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I gilet gialli italiani (spigolando)

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I gilet gialli italiani (spigolando)

I gilet gialli italiani (spigolando)
febbraio 06
17:51 2019

Dentro il manifesto dei gilet gialli italiani c’è un coacervo di rivendicazioni miste tra istanze storiche delle classiche sinistra e destra ideologiche e nuovo populismo post-ideologico che proviamo ad analizzare un po’ ‘alla grossa’:

Italexit (uscita dall’Unione Europea): ultima destra populista la più determinata a indurre il bisogno dell’exit nella popolazione ma disgraziatamente ciò accadesse poi mancherebbe un ‘convitato’ certo cui addossare le colpe di tutto;

Sovranità monetaria (emissione banconote di stato): idem con forte richiamo alle generazioni più adulte affezionate alla ‘lira’ (come Nerone d’altronde, eh eh eh…);

Sovranità diretta (Referendum popolari): sinistra classica e populismo post ma il richiamo ai radicali è innegabile, per quanto la serietà delle battaglie referendarie di questi ultimi è testimoniata dalla storia recente; con l’astensionismo che ‘avvelena’, ormai i nostri sistemi democratici bisognerebbe eliminare il quorum:

Taglio accise (carburanti, gas, luce): è vero che quella delle accise è la vera finanziaria aggiuntiva nascosta che tutti i cittadini sono costretti ad accollarsi ogni anno: questi ‘costi’ nascosti negli acquisti andrebbero resi trasparenti, lo dice anche la sinistra? Da qui i gilet francesi hanno acceso la loro battaglia popolare…La rivendicazione, però, blocca di nuovo le grandi manovre ecologiste per cercare di non arrivare al collasso planetario, ma forse occorreva spiegare prima a tutti, soprattutto a chi ha meno risorse e meno istruzione, che il sistema capitalista così com’è non è il migliore dei sistemi: i consumatori, spesso sprovveduti, si rivoltano. La storia insegna ai ‘padroni del mondo’ che bisogna essere meno cinici?

No global compact (reimpatrio immigrati irregolari): dopo che anche Salvini ha ammesso che per i rimpatri di tutti gli immigrati ci vorrebbero almeno ottanta anni e quindi questo travalica anche la sua esistenza terrestre, del ministro cioè; risaputo, però, che gli immigrati ci occorrono per mandare avanti il nostro sistema tutti i giorni col loro lavoro in panetterie, catene di montaggio, badanza anziani e portatori di handicap, questa è e resta una battaglia di estrema destra e dei populisti, che così sembrano firmare il manifesto (?);

Stop fattura elettronica (no alla dittatura fiscale): la chiarezza la chiedono da destra a sinistra – ma soprattutto chi non ha pazienza e si mette davanti al computer a prepararla ‘sta benedetta fattura (comunque macchinosa). La sua inefficacia quale mezzo per combattere l’evasione fiscale sarebbe riconosciuta trasversalmente dagli economisti, per una volta d’accordo con l’UE, infatti non è una misura dell’Unione;

Diritto al lavoro (chiusura agenzie interinali): le agenzie non sono state una bella invenzione, per niente, si sarebbe potuto fare di meglio ma all’inizio, negli anni ’90 per intenderci, e per esperienza diretta, sappiamo che hanno dato lavoro e ottimi stipendi. Poi si sono rivelate per quello che erano: altro prodotto di grosse imprese e multinazionali per ottenere lavoratori a basso costo nel lungo periodo, al fine di potenziare le proprie banche dati, i call center interni e i servizi ai consumatori, altro (in vista dell’Europa Unita). Gli accordi per la loro istituzione e utilizzo li hanno firmati tutti, destra e sinistra, sindacati. Vedremo, senza scetticismi, cosa produrrà il nuovo welfare autarchico del lavoro. In queste agenzie, almeno agli albori, il lavoratore testimoniava per se stesso e lavorando bene, impegnandosi, continuava a lavorare tramite rinnovo dei contratti. Non hanno prodotto tutte le assunzioni che ci si aspettava. Ma poi abbiamo capito che non era questo il loro fine;

Prima casa impignorabile (anche tra privati): la casa è un diritto, almeno la casa d’abitazione. La legge ha aperto alle manovre di molti furbi: nelle famiglie di ‘separati di comodo’ si hanno più case di prima abitazione. È il sistema di controllo che deve funzionare su una popolazione tanto attiva ‘nell’aggiustarsi al meglio’ ai fini fiscali, impadronendosi così delle risorse per chi ha davvero bisogno. Occorre anche però, lo dicono le cronache, dopo l’ubriacatura dei crediti facili, reimparare a contrarre debiti che si possano realmente affrontare, determinarsi nel pagarli, vivere del proprio (al netto di situazioni di indigenza che dovrebbero sempre poter essere sostenute). Sarebbe utile al cittadino poter fare affidamento su istituti di credito un po’ di più dalla parte dei loro clienti. Richieste non tanto strane trasversali a partiti e movimenti;

No obbligo vaccinale (libera scelta): nel migliore dei mondi, con una popolazione di poche centinaia di migliaia di abitanti, forse, si potrebbe anche fare, dietro parere di medici esperti. Navigando verso gli otto miliardi di abitanti molti dei quali viaggiano frequentemente, senza vaccini il pianeta si condannerebbe a terribili malattie al momento debellate ma non certo sparite dalla faccia della terra. Rivendicazione, davvero non semplice da liquidare in poche righe, figuriamoci con uno slogan…

Nazionalizzare (banche, assicurazioni, autostrade, Alitalia): idea a fasi storiche alterne di destra e di sinistra, buona spinta anche dal M5S, serve a prendere tempo; dopo anni d’avvio per nazionalizzare, si ritiene che si debba di nuovo privatizzare e così via. Il cambio d’approccio, più che politico, crea PIL, incrementa il dibattito. Sono le macchine amministrative pubbliche e private che devono funzionare meglio al servizio oltre che dei propri interessi e della burocrazia, al servizio del contribuente/cittadino (dalla sicurezza, al credito, dai trasporti, ai servizi). Anche queste non sono soluzioni attuabili tramite slogan, ma richiedenti studio e continua applicazione per aggiustarne il tiro in una società tanto complessa. Si dovrebbe debellare anche la corruzione: ma questa è un’altra favola, quella del pianeta Felicio privo di essere umani e delle loro debolezze…oppure no? (Serena Grizi) – immagine web –

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