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I bluff della politica

I bluff della politica
maggio 28
09:31 2013

Bluff-politicoSe si parla di politica vi è rischio di autolesionismo o di ripetere sempre le stesse parole. La politica, anche volendosene disinteressare, scandisce i tempi della nostra vita, i ritmi della società. L’illusione elettorale si esprime in programmi e promesse, dove spesso i reali interessi della comunità passano in secondo piano.
Finalmente l’Italia ha risolto i suoi problemi: l’IMU è sospesa. Ancora una volta lo specchietto per le allodole ha avuto successo. L’80% del costo dell’IMU varia tra i 200 e poco più di 400 euro.

Con questi denari, ci hanno detto: «Gli italiani possono spendere e muovere l’economia» (Brunetta); «come promesso abbiamo bloccato l’IMU, ora l’abrogazione» (Berlusconi); «l’IMU non è una vittoria del PDL è anche nel nostro programma» (PD e M5S). Tutti offrono agli italiani l’elemosina: eccovi due soldi, spendeteli. Il lavoro, la corruzione, i capitali all’estero, il falso in bilancio, le associazioni mafiose imprenditoriali, gli stipendi milionari dei manager (i migliori fanno buchi finanziari di milioni di euro), i miliardi per inutili armamenti (giochi per grandi generali), i privilegi della politica, il 20% di immobiliare milionario, questi sono i vincitori del bluff IMU. Sia ben chiaro, una normativa relativa alla prima casa collegata al reddito è un obbligo dello stato sociale per la difesa dell’abitazione, l’esenzione per bassi redditi, la riduzione nei medi redditi (se possibile uno studio reale, non di parte, sviluppato da esperti). Con la scure calata sull’IMU ai nostri 400 euro si contrappongono migliaia di euro di chi non ha problemi di contabilità di fine mese. Certo questi due miliardi finiti nella tasca destra degli italiani verranno prelevati nella tasca sinistra con l’innalzamento dell’aliquota IVA al 22%, oppure con ulteriori tassazioni classiche quali benzina, sigarette, ovviamente consumi di massa. Veramente un gran risparmio, è la proposta della vendita di mutande e canottiere e …! A conferma di ciò anche lo stesso Presidente del Consiglio dice ai cittadini: «… tu non camminerai mai da solo…», è vero, c’e sempre qualcuno dietro. Certo investire le poche risorse nel lavoro, la semplificazione, in modo particolare per le piccole imprese, rischiava di creare qualche posto di lavoro, a quel punto pagare le 200/400 euro anno potrebbe non essere un problema!
È ordinario ascoltare i media parlare di crollo del mercato delle abitazioni, individuando il problema nella sfiducia dei cittadini nelle tasse sulla casa. In parte è vero (a mio parere piccolo se la tassazione assumesse valore del reddito), il punto focale resta l’alto costo delle abitazioni (dove i guadagni si attestano tra il 300-500%) e nella chiusura delle banche nel finanziare il mattone. Un altro argomento estremamente ordinario sono i costi della politica. Nulla da obiettare, un inutile stuolo di nullafacenti invade Comuni, Circoscrizioni, Comunità Montane, enti parastatali, Province, Regioni, Senato, Camera dei Deputati, uno stuolo di doppie se non triple copie. Questo si è reso possibile grazie alla mancanza di ricambio generazionale ed alla stagnazione dei partiti della cosiddetta prima e seconda Repubblica, ma realmente la stessa con evoluzione di scena teatrale. La politica di partito ha giocato a rubamazzo appropriandosi dell’intero sistema sociale e produttivo, sia pubblico (RAI, SIP, ENEL, Finmeccanica, Alitalia, Autostrade, Sanità etc.) che privato (Mediaset con frequenze gratis, appropriazioni automobilistiche da parte di FIAT).
In questo grande movimento regnano padrone la corruzione e concussione. In questo ultimo anno ovunque sia arrivata la mano della Guardia di Finanza i nostri amministratori sono stati trovati in una tavola imbandita di dolciumi. Non a caso una delle maggiori falsità è il “costo della politica”. È, invece, estremamente elevato il costo della corruzione e dei privilegi che si sono creati i politici ed i partiti. Analizziamo il nostro Parlamento. Adeguiamo i compensi alla media europea, circa 85.000 euro netti anno. Questa retribuzione è a copertura di qualsiasi onere ed impegno del parlamentare, di segretari o portaborse, di uffici o pernottamenti necessari per l’attività. Lo stesso che ogni operaio riceve come riconoscimento del proprio lavoro (parliamo di stipendi di 1200/2000 euro mese), esclusione fatta per rimborso documentato di missioni attinenti la carica ricoperta. Ogni parlamentare, all’esterno del palazzo, e quindi non più nelle sue funzioni, altri non è che il signor Rossi, Bianchi o Verdi. Questa condizione porrebbe una trasparenza nel rapporto economico rappresentanti-istituzioni.
Torna alla ribalta l’ineleggibilità di Berlusconi. In una nazione democratica non sarebbe possibile la sua presenza in Parlamento e non solo lui. Molti giustificano che è già stato sollevato il problema ed il Parlamento si è opposto. In pratica abbiamo chiesto all’oste se il vino è buono. In questo matrimonio forzato è in atto l’ultimo arroccamento della casta, saranno distribuiti dolciumi ai cittadini per ottenere il massimo del consenso. Ciò che non accadrà è la decurtazione dei privilegi di casta (qualche ritocco e piccole rinunce come doppi stipendi), pensioni d’oro, vitalizi, autorità nel nominare dirigenti, ditte appaltatrici, indirizzi economici (spesso nella corruzione ed in perdita per lo stato) e quanto altro passa scandire la nostra vita sociale, economica e di salute. In questo matrimonio litigioso, come sempre, sono i terzi che ne pagano le conseguenze.

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