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Hotel Penicillina, storia d’una fabbrica diventata rifugio per invisibili

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Hotel Penicillina, storia d’una fabbrica diventata rifugio per invisibili

Hotel Penicillina, storia d’una fabbrica diventata rifugio per invisibili
Settembre 24
07:22 2020

Hotel Penicillina. Storia di una grande fabbrica diventata rifugio per invisibili di Anna Ditta, Marco Passaro, Andrea Turchi. Prefazione di Mauro Palma, introduzione di Luigi Cerruti, postfazione di Matteo Balduzzi

Roma – Gli autori incontreranno i lettori lunedì 28 settembre presso il CineVillage Arena – Parco Talenti (Via Arrigo Cajumi) alle ore 19. Dialogherà con loro Patrizia Sterpetti, presidente di WILPF Italia (Women’s international league for peace and freedom), che ha curato lo sportello di orientamento lavorativo per gli ex abitanti della fabbrica.

Lungo via Tiburtina, a Roma, a ridosso della borgata di San Basilio, sorge lo stabilimento della Leo Penicillina, la prima fabbrica a produrre il prezioso antibiotico in Italia, inaugurata nel settembre del 1950 alla presenza del Premio Nobel per la Medicina sir Alexander Fleming. Anna Ditta, Marco Passaro e Andrea Turchi ripercorrono nel libro dal titolo Hotel Penicillina. Storia di una grande fabbrica diventata rifugio per invisibili, lo sviluppo della fabbrica che fa diventare la Leo – così era affettuosamente chiamata dai lavoratori – un importante polo industriale della zona, con un forte legame con le vicine borgate. Le prime crisi industriali vedono un declino che passa dall’occupazione della fabbrica fino all’abbandono della struttura, che diventa un luogo di ritrovo per disperati, poi sgomberato nel 2018 con drammatiche conseguenze. A parlare sono gli ex lavoratori e dirigenti della fabbrica, le persone che vi hanno vissuto fino allo sgombero, gli attivisti e operatori che hanno fornito loro assistenza, gli abitanti del quartiere che lottano per la bonifica e la riqualificazione della struttura.

Gli Autori

Anna Ditta (Castelvetrano, 1991), giornalista, vive a Roma dal 2010. Scrive per il giornale online TPI (The Post Internazionale) e collabora con altre testate. Ha pubblicato Belice (Infinito edizioni, 2018).

Marco Passaro (Messina, 1987), fotografo, laureato in Storia dell’Arte, frequenta la Scuola Romana di Fotografia e Cinema ed entra a far parte del collettivo curatoriale ALAgroup, con cui concepisce e realizza progetti di arte pubblica e partecipativa. Si occupa di fotografia documentaria e di reportage; lavora presso l’agenzia Fotogramma.

Andrea Turchi (Roma, 1948), chimico, si occupa da tempo di storia della scienza e della tecnologia, con diversi articoli e saggi all’attivo; ha insegnato chimica negli istituti superiori e ha collaborato per molti anni con l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, prima come estensore di voci scientifiche, poi come responsabile editoriale di diverse opere e condirettore.

Per informazioni:
Infinito edizioni: 059/573079 – 331/2182322

 

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