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I REGOLAMENTI COMUNALI DI ALBANO LAZIALE E L’ACCALAPPIACANI

I REGOLAMENTI COMUNALI DI ALBANO LAZIALE E L’ACCALAPPIACANI
Agosto 16
20:30 2022

 

Una piccola esegesi di tre regolamenti del Comune di Albano Laziale.

Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale. Nel testo si afferma che “La Presidenza del Consiglio spetta al Sindaco; in caso di sua assenza o di legittimo impedimento, all’Assessore delegato, all’Assessore Anziano ai sensi di legge, o agli Assessori in ordine di Anzianità; in mancanza degli Assessori assume la Presidenza il Consigliere Anziano.” Dopo l’introduzione della legge del 1993 sull’elezione diretta dei sindaci non esistono più l’assessore anziano e le altre figure citate, ed il Consiglio comunale è presieduto dal suo presidente (che, tra l’altro, per il gravoso compito, riceve una indennità mensile di 1.750 euro) e non dal sindaco. Non sarebbe male introdurre, dopo quasi trenta anni, gli aggiornamenti alla legislazione vigente che è, comunque, di fatto praticata.

Regolamento delle Commissioni consiliari. Ad Albano sono istituite tre commissioni: secondo il Regolamento: ciascuna commissione è composta da 10 membri; nelle commissioni debbono essere rappresentati tutti i gruppi consiliari; lo stesso consigliere non può essere eletto in più di una commissione. Si pone un problema: il consiglio comunale è composto da 24 membri mentre ne servirebbero 30, i gruppi consiliari sono 12 e quindi qualcuno rimane fuori, a fortiori le commissioni possono avere al massimo 8 membri. Un riaggiustamento logico-aritmetico sarebbe auspicabile. E forse sarebbe utile conoscere come operano nei fatti le tre commissioni.

Il “Regolamento comunale di Polizia urbana” permette di fare un tuffo nel passato. I riferimenti normativi rimontano al Regio decreto n. 12 del febbraio 1911 e si fermano a una legge del 1977.

Nel testo di afferma che:

“è vietato impedire all’accalappiacani l’esercizio delle sue funzioni” (da un bel pezzo la funzione viene notoriamente svolta dal Servizio veterinario della ASL e non dal Comune),

la circolazione urbana è disciplinata da una legge del 1959 (come se non vi fosse stato qualche piccolo cambiamento nelle decadi successive),

i calmieri annonari di prima necessità e i relativi prezzi sono regolati da una legge del 1930 (i più giovani forse non sanno che i generi annonari sono – erano, fortunatamente-, quelli razionati nei tempi di guerra),

“gli Agenti giurati delle società private legalmente costituite devono cooperare con gli altri agenti e funzionari per il regolare funzionamento dei servizi che attengono alla polizia urbana” (sorge qualche dubbio sulla liceità, in una società democratica, di effettuare d’imperio una coscrizione obbligatoria – forse l’estensore viveva ai tempi del non rimpianto Ventennio),

“è fatto divieto, nelle pubbliche vie e piazze: a) transitare spingendo avanti ruote di veicoli, cerchi, cerchioni di ferro, botti ed oggetti di qualunque dimensione che si girino sul loro asse: b) ogni giuoco a palla, bocce e qualsiasi altro giuoco; c) lanciare sassi, frutta e altri oggetti, anche senza intenzione d’offendere; d) innalzare aquiloni”. Un affresco di questo tipo di società si può trovare in una letteratura di autori locali che tratta la vita di Albano nei tempi andati, quando la città era un paese.

Insomma, il Regolamento emette un forte odore di stantìo e meriterebbe un adeguato aggiornamento al Ventunesimo secolo.

Fin qui alcuni regolamenti da revisionare e aggiornare. Ma cosa dire di quelli che mancano? Il Comune di Albano Laziale non dispone del regolamento sul cimitero (dove è capitato di sentirsi ingiungere che è vietato fare fotografie) e quello sulla gestione del verde.

E’ auspicabile che il consiglio comunale faccia finalmente il proprio dovere: solleciti gli Uffici a predisporre le bozze di regolamento da aggiornare o da introdurre ex novo, analizzarle nelle commissioni consiliari e infine approvarle in consiglio. Tutto ciò comporta un intenso lavoro che ormai da anni i consiglieri hanno eluso. Chi si candida a rappresentare i cittadini è chiamato non soltanto a fare sporadici interventi in consiglio comunale, spesso incomprensibili ai cittadini presenti che si contano sulle dita di una mano, ma impegnarsi a fondo per contribuire a creare un quadro di regole per la comunità. Il vuoto regolamentare sul tema del verde pubblico avrebbe “costretto” l’amministrazione a effettuare in maniera appropriata le manutenzioni, così che si sarebbe potuto evitare l’abbattimento di alcune alberature di Villa Doria e di Villa Ferraioli, argomento diventato di estrema attualità dopo gli eventi meteorologici dell’8 luglio 2022.

Il consiglio comunale potrebbe avviare, con il decisivo apporto degli Uffici comunali e degli assessori, anche la verifica degli altri 66 regolamenti comunali con annesse delibere attuative e aggiornamenti – se tanto mi dà tanto si tratterebbe di fare il maquillage a decine di documenti. Potrebbe valutare anche se non sia necessario e urgente introdurre nuovi regolamenti, come quelli sul cimitero e sul verde pubblico. Come avrebbe detto in questo caso Charles De Gaulle, si darebbe avvio a un “Vaste programme”.

 

 

 

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1 Commento

  1. Antonio Iadevaia
    Antonio Iadevaia Agosto 16, 21:42

    Giorgio hai dimenticato il regolamento per le Consulte di cui si è persa traccia ( o forse te lo sei riservato per un articolo specifico?)

    Reply to this comment

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