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“ Gita in tram” – Nemi 04/06/2015

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“ Gita in tram” – Nemi 04/06/2015

22 Maggio
11:39 2015

suo entusiasmo per una novità, quello della rete tranviaria delle colline a sud di Roma, che all’inizio del novecento cambiò radicalmente le abitudini dei cittadini e il collegamento tra le varie realtà del territorio castellano, fino ad allora parcellizzato.

A raccontarci questa storia affascinante e leggendaria arriva ora una bella fatica letteraria che sarà presentata il prossimo 04/06/2015 ore 18 presso la Sala Minerva di Palazzo Ruspoli a Nemi, all’interno della 82^ Sagra delle fragole, a cura dell’Associazione culturale “Il Laboratorio di Grottaferrata” e dell’Associazione dei Nuovi Castelli Romani. L’opera si chiama “Gita in Tram ai castelli Romani” (edito da Bibliotheka edizioni) ed è stato scritto da due amanti e profondi conoscitori dei Castelli, Alberto Procaccini e Luciano Vergati. Impegno che attraverso oltre 200 illustrazioni, celebra il percorso del Tram (primi anni del secolo scorso) lungo dieci paesi del castelli romani, Roma, Grottaferrata, Frascati, Rocca di Papa con la sua funicolare, Marino, Castel Gandolfo, Albano, Genzano, Lanuvio e Velletri. ha avuto il patrocinio di tutti i comuni interessati oltre alla concessione del logo. E’ un piacevole ricordo per alcuni e un pezzo di storia sconosciuta per i più giovani.
La nascita delle rete tranviaria dei Castelli Romani risale al 1901, quando la Società delle Tramvie e Ferrovie Elettriche di Roma (STFER), fondata due anni prima, riesce a ottenere la concessione per le linee Roma-Grottaferrata e Frascati-Grottaferrata-Genzano con diramazione Squarciarelli-Valle Oscura nonché della funicolare Valle Oscura-Rocca di Papa. Il successo della tranvia è immediato e la STFER, anche facendo seguito alle richieste provenienti soprattutto dal comune di Velletri, decide di estendere la propria rete collegando Albano con Roma anche lungo il percorso più diretto, che seguiva la via Appia, prolungando la linea da Genzano a Velletri. Con l’apertura della diramazione per Lanuvio, l’8 luglio 1916, la rete raggiunge la sua massima estensione.
Passano i decenni a il tram dei Castelli romani diventa non solo un mezzo di comunicazione, ma anche fonte di ispirazione per stornelli, poeti e scrittori. Il suo lungo peregrinare dentro i paesi, per scorci e panorami così diversi tra loro e allo stesso tempo straordinari sotto il profilo ambientale, diventa meta preferita di gite e spostamenti, trasformandosi così nel vero valore aggiunto – sul piano dell’indotto economico – di un’area geografica che in questi anni conosce fama e notorietà. Dopo la seconda guerra mondiale, però, il mito si consuma, la società cambia, il trasporto su gomma rivoluziona ogni abitudine. Macchina dopo macchina, pullman dopo pullman, gli italiani diventano sempre più individualmente autonomi o veloci. La popolazione aumenta, nascono nuovi quartieri, gli spazi si restringono. La via del ferro viene così progressivamente abbandonata e negli anni cinquanta, fino ai primi anni del sessanta del novecento, il tram diventa obsoleto, fino alla dismissione di tutte le tratte. Un passo inevitabile e nocivo, a vederla con i nostri occhi, considerato l’elevato traffico che ogni giorno blocca letteralmente le strade di collegamento dei castelli romani come se si abitasse in città.
La lenta rinascita della funicolare di Rocca di Papa sancisce oggi quel ripensamento sulle abitudini e sui metodi di vita delle città che forse è il simbolo di un periodo storico, quello odierno, che sta maturando nuove scelte e quindi destinato a misurarsi su sfide difficili e quanto mai necessarie.
Il libro di Procaccini e Vergati, in questo senso, è prezioso per la ricostruzione documentale e storica di un momento di vita dei Castelli romani che ha segnato la memoria collettiva in modo indelebile e romantico.

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