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Fotogrammi  

Fotogrammi  
Aprile 14
10:01 2022

Fotogrammi  

Versi tratti dalla raccolta Questa terra che bestemmia amore di Maria Lanciotti, ispirati alle foto selezionate del volume L’immagine dei ricordi di Tarquinio Minotti. Video a cura di Armando Guidoni

“Alla presenza dominante della guerra , in sé ‘dis-umana’ si accostano ‒ per contrapporsi: ma così esistono ‒ i sentimenti ‘umani’ per lo più materni e paterni e coniugali, comunque familiari (…) di contro al veleno delle scorie, l’antidoto adatto ‒ gli scienziati che si occupano del nucleare questo antidoto non ce l’hanno davvero ‒, forse l’unico possibile” (dalla prefazione di Michele Tortorici) 

Fotogrammi

 

Lampi

Questo è tuo figlio,

combattente al fronte.

Porta il tuo nome

e il tuo sangue,

il tuo stesso sguardo

             innamorato

della vita.

Per lui devi tornare.

Un giorno saprà

le tue gesta di soldato

che mentre sparava

              piangeva,

e il desiderio

              di braccia

della tua sposa,

dell’odore di pane

              del suo ventre.

 

Sullo sfondo lampi.

 

 

Reticolati

Il figlio di un caduto

della Prima Guerra

porta il dolore

dell’infanzia orfana

                 nascosto

nel petto.

Ora tocca a lui la prima

       linea.

Alla sua piccina

nata appena ieri

       mostra

stivali lucidi e stellette

e un sorriso che rischiara

il cuore.

 

Sullo sfondo reticolati.

 

 

Drappeggio

La madre è sempre lì,

con le sue vesti mistiche

i capelli raccolti sulla nuca

le mani grandi

la bocca severa,

lo sguardo che penetra

i segreti del tempo

per raccontarli come favola

a sera,

mentre l’uomo che non tornò

                                dal fronte

col suo alito accende

        il fuoco

nel camino.

 

Sullo sfondo drappeggio.

 

 

Sassi

Una mano mi basta per stringerti

      figlio,

non cadrai dal mio grembo

      vasto.

Ti ho messo il vestito

                            più bello,

ho messo il sorriso

                 sulle mie labbra

la fede nei miei occhi,

guardo avanti dove tu

         guardi.

 

Sullo sfondo sassi.

 

 

Croci

La guerra

ha bocca vorace

stomaco capiente,

ingrassa la terra

con le ossa che sputa.

Guarda ai bambini

con golosa attesa

di mordere e macinare,

li fa crescere in fretta

promettendo gradi

   e medaglie.

Lo sguardo dei bambini

punta come baionetta

                      inastata

 il domani.

 

Sullo sfondo croci.

 

 

Dissolvenza

Generazioni strette

attorno all’ultimo

     nato

     biancovestito.

Il nastro nei capelli

della bimba

non basta a rischiarare

il lutto.

Le collane sul petto

      delle donne

incongrua ricompensa

a fedeltà e obbedienza.

Il marinaretto agita

      la campanella,

appesa al collo

la medaglietta di santa Barbara

contro il temporale.

 

Sullo sfondo dissolvenza.

 

 

Rose

Ecco lo sguardo

     fiero

     della donna,

gli orecchini di perle

a darle luce.

Il centro della vita

le sue mani

la fede al dito

segno di adesione,

i polacchini lustri

sul montone,

i figli come petali

      a raggiera.

Contrasta l’abito scuro

il commovente lucore

dell’infanzia.

 

Sullo sfondo rose.

 

 

Evanescenza

La finestrella chiusa

                     sottotetto,                                                          

appesa la falce al muro

                    del fienile,

il melo

scheletrito.

Muffita la parete della casa.

Gambette nude

sul crine pettinato

del somaro.

Brillano le scarpette

      di vernice

e i sassi della via.

 

Sullo sfondo evanescenza.

 

 

Canneto

Cuffietta a fiori

ricciolo acconciato

         sulla fronte

il fiocco vaporoso

         di organzino

l’abitino di mussola

ricamato a gigli.

Chiedono le manine

qualcosa da stringere

che non sia

il solito pezzo di pane.

 

Sullo sfondo canneto.

 

 

Vapori

Panni stesi

sventolano sulla facciata

       della casa.

La finestrella

        sbircia

        quel sorriso di festa.

Odore

di minestra quotidiana.

Faccina tonda

fra merletti e trine,

il volto della madre

sorridente.

I fumaioli

aspettano la fine

dell’inverno.

Fascine affastellate

accanto al forno.

 

Sullo sfondo vapori.

 

 

Granito

Grembiulino a quadri

cuffietta ai ferri

sorriso incerto

si sorregge il bimbo

con una mano

al muricciolo ruvido

e con l’altra

stringe forse un bottone.

La povertà

non è mai miseria

quando l’occhio

              che guarda

è lucido d’orgoglio.

 

Sullo sfondo granito.

 

 

Clangori

La treccia nera

incorona il capo

     di popolana

portatrice di bellezza

e tradizioni.

Gli ori

di sposa novella

competono

con lo sguardo lucente

                       di cerva.

L’esile corpo

fasciato di cotonina

pur fermo si tende

verso carezze

       ruvide e lente

di fante al fronte.

Con mani gentili

sostiene il figlio

che il padre non conosce

                        ancora.

 

Sullo sfondo clangori.

 

 

Opacità

Sul cavalluccio

       a dondolo

sorride il bimbo

volto all’obiettivo.

Non vola al vento

la criniera di stoppa

non nitrisce

la scultura di legno,

le redini

      finte

non trasmettono

slancio.

 

Sullo sfondo opacità.

 

 

Strappi

Bimbi

       bimbi

             bimbi

come  maglie di lana

da mandare al fronte.

Il cielo è sempre quello:

        fondale fisso

        scena familiare.

I padri non vedranno le mura

       annerite

       di casa,

i cancelli arrugginiti

gl’infissi cadenti

le staccionate divelte.

Dove sono i loro figli

non arriva la guerra:

essi la tengono stretta

       fra i denti

perché non morda

                        gl’innocenti.

L’infanzia trascorre

nella luce posticcia

d’una tela logora.

 

Sullo sfondo strappi.

 

 

Spiraglio

Risale la china

      l’asinello

carico a sera di fatica

e legna,

del contadino

con la giacchetta

      lisa.

Riverbera l’acciottolato

luce serotina.

Volano nell’aria

le ultime foglie

     dell’autunno

e i rintocchi del vespro.

 

Sullo sfondo spiraglio.

 

(da Tellusfolio.it ‒ bottega letteraria)

 

Presentazione del libro “Questa terra che bestemmia amore” di Maria Lanciotti – YouTube

 

 

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