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IDEE PER UN POSSIBILE FUTURO POST COVID-19

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IDEE PER UN POSSIBILE FUTURO POST COVID-19

IDEE PER UN POSSIBILE FUTURO POST COVID-19
Novembre 26
15:53 2020

correva la prima metà dell’anno 2012 quando un gruppo di cittadini di Velletri diedero vita a Velletri 2030, stanchi di sentir parlare di Velletri al passato, continuamente rievocando gli anni sessanta del secolo scorso, quando a Velletri arrivarono personaggi del calibro dello scrittore e drammaturgo Juan Rodolfo Wilcock e di uno dei suoi interpreti più celebri come Vittorio Gasmann, la Scuola Allievi Sottoufficiali dei Carabinieri e la Sezione distaccata dell’Istituto Tecnico Enrico Fermi, solo per citarne alcuni.

Erano gli anni in cui si dibatteva molto sulle idee di Zygmunt Bauman di “Modernità liquida“, e Velletri 2030 scelse il motto del Professore John Homer Schaar, morto nel 2011,  per esprimere la necessità di progettare il proprio futuro. Per qualche anno si navigò al buio, almeno fino all’anno 2015 quando arrivarono due fari che illuminarono la strada verso il futuro. L’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco il 18 Giugno, e poi l’Agenda 2030 dell’ONU il 25 Settembre. Per gli anni a venire, e fino agli inizi dell’anno 2020, è stata una gara tra tutte le Istituzioni dimostrare che stavano seguendo i principi esposti nei due documenti citati, ed in particolare che ogni iniziativa era rivolta a perseguire uno o più dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. In buona sostanza, si trattava di non farsi travolgere dallo sviluppo tecnologico dilagante, ma di usare la tecnologia per un Benessere Equo e Sostenibile.

Ma le cose sono cambiate drasticamente agli inizi dell’anno 2020, quando il dilagare della pandemia COVID-19 ha scompigliato tutti i piani pregressi e il genere umano si è trovato a dover fronteggiare un futuro in larga parte imprevisto, ripensando tutti i principi alla base dell’ingegneria sociale degli ultimi anni. Oggi siamo nel mezzo di questo periodo di smarrimento. Tutti stiamo cercando un futuro possibile.

Sono molti a proporci possibili scenari per un futuro post-coronavirus, tra questi è il co-fondatore di Microsoft Bill Gates che in una intervista alla Newsletter Inc.  del 18 Novembre 2020 disegna un probabile scenario della nostra quotidianità una volta superata la fase più acuta della pandemia tuttora in pieno corso: link https://www.inc.com/jessica-stillman/bill-gates-anthony-fauci-pandemic-changes.html

Per Bill Gates va innanzitutto modificato l’approccio delle persone al pensiero del futuro: è infatti scorretto – evidenzia – chiedersi quando torneremo alla normalità, occorre piuttosto cercare di capire come potrà cambiare la suddetta normalità: “Sento spesso le persone chiedere e chiedersi quando torneremo a una vita normale. Ma non noto quasi mai ragionamenti su cosa può essere considerato normale dopo un periodo come quello che stiamo vivendo, che di normale ha ben poco”. Quella “normalità” va infatti rivista “per molti anni” secondo l’imprenditore, con modi di lavorare e interagire che andranno incontro a radicali metamorfosi.

Ecco le principali previsioni di Bill Gates.

1. Le riunioni da remoto diverranno la normalità come pure lo “smart working”

“L’idea di imparare o di avere un appuntamento con il medico o di svolgere la propria attività solo attraverso lo schermo usando qualcosa come Zoom,Teams o WhatsApp, cambierà drasticamente il nostro stile di vita”.

2. Le prestazioni delle piattaforme di comunicazione telematica saranno notevolmente migliorate.

“Stiamo solo imparando ad usare le diverse piattaforme di comunicazione, per alcuni ancora troppo complicate da usare, ma ora le persone le usano così tanto che saranno sorprese dalla rapidità con cui le stesse saranno migliorate”.

3. Le attività imprenditoriali potranno condividere un ufficio a rotazione.

“Penso che le persone andranno meno in ufficio. Potranno anche condividere gli uffici con un’azienda in cui i suoi dipendenti entrano in giorni diversi da quelli in cui arrivano i nostri dipendenti”.

4. Sceglieremo di vivere in posti diversi.

“Nelle città che hanno molto successo le persone spendono una quantità folle dei loro soldi per l’affitto. Senza la necessità di avere un ufficio dove recarsi ogni giorno, stare in posti così costosi diventa meno attraente e una casa più grande in una comunità più piccola con meno traffico diventerà più attraente”.

5. Socializzeremo meno al lavoro e più nella nostra comunità.

“Penso che la quantità di contatti sociali che scaturiscono dal nostro lavoro potrebbe diminuire, quindi il nostro desiderio di avere più contatti sociali nella nostra comunità con i nostri amici potrebbe aumentare perché, in particolare, se stiamo facendo molto lavoro a distanza, quindi il nostro desiderio di socializzare, la nostra energia per socializzare dopo aver smesso di lavorare, sarà un pò maggiore.

6. Le cose non torneranno completamente alla normalità per molto tempo.

“Anche quando i numeri dei decessi per COVID-19 saranno molto bassi, penso che molte persone rimarranno abbastanza conservatrici nel loro comportamento, soprattutto se vivono con persone anziane il cui rischio di essere molto malate è piuttosto alto”.

7. La prossima pandemia non sarà così grave.

“Il motivo principale per cui avrà un impatto meno distruttivo è che ci saremo esercitati. Avremo fatto giochi di malattie come i giochi di guerra, e quasi tutti i paesi risponderanno come hanno fatto la Corea del Sud o l’Australia, dove stanno rapidamente testando le persone e se necessario mettendoli in quarantena, inoltre i nostri strumenti per i test saranno molto migliori.

Altri scenari per il futuro post-coronavirus sono stati proposti dall’opinionista Martin Wolf sul Financial Times dello scorso 3 Novembre. Martin Wolf propone un elenco di dieci cose che la crisi da COVID-19 cambierà nel lungo termine. Cosa ci hanno insegnato 10 mesi di Covid-19? Per il momento, quello che sappiamo è che il mondo non era preparato ad affrontare la pandemia, e che il virus ha causato finora circa 1,2 milioni di morti, soprattutto tra gli anziani, e alcuni Paesi hanno reagito meglio di altri. Il COVID-19 ha provocato una recessione economica di enormi proporzioni, tutt’altro che uniforme tra i vari Paesi. Dalla globalizzazione, al fallimento dei populismi, all’uso della tecnologia: ci troveremo davanti un mondo diverso. Per ogni approfondimento, link: https://www.ft.com/content/9b0318d3-8e5b-4293-ad50-c5250e894b07

Per fortuna che in mezzo a tante incertezze si è acceso un nuovo faro, con la nuova Enciclica di Papa Francesco “Fratelli Tutti”, che declina insieme la fratellanza e l’amicizia sociale, e con il suo intervento al Forum “The Economy of Francesco”.

“Non siamo condannati a modelli economici che concentrino il loro interesse immediato sui profitti come unità di misura e sulla ricerca di politiche pubbliche simili che ignorano il proprio costo umano, sociale e ambientale”. Lo ha detto Papa Francesco nel videomessaggio a conclusione di “The Economy of Francesco”, il Forum di Assisi, 21 Novembre 2020.

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