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G8 – L’inutile parola del mondo. La lezione di Pechino

Settembre 01
02:00 2008

Che la commedia continui. Dal Gx di ieri, ad oggi G8 e (forse) domani G10 o + 5, l’inutile passerella dei Capi di stato o di governo ha uno scopo. Affermare il diritto decisionale dell’economia e dello sviluppo necessario ai propri interessi nazionali, ignorando gli equilibri dello sfruttamento della terra e disinteressandosi di istituzioni mondiali (si fa per dire, avendo mani e piedi legati dai grandi) come la FAO, l’UNICEF e lo stesso ONU, in teoria garanti degli indirizzi istituzionali mondiali. Ad ogni buon conto, essendo umanitari, stanziamo qualche miliardo per i poveri del mondo. Certo, loro potrebbero estrarre qualche barile di petrolio in più (visto che ci serve), considerato che (forse) nel 2050 dimezzeremo i veleni nell’atmosfera. India, Cina, Brasile, Messico e Sud Africa, li portiamo nel circo. Tutti per questo impegno. Dopotutto il 2050 non è lontano, è un buon compromesso. 2050. Dimezzano le emissioni, sulla carta ed anche condizionata agli interessi delle nazioni. Ancora 42 anni che sommati a 35 fanno 77 (presunta vita media, auguri). Per le statistiche, tutti coloro con più di 35 anni non sono interessati alla risoluzione del G8/2008. Il 70% dei cittadini di questo mondo (considerate le scarse nascite nel mondo occidentale e Cina) non sono nei pensieri di quattro politicanti intenti a difendere il PIL nazionale, utile solo per la ricchezza del consumo (e di chi ne controllo il flusso), anche passando sui corpi degli stessi cittadini. Eventuali distorsioni o cataclismi saranno classificati come “effetti collaterali” del benessere, o definiti: fiumi assassini, montagna ingrata, mare omicida. Le mutazioni ambientali sono un dibattito per ciechi (alcuni sentono bene solo il suono degli interessi), vissuto a tutte le latitudini, da tutte le nazioni. Maremoti, tornado, siccità e violenti temporali in zone temperate hanno in questo periodo un riscontro ai poli. Il passaggio a nordest sarà compiuto con la stagione calda (gli islandesi raggiungeranno a nuoto la Corea). Lo scioglimento dei ghiacciai al sud, in pieno inverno, è lo Champagne con cui al G8 si brinda al futuro mondiale. È di queste ore la notizia che la Cina ha raggiunto il suo scopo alle Olimpiadi di Pechino, il temuto inquinamento dell’aria è ridotto, si vede il cielo. Quasi inesistente, o almeno come in altre “normali” località, l’inquinamento. Certo, due miliardi di cinesi che soffiano hanno fatto il miracolo! Non sembra, ma è bastato ridurre drasticamente la circolazione, chiudere temporaneamente le fabbriche inquinanti (tutti a vedere le Olimpiadi), ed in tempi brevi sono tornati a vedere l’azzurro del cielo. Allora qualcosa si può fare? Certo non saremo noi a fermare le “Ere Storiche” di questo mondo. Dovremo, quantomeno, rispettarle e vivere nel presente, e non (forse) nel mondo che verrà.

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