figurative alla letteratura, alla musica classica, all’archeologia. Per quasi un trentennio è stato uno degli artisti più impegnati e significativi del neorealismo italiano, soprattutto nel mondo dell’affresco, dove è considerato uno degli ultimi grandi affrescatori parietali, erede della lezione dei Tiepolo. Fra glo autori esposti: Archypenko, Balla, Bartolini, Boccioni, Bonnard, Borgonzoni, Bugiani, Cantatore, Carrà, Cassinari, Cezanne, Conti, Dalì,

De Chirico, De Pisis, Dova, Dufy, Fattori, Fiume, Gordigiani, Gentilini, Greco, Guidi, Guttuso, Lam, Ligabue, Maccari, Manet, Manzù, March, Messina, Migneco, Mirò, Modigliani, Monachesi, Moore, Murer, Picasso, Renoir, Rosai, Severini, Sironi, Soffici, Tamburi, Tode, Treccani, Vespignani, Viani, Warhol, Zancanaro.


LO SPETTATORE CHE RACCONTA


a cura del webmaagazine Il Pickwick

con Alessandro Toppi

 

Un Festival non è solo un insieme di spettacoli, la vetrina di un’offerta culturale episodica, un evento destinato a non

incidere sul contesto: il Festival è un progetto che si prende cura della vocazione identitaria di un territorio traducendola in un’esperienza. L’esperienza del Festival muta così il dove in cui esso avviene: ne modifica l’organizzazione spaziale, ne cambia il fluire quotidiano del tempo, coniuga diversamente la funzione di uno scorcio, un monumento, quella strada, questa piazza. Consente, della città, una visione extraordinaria; permette ai cittadini la variazione bioritmica della propria presenza e li spinge ad osservare, frequentare e vivere i propri luoghi consueti in maniera inconsueta. Per questo scopo de Lo spettatore che racconta non è la formazione di una classe di nuovi critici che produca la narrazione professionale del “Festival Castel dei Mondi”; il fine è invece articolare ulteriormente l’esperienza del Festival stesso consentendo a un gruppo di cittadini/spettatori speciali (eterogenei per età, ceto sociale, scolarizzazione, provenienza urbana, livello di teatralizzazione già in essere) di ritrovarsi quotidianamente a discutere, intessendo relazioni e riflessioni da tramutare in scrittura perché – questa scrittura, ad un tempo individuale e collettiva – sia testimonianza di come la città ed alcuni dei suoi abitanti stiano percependo, traversando, vivendo

il “Festival Castel dei Mondi”: i suoi luoghi, i suoi spettacoli, le sue visioni. Si tratta, così, di far raccontare il Festival da chi ne è il vero beneficiario: gli andriesi.

La scrittura – meglio: le scritture – comporranno un blog quotidiano, così diventando l’altro punto di vista su quel che sta accadendo ad Andria.

 

Alessandro Toppi (Napoli; 1976) Giornalista pubblicista. Membro dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro (ANCT) e dell’Associazione Internazionale Critici di Teatro (AICT). Direttore Responsabile de Il Pickwick, redattore di Hystrio e di Teatri della Diversità. Giurato del Premio ANCT, del Premio Hystrio, del Premio Hystrio-Alla Vocazione (dedicato agli attori under 30). Ultime pubbicazioni: A Lamezia, ovunque, in teatro (prefazione a Patres, Saverio Tavano, La Mongolfiera Editore, 2015); Ragionando su Shakespeare, cercando Samuel Beckett (post fazione a Preamleto, Michele Santeramo, Nardini Editore, 2016).

 

IL PICKWICK

Testata giornalistica iscritta presso l’Ordine dei Giornalisti della Campania e registrata presso il Tribunale di Napoli (Aut. Stampa N° 19 dell’8 Aprile 2013).

Webmagazine di culture e critica, rivista indipendente, conta trenta collaboratori. Fa parte di Rete Critica, network informale che unisce i migliori tra i siti ed i blog di settore teatrale. IlPickwick ha una media mensile di 135.000 pagine visitate e 45.000 contatti unici.

 

 I LUOGHI DEL FESTIVAL

 

La Città di Andria è sprovvista di un teatro comunale, quindi il Festival ha portato gli spettacoli e la propria idea progettuale in favore della libera e maggiore fruizione e valorizzazione dei beni architettonici di proprietà pubblica, unici scenari alle esecuzioni artistiche, assieme alle piazze e alle vie pubbliche. È stato sviluppato il progetto di “abitare la città” e sono state privilegiate quelle strutture che rimangono spesso inaccessibili durante il corso dell’anno, valorizzando e intercettando i luoghi di maggiore interesse storico, architettonico e culturale, integrando inoltre, in maniera organica alla programmazione, le periferie e scommettendo di anno in anno in nuove location. Il Festival è stato in questi anni l’esempio della rigenerazione di un territorio, un esempio della sua capacità di intercettare le nuove scommesse culturali e di innovazione, trasformando le città in paesaggi culturalmente vivi, fortemente propositivi, offrendo continue opportunità di crescita culturale e occupazionale. Tra i luoghi di maggiore suggestione non si può non ricordare Castel del Monte (sito UNESCO patrimonio dell’Umanità) e Palazzo Ducale di Andria.

 

 


www.casteldeimondi.com

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