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Giornata di protesta contro il 5G

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Giornata di protesta contro il 5G

Giornata di protesta contro il 5G
Gennaio 28
18:21 2020

Scienziati ed associazioni ambientaliste chiedono una moratoria sulla nuova tecnologia 5G

Sabato 25 gennaio c’è stata una protesta internazionale contro la rete 5G, in via di installazione, che ha visto gruppi di cittadini scendere in piazza per far conoscere alla popolazione le gravi conseguenze che ci saranno con questa tecnologia. Ma tutto ciò è passato sotto silenzio perché i media nazionali non ne hanno dato notizia. Con la nuova tecnologia 5G saranno inviati migliaia di satelliti nello spazio ed installate antenne ovunque sulla terra, che emetteranno su tutti gli esseri viventi pericolose microonde millimetriche attive 24 ore su 24. Gli Stati sinora sono apparsi preoccupati solo di vendere le frequenze alle grandi aziende di telefonia, allettati dalle ingenti somme di denaro che sarebbero entrate nelle casse pubbliche, ma non hanno pensato in alcun modo alle conseguenze sulla salute delle persone e dell’ambiente. Davanti a questa prospettiva il professore americano Martin Pall ha detto allarmato: “Come conseguenza del 5G prevedo che ci saranno molti organismi che saranno molto più colpiti di noi esseri umani, e cioè insetti, uccelli, piccoli mammiferi ed anfibi. Ed anche piante, compresi gli alberi ad alto fusto. E non solo. Prevedo che ci saranno catastrofi ecologiche, inclusi vasti incendi perché le esposizioni ai campi elettromagnetici renderanno le piante molto più infiammabili. Prevedo pure conseguenze gravi per la salute umana: epidemie di cecità, disfunzioni renali e tumori”. Per approfondimenti vale la pena di consultare il sito https://oasisana.com/2019/03/09/stop-5g-martin-pall-     C’è da chiedersi allora se i vantaggi di essere tutti interconnessi senza fili per ricevere dati ad una velocità 100 volte superiore della connessione 4G, la migliore tecnologia disponibile oggi, può mettere in ombra le conseguenze negative del 5G. Certo sarà allettante avere veicoli a guida autonoma, diagnosi a distanza e tanti altri sviluppi industriali, ma serviranno frequenze radio con un’ampiezza di banda 30 volte maggiore di quanto richiesto sinora. E purtroppo tutte le radiazioni da radiofrequenza e da microonde emesse da tecnologie senza fili sono da considerarsi “cancerogeni certi per l’uomo”. L’unica tecnologia non pericolosa per la salute dell’uomo e dell’ambiente è la trasmissione via cavo (quella di tv, radio, telefonia + banda larga).                       Che ci sia un nesso tra i tumori e l’uso di cellulari lo ha ribadito recentemente la Corte d’appello di Torino tenendo conto di studi epidemiologici sui topi. Il dispositivo della sentenza cita lo studio dell’americano National Toxicology Program finanziato con fondi pubblici e quello  dell’Istituto Ramazzini di Bologna. I topi da laboratorio sottoposti a radiazioni costanti con potenza 2 e 3G hanno prodotto tumori al cervello e al cuore con un’incidenza statisticamente significativa rispetto ai topi non sottoposti alle stesse radiazioni, che non hanno infatti avuto conseguenze. La stessa Corte d’appello di Torino ha sentenziato che non bisogna dare importanza agli studi non indipendenti, in quanto finanziati dall’industria di telecomunicazione in conflitto d’interessi, come ad esempio gli studi dello Iarc (Organizzazione mondiale della sanità).   Già oggi con gli attuali cellulari molte persone si sono ammalate, o perché sono state per motivi di lavoro molte ore al giorno collegate al telefono cellulare, o perché hanno tenuto il telefonino nel taschino interno della giacca. Nel primo caso hanno riportato un tumore al nervo acustico e nel secondo caso un tumore al cuore, che ha provocato infarto. Tumori, questi, chiamati schannoma. Ma si sono verificati anche casi di infertilità per quei giovani che hanno portato per anni il cellulare nella tasca dei pantaloni. Dunque dovrebbe valere il principio di precauzione almeno per la tecnologia 5G, più pericolosa di tutte quelle già in uso. Poiché andremo inevitabilmente incontro ai suddetti rischi, 180 scienziati nel mondo hanno firmato una petizione per chiedere agli Stati una moratoria sul 5G, petizione a cui si sono associate diverse associazioni ambientaliste.

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