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Fragilità – il primo progetto phygital di particle | a cura di Alberto Salvadori, Luigi Fassi, Lim Wei Ling | dal 10 marzo 2021

Fragilità – il primo progetto phygital di particle | a cura di Alberto Salvadori, Luigi Fassi, Lim Wei Ling | dal 10 marzo 2021
Marzo 07
12:30 2021

 

FRAGILITÀ
a cura di Alberto Salvadori, Luigi Fassi e Lim Wei Ling 

Progetto espositivo phygital ideato e prodotto da particle
in collaborazione con Fondazione ICA, Milano

Introduzione a “Fragilità” sul canale Instagram @particle____: 3 – 10 marzo 2021
Piattaforma di accesso e public program: 10 marzo 2021
www.particle.art/fragilita

Fragilità” è il primo progetto espositivo ideato e prodotto da particle, in collaborazione con Fondazione ICA Milano, in cui la dimensione fisica e digitale si completano e integrano in una realtà “phygital” a forte impatto emozionale e relazionale.

“Fragilità” prevede un percorso fisico integrato da una piattaforma digitale dedicata, accessibile a partire dal 10 marzo 2021 all’indirizzo www.particle.art/fragilita, che il pubblico può visitare, scoprendo proposte di approfondimento, digressioni e momenti di riflessione condivisa.
Il percorso in mostra, che avrebbe dovuto inaugurare al pubblico a Kuala Lumpur lo stesso 10 marzo 2021, è stato sospeso a causa dell’emergenza sanitaria e la sua fruizione sarà al momento consentita solo online.
Resta quindi la fruibilità piena di tutto il dispositivo digitale, concepito in controcanto alla mostra in presenza.

Francesco Simeti, Unrelenting, 2020. video animazione, edizione di 5, 5′.

Courtesy l’artista e Magazzino Italian Art, Cold Spring NY

“Fragilità” è curata da Alberto Salvadori, direttore di Fondazione ICA Milano, Luigi Fassi, direttore del MAN di Nuoro, e Lim Wei Ling, direttrice dell’eponima galleria in Kuala Lumpur ed è organizzata con il sostegno dell’Ambasciata d’Italia in Kuala Lumpur – Malesia, con la partecipazione di Culturit e Venini che, in occasione del centenario dalla sua fondazione, dimostra ancora una volta capacità di volgere il proprio sguardo al futuro sostenendo la creatività contemporanea.

Il percorso espositivo indaga il concetto di fragilità nella produzione artistica contemporanea, attraverso le opere di otto artisti, quattro italiani e quattro malesi: Anida Yoeu Ali, Riccardo Benassi, Anurendra Jegadeva, Masbedo, Maria D. Rapicavoli, Wong Chee Meng, Francesco Simeti, Rajinder Singh.

Un tema quanto mai attuale, in relazione alla recente crisi sanitaria, economica e sociale che ha investito il mondo a causa del dilagare della pandemia da Covid-19, rendendo evidente quanto la fragilità sia una condizione propria dell’essere umano e del sistema civile. Comunemente intesa con una accezione negativa, l’arte e la psicologia dimostrano come la fragilità racchiuda in sé valori fondamentali e costruttivi come la capacità di creare empatia con l’altro, la sensibilità, l’intelligenza e l’intuizione.

Wong Chee Meng, 13 Safe and Sound, 2020. Acrilico su tela, courtesy Wei Ling Gallery

Nelle parole dei curatori Alberto Salvadori, Luigi Fassi e Lim Wei Ling: “La fragilità è un equilibrio costantemente instabile ma anche qualcosa che esiste come dato essenziale, in ogni momento della condizione umana. La fragilità è anche uno stato di grazia, un elemento di formazione e crescita attraverso le esperienze in ogni età della vita, condizione fondativa dell’avventura delle esperienze interpersonali.”

“Fragilità” si articola lungo tre diverse fasi: un’introduzione al progetto tramite i canali social, una mostra fisica– al momento sospesa a causa del dilagare della pandemia da Covid-19 – e una piattaforma permanente online.

Tutto inizia con un ciclo di proposte interattive sull’account Instagram @particle____, volto a introdurre il concetto stesso di fragilità, che accompagnerà il pubblico sino allo svelamento della piattaforma online.

Il percorso espositivo si compone di un’opera per ciascuno degli artisti coinvolti tra video, fotografia, pittura e arte digitale. Il visitatore può addentrarsi nella scoperta della mostra e degli artisti protagonisti, esplorando la piattaforma www.particle.art/fragilita. Online le opere assumono vite molteplici, grazie a una comunicazione diversificata che include approfondimenti multimediali quali video, podcast e altri contenuti definiti insieme agli artisti stessi, stratificati e indicizzati attraverso un tema che rimanda a una specifica declinazione del concetto di fragilità.

La mostra “Fragilità” coinvolge nella definizione del suo particolare format diverse comunità: le istituzioni di rappresentanza all’estero, il mondo degli studenti universitari, il sistema dell’arte, brand e aziende italiane. Mondi differenti che, grazie all’arte contemporanea, si incontrano e collaborano nella creazione di un progetto comune. Rappresentanti di queste diverse comunità sono stati infatti chiamati a riflettere sul concetto di fragilità a partire dal proprio background culturale, dando corpo a un confronto aperto con i curatori e gli artisti. Il risultato è un viaggio unico e irripetibile nelle svariate accezioni che il termine fragilità può assumere, destinato ad arricchirsi man mano che l’esposizione verrà visitata.

Attraverso il sito www.particle.art/fragilita, sarà sempre disponibile un programma di iniziative per il pubblico composto da laboratori, appuntamenti con i curatori e tavole rotonde, sia in presenza sia da remoto. Digressioni che coinvolgono direttamente tutti gli stakeholder, attraverso formule di riconoscimento, appartenenza e soprattutto partecipazione diretta. Il pubblico stesso diventa protagonista dell’esposizione, personaggio di una narrazione in cui ha la possibilità di esprimere il proprio punto di vista, parlare direttamente con gli artisti, gli organizzatori e tutta la community di utenti.

Tra reale e digitale, forme impalpabili di pensiero e la concretezza delle emozioni, la mostra dà corpo a un percorso avvolgente, dove la materia dell’arte si traduce in un’esperienza in continua trasformazione, che si offre alla sensibilità dei suoi ospiti” spiegano i curatori.

Anurendra Jegadeva, Grey Dancer II, 2020. Acrilico su tela. Courtesy Wei Ling Gallery

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