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Il grafene nel tessuto abbatte la carica virale del 99%

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Il grafene nel tessuto abbatte la carica virale del 99%

Il grafene nel tessuto abbatte la carica virale del 99%
Novembre 06
11:06 2020

Tessuto anti Covid sviluppato da Technow: il grafene nel filato abbatte la carica virale del 99%.
L’azienda svizzera con cuore italiano grazie al progetto “Graphene Inside the Future” ha ottenuto la
certificazione antivirale specifica contro il Covid-19 (SARS – CoV2) per i tessuti a base grafenica.
Con il grafene i tessuti ora possono essere anti Covid. Technow, azienda svizzera con cuore italiano
specializzata nello sviluppo di soluzioni innovative in campo tessile, ha ottenuto la certificazione
antivirale con particolare focus sul Covid-19 (SARS – CoV2). Il tessuto, sviluppato grazie
all’estrusione del grafene applicato direttamente nella fase di produzione del filo, dimostra l’azione
antivirale di questo materiale: elimina il virus depositato sul tessuto e garantisce protezione,
riducendone fortemente le possibilità di trasmissione. Il grafene. «Il grafene è un materiale di recente
scoperta costituito da un singolo strato di atomi di carbonio che ha caratteristiche fisiche incredibili»,
afferma Francesco Lazzati, tra i fondatori di Technow e terza generazione di una famiglia di
imprenditori italiani impegnati da oltre 60 anni in campo tessile. «Dopo numerose sperimentazioni
siamo riusciti a inserire una percentuale di grafene direttamente nel filato, combinando le comprovate
caratteristiche termiche con quelle antivirali e cercando di soddisfare le nuove esigenze tessili che
sono insorte a seguito della pandemia». Prosegue Lazzati: «Questo risultato è stato ottenuto
mediante la sola aggiunta del grafene al filato evitando l’utilizzo dei tradizionali trattamenti chimici
per conferire proprietà antibatteriche ai tessuti».
Il test
La scelta è ricaduta su uno dei pochi laboratori in Europa che
eseguono questo tipo di prove. Per il test antivirale, Technow ha
presentato un tessuto a maglia. «Il tessuto oggetto del test era
composto per il 90% di rayon a base grafenica al 2,5%, con
l’aggiunta di un 10% di elastomero per conferirne elasticità. Dato che
l’elastomero non ha proprietà antibatteriche, possiamo dire che il
tessuto testato presentava una concentrazione di grafene di circa il
Riccardo Fioretto 02/11/2020
Privacy
5/11/2020 Il grafene nel tessuto abbatte la carica virale del 99% – Il Progettista Industriale
https://www.ilprogettistaindustriale.it/il-grafene-nel-tessuto-abbatte-la-carica-virale-del-99/ 2/2
tessuto grafene 2
2%», prosegue Lazzati. «Parliamo di un tessuto di maglieria, facilmente utilizzabile
nell’abbigliamento». Il test, attuato nel rispetto della normativa di certificazione ISO 18184:2019, ha
previsto l’inoculazione del virus, in questo caso il Covid-19, e il controllo della sua sopravvivenza a
due ore di distanza. «Il risultato è stato sorprendente – sottolinea il fondatore di Technow -: il tessuto
ha superato il test registrando una riduzione della carica virale del 98,83%. È possibile pertanto
affermare che il grafene applicato nella percentuale minima del 2% conferisce al tessuto proprietà
antivirali intrinseche».
Gli utilizzi
«L’aspetto fondamentale di questa applicazione è nell’essere partiti
all’origine del processo produttivo, ovvero, nell’aver creato un filato
che solo con l’aggiunta del grafene, senza quindi alcun tipo di
trattamento chimico (antibatterico o antivirale), ha consentito di
ottenere tessuti perfettamente lavabili che conservano integralmente
nel tempo le loro proprietà termiche e antivirali». Questo risultato
apre di fatto una nuova frontiera nell’utilizzo dei tessuti per il
contenimento dei contagi. «Una prima ipotesi di utilizzo è quella delle mascherine: il tessuto potrebbe
essere il “guscio” all’interno del quale inserire dei filtri; sarebbe poi sufficiente sostituire questi ultimi
per avere sempre un dispositivo di protezione di elevata efficacia. Ma è ipotizzabile anche utilizzarlo
per farne delle sciarpe o i baveri delle giacche. E, visto che è il filato ad avere la base grafenica
antivirale, sarebbe possibile ottenere anche dei tessuti per arredo o, banalmente, delle coperture per i
sedili dei veicoli», aggiunge Lazzati. «Grazie a questo risultato abbiamo già iniziato a collaborare con
diverse aziende per le prime produzioni di tessuti antivirali e siamo sempre più convinti che il grafene
possa realmente rappresentare il futuro per l’intero settore tessile».

 

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