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Ieri è stato un grande giorno per l’Italia…

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Ieri è stato un grande giorno per l’Italia…

Ieri è stato un grande giorno per l’Italia…
giugno 03
20:16 2019

«Roma 3 giugno 1946

Caro Franco!

[…] Ieri è stato un grande giorno per l’Italia. Ti confesso che quando ho avuto le schede in mano il mio cuore ha accelerato i battiti e la mia mano non era più tanto ferma. Sapevo che il mio voto insieme a quello di tanti altri avrebbe deciso le sorti del Paese; speriamo che Dio ci abbia ispirati per il meglio. Le cose sono andate abbastanza bene per quanto difettasse l’organizzazione. Io ho fatto presto: tre quarti d’ora appena ma la mamma è dovuta tornare per ben tre volte e alla terza ha fatto una fila di 2 ore e Cesare pure. Pure essendo apolitica confesso di aspettare con una certa ansia l’esito ed anche con un po’ di preoccupazione. Mi ha fatto tanta pena sapere che migliaia d’italiani non hanno potuto votare! Un individuo ieri, dando la colpa alla Monarchia per aver tergiversato fino ad oggi per il referendum appunto per aspettarvi, diceva che non era giusto che per quattro gatti si dovesse rimanere tra color che son sospesi; alla qual cosa ho chiesto duramente se voi non eravate italiani come noi! Ma so che con chi spera che con l’avvento della Repubblica l’Italia guazzi nell’oro, nell’abbondanza, non si può parlare! Questa è la maturità politica di certa gente! Non sanno che con la repubblica è necessaria la disciplina più stretta, che bisogna conoscere più i doveri dei diritti.

Comunque, repubblica o monarchia ha un’importanza relativa. Quello che interessa è che il Capo sia veramente onesto e profondamente italiano, che non faccia pro-domo-sua ma l’interesse del Paese. Abbiamo bisogno di essere uniti e concordi per riprenderci moralmente e materialmente. […]

Ti aspetto presto e ti abbraccio affettuosamente.

Anna»

Una lettera commovente e carica di Libertà…che l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano ha fatto arrivare ai suoi ‘affezionati’, ieri, 2 giugno, Festa della Repubblica.  «La lettera di Anna Maria Marucelli – riporta ancora la news letter dell’Archivio – (madrina di guerra) a Franco Leo (prigioniero) è tratta dall’epistolario vincitore del Premio Pieve 2013 e conservato nell’Archivio di Pieve Santo Stefano, pubblicato nel 2014 da Terre di mezzo Editore col titolo Scrivimi molto e a lungo.»

La bellezza delle raccolte diaristiche proposte dall’Archivio Nazionale è che come nient’altro avvicinano i nostri giorni a quelli di persone vissute qualche decennio fa o ancora viventi mentre attraversavano una delle fasi più costruttive e piene d’entusiasmo dell’esistenza, come può essere la gioventù, facendoci intravedere davvero lo spirito del tempo. Ancora meglio dei libri di storia che troppo spesso riportano le vicende dei regnanti, dei grandi vincenti o grandi perdenti, sfuggendo le difficoltà del vivere l’esistenza da persone ‘comuni’. In qualche passo della lettera sembra riecheggiare uno spirito ancora più universale per cui basterebbe sostituire alla parola repubblica il nome Europa e ancora la lettera manterrebbe il suo bel significato di apertura e democrazia seppure leggibile nello spirito di quegli anni. Alla lettura non può sfuggire, d’altro canto, come ogni passaggio storico, o importante momento di cambiamento e transizione trascorra carico di difficoltà e contraddizioni…Questi nostri giorni non sono di dopo guerra, ma pare che anche a noi occorrerebbe «essere uniti e concordi per riprenderci moralmente e materialmente. […]», guardando in volto le difficoltà reali, senza cercare capri espiatori, mettendoci impegno e speranza poiché poi, 73 anno dopo, abbiamo ‘qualche’ informazione in più sui nuovi mondi, è vero, ma anche su quanto siano ancora troppo lontani per i nostri incerti mezzi per farci sperare di abbandonare questo, l’unico che finora abitiamo… (Serena Grizi)

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