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Il caso curioso di “Un Paniere di Frutta dedicato al Bel Sesso”…

Il caso curioso di “Un Paniere di Frutta dedicato al Bel Sesso”…
Ottobre 20
17:35 2021

Un libro antico di cui esistono con tutta probabilità tre sole copie, il primo testo in italiano dedicato ai frutti declinati al femminile, e che fece un misterioso viaggio fino a…Cincinnati (Ohio), nelle mani d’un ricco mercante e filantropo amante dei giardini…

Un paniere di frutta dedicato al bel sesso a cura dall’Autore della botanica e del linguaggio de’ fiori a cura di Simona Verrazzo, Bardi edizioni

Può un piccolo volume di inizio Ottocento rappresentare una novità assoluta nel panorama editoriale italiano e, dopo quasi tre secoli e aver attraversato l’Oceano Atlantico, finire all’interno di un’asta milionaria? È quanto capitato a Un Paniere di Frutta dedicato al Bel Sesso, un libricino singolare la cui storia merita di essere raccontata e il cui testo di essere riproposto ai lettori del terzo  millennio.

Se tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento in Europa si stava diffondendo il filone letterario del rapporto tra fiori e donne, in cui spicca il tema del linguaggio floreale, lo stesso non si può dire in riferimento alla frutta. Il pubblico femminile, soprattutto di lingua inglese o francese, aveva varietà di scelta tra numerose pubblicazioni, mentre in Italia, a fare da apripista fu l’editore milanese Lorenzo Sonzogno che, nel 1828, pubblicò un almanacco dal titolo ammiccante, corredato da splendide cromolitografie dipinte a mano, La Botanica de’ Fiori dedicata al Bel Sesso. Il successo fu tale da spingerlo a inaugurare una vera e propria serie che arrivò a contare quattro volumi. Alla Botanica si aggiunsero prima Il Linguaggio de’ Fiori, poi I Fiori e le Donne, infine, nel 1832, Un Paniere di Frutta. Ciò costituì una piccola rivoluzione per il panorama editoriale italiano, poiché si trattò del primo, e al momento unico, libro dedicato alla frutta rivolto al pubblico femminile. Finora ‘alle dame’, ‘al gentil sesso’ o ‘al bel sesso’ (così si era soliti definire le lettrici), venivano proposti testi dedicati ai fiori, se non più in generale al giardinaggio, ma mai, così esplicitamente, quello della frutta. È da questo contesto storico-geografico, la Milano di inizio Ottocento, che si inaugura la storia di un volume unico nel suo genere.

«Il Sonzogno negli anni scorsi ha regalato il Bel Sesso della Botanica e del Linguaggio dei Fiori; ora il dono è più sostanzioso. Le albicocche, l’arancio, le ciriegie, i fichi, le fragole, i lamponi, il popone, la mela, le more, le pesche, le prugne, il ribes, l’uva ed altre frutta rare e per la varietà delle forme e de’ colori, e per la squisitezza de’ profumi furono trascelte ad empire il paniere», così si legge nella rassegna stampa del 1831 apparsa su Il Nuovo Ricoglitore ossia Archivi d’ogni letteratura antica e moderna con rassegna e notizie di libri nuovi e nuove edizioni, nota rivista letteraria del tempo. «Non comune erudizione – prosegue la recensione – Qualche allusione alle affezioni morali e qualche simbolo pur anco a riflessioni di maggior importanza, ecco i pregi di cui vantasi questo libretto di forma gentile e tale da solleticare l’altrui curiosità».

Le fonti dell’epoca rivelano un’accoglienza positiva della pubblicazione, sottolineando la varietà degli argomenti trattati, e dunque dei frutti presentati. Ma anche dal punto di vista estetico Un Paniere di Frutta rappresenta un’interessante novità: il volume si ispira a opere simili pubblicate nello stesso periodo in Francia, ma il frontespizio proposto da Sonzogno è originale e riproduce una meravigliosa ghirlanda fruttata, opera di Vittore Raineri, come si legge dalla minuscola iscrizione in basso a destra dell’illustrazione. Un’immagine dal forte impatto visivo, capace di catturare l’attenzione di chi si appresta a leggere. L’apparato iconografico è arricchito da cinque illustrazioni fuori dal testo, cromolitografie dipinte a mano, raffiguranti composizioni di frutta. Infine c’è l’aspetto linguistico.

Un Paniere di Frutta è il primo testo in lingua italiana, non una semplice traduzione, a cimentarsi sul tema della frutta per un pubblico femminile, un’impresa non semplice, rimasta anonima, ma dietro cui c’è la firma di Giuseppe Compagnoni, così come per i precedenti titoli della serie.

Queste le informazioni sul volume provenienti dal periodo storico in cui l’almanacco è stato realizzato. Oggi, in Italia, ne esistono soltanto due copie consultabili, una conservata presso la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia e l’altra presso la Fondazione Barbanera di Spello (Perugia). Una terza copia, ripubblicazione del 1870 dell’editore milanese Paolo Carrara, si trova presso la Biblioteca della facoltà di Filosofia dell’Università degli Studi di Padova.

Non ci è dato sapere in quanti esemplari Sonzogno stampò Un Paniere di Frutta, sicuramente una copia è uscita dall’Italia, giungendo fino agli Stati Uniti. Resta il mistero di come e quando abbia compiuto un viaggio tanto lungo al di là dell’Atlantico, quel che è certo è che ha lasciato una traccia  indelebile. Una copia di Un Paniere di Frutta,   infatti,   è entrata a far   parte della collezione di Cornelius J. Hauck (1893-1967), ricchissimo uomo d’affari di Cincinnati, nello Stato dell’Ohio, che dovette la sua fortuna alla produzione della birra. Un imprenditore, ma anche un filantropo, tanto che la sua proprietà terriera fu poi trasformata nel giardino botanico della città. Cornelius era solito definirsi “un giardiniere, prima di tutto” e arrivò a collezionare fino a 3900 libri su giardini, fiori, paesaggio, botanica, viticoltura, in quella che tutt’oggi viene considerata una delle più grandi raccolte di settore del mondo. Una parte dei suoi volumi è stata battuta all’asta da Chrstie’s a New York, tra il 27 e il 28 giugno 2006, totalizzando 12.401.780 milioni di dollari. Scorrendo il catalogo, tra i lotti battuti, esattamente al numero 500, appare una copia di Un Paniere di Frutta: valore stimato 800-1.200 dollari, aggiudicato per 3.120 dollari. Per ovvi motivi di privacy è impossibile risalire a chi l’abbia acquistata, ma fa piacere pensare, visto l’aumento del prezzo di partenza, che tutta l’eccellenza italiana con cui Un Paniere di Frutta venne realizzato abbia attraversato i secoli e, letteralmente, i mari e sia conservato e tramandato anche fuori dal nostro paese. Una storia nella storia che rende ancora più unico un piccolo libricino, un almanacco pensato per le donne la cui ricchezza culturale appartiene, tuttavia, a ciascuno di noi.

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