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Il “liutaio elettronico”: l’opera di PAOLO KETOFF, tra ricerca e avanguardia nella Roma degli anni ’60

Il “liutaio elettronico”: l’opera di PAOLO KETOFF, tra ricerca e avanguardia nella Roma degli anni ’60
Dicembre 17
15:57 2020

In live streaming dalla Sala Petrassi, giovedì 17 dicembre, ore 11.00

 Musica e tecnologia: la musica elettronica

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Primo Webinar dalla Sala Petrassi giovedì 17 dicembre ore 11

 

L’interazione tra uomo e macchina, il rapporto tra musica e scienza, l’utilizzo del computer nella composizione della musica, la musica elettronica e lo studio dei fenomeni acustici, sono alcuni degli argomenti che musicisti e scienziati hanno affrontato a partire dagli anni Cinquanta e ancor più in coincidenza con l’evoluzione dei supporti informatici e web. All’importanza della valorizzazione del legame tra musica e scienza l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma e il CRM, e con il sostegno di Leonardo, dedica una mostra retrospettiva (che sarà inaugurata nel mese di aprile) riferita all’opera di Paolo Ketoff, tecnico del suono di origini russe, figura emblematica della ricerca musicale sperimentale degli anni Cinquanta e Sessanta. Impegnato prevalentemente nel cinema, con registi come Comencini, Pontecorvo, Rossellini e Antonioni, Ketoff realizzò alla fine degli anni Cinquanta uno dei primi sintetizzatori – il Fonosynth  –  frutto dalla collaborazione, nell’estate del 1956, con il compositore  Gino Marinuzzi e Otto Leuning – compositore in residence all’Accademia Americana a Roma per un progetto finanziato dal Centro computazionale della Columbia University, allora il più antico Centro di ricerca per la musica elettronica negli Stati Uniti.

Negli anni Sessanta e Settanta la musica e la cultura cinematografica del suono furono fortemente influenzate dal lavoro di Ketoff – progettista elettronico che si definiva “un liutaio al servizio del musicista” – indiscusso protagonista del fermento culturale che caratterizzò la Roma di quegli anni. A ridosso degli anni Settanta il nome di Paolo Ketoff è conosciuto a livello internazionale: intrattiene rapporti stretti con numerosi compositori del tempo, come Domenico Guaccèro, Franco Evangelisti, Egisto Macchi insieme ai quali fonda un Centro di musica elettronica all’Accademia Filarmonica romana. Il suo lavoro nel cinema lo porta a lavorare anche con Ennio Morricone che utilizzò il Synket (acronimo per SYNthesizer KEToff) e altri modelli in numerose colonne sonore, da quelle dei film western a quelli impegnati. Con Morricone Ketoff collabora per gli effetti speciali e la regia sonora nel film H2S di Roberto Faenza, e in Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo. Diventato indiscusso leader dell’avanguardia musicale Paolo Ketoff realizza inoltre la parte elettronica di alcuni brani dei Song Books di John Cage con il quale nacque un’amicizia durata per tutta la vita.

La mostra con documenti inediti – come i progetti degli ultimi sintetizzatori, le lettere, i manoscritti, i manifesti – e il repertorio audiovisivo delle performance che hanno segnato l’avvento della musica elettronica a Roma, anticipando molte delle attuali tendenze e tecnologie, sarà inaugurata ad aprile 2021 al Parco della Musica in contemporanea con uno Studio di Ricerca per la musica elettronica e le nuove tecnologie un Centro permanente di formazione, produzione e ricerca musicale dell’Accademia di Santa Cecilia in risposta alle esigenze espresse da molti musicisti di avere a Roma un Centro tecnologicamente avanzato per la musica. La tecnologia, in particolare quella digitale, facilita la collaborazione tra l’ambito scientifico e quello musicale determinando l’espansione delle competenze specialistiche richieste, così che, la Fisica, l’Informatica, l’Elettronica e l’Acustica sono discipline che contribuiscono sempre più allo sviluppo della ricerca e delle applicazioni musicali.

L’apertura dello Studio PK sarà anticipata da quattro Webinar finalizzati a illustrare le connessioni, passate e presenti, tra musica scienza e tecnologia. Partecipano al primo incontro Michele dall’Ongaro, Presidente-Sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Daniele Pittèri Amministratore Delegato di Musica per Roma, Michelangelo Lupone, Direttore Artistico del CRM, Andrea Ketoff, Marco Monticelli, SVP Brand Promotion Leonardo, Marcello Panni.

 

 

Paolo Ketoff nato a Roma nella famiglia russa del giornalista Konstantin Ketoff, della madre Zina si sa solo che aveva frequentato a Mosca la scuola di pittura del Fante di quadri (Bubnovyj valet) e conosciuto Michail Larionov e Natalija Gončarova, che saranno spesso ospiti dei Ketoff durante i loro soggiorni romani. Ha due fratelli: il grafico Ivan e l’architetto Serge (1918-2005), che nel secondo dopoguerra diventerà famoso in Francia. Il suo primo contatto con il mondo del cinema è come attore: recita in una pellicola propagandistica, firmata da Giorgio Ferroni nel 1940, Ebbrezza del volo, in cui si celebrano le imprese di un gruppo di aspiranti aviatori. Nello stesso anno si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia, Sezione Fonici e Tecnici del Suono. Nel 1941 è chiamato alle armi e inquadrato nel 52° Reggimento Fanteria; l’8 settembre 1943, all’indomani dello sbandamento dell’esercito, raggiunge le truppe alleate, alle quali mette a disposizione le sue competenze tecniche; ingaggiato dall’esercito americano, arricchisce la propria esperienza nel campo della radiofonia e delle comunicazioni, partecipando ai lavori di ripristino e messa in opera degli studi RAI distrutti durante la guerra (Napoli, Roma, Firenze, Bologna e Genova); negli anni seguenti l’esperienza fatta lo aiuta ad affrontare qualsiasi problema tecnico, creando l’oggetto in grado di risolverlo. Alla fine della guerra torna a lavorare nell’industria cinematografica e prende parte alla produzione di diversi film, come fonico per la presa diretta. Contemporaneamente partecipa alla costruzione degli impianti dello stabilimento di doppiaggio della Titanus in Via Margutta; la società gli affida anche il sonoro di due importanti produzioni del 1953: Pane, amore e fantasia di Luigi Comencini e Café Chantant di Camillo Mastrocinque; dal 1953 al 1957 gli è affidato lo Studio di registrazione della RCA. Nel 1957 passa a lavorare negli studi della Fonolux S.p.A., dove rimane fino all’aprile 1965 come direttore tecnico, poi dal 1966 diventa progettista freelance di studi di registrazione e costruttore di apparecchiature personalizzate. In questi anni partecipa alla realizzazione della colonna sonora di film come Kapo (1959) di Gillo Pontecorvo, Il Generale della Rovere (1959) di Roberto Rossellini, L’Avventura (1960) di Michelangelo Antonioni, Banditi a Orgosolo (1961) di Vittorio De Seta e altri; scrive anche articoli per le riviste specializzate “Discoteca” e “Musica e Dischi”.

Il contesto sperimentale in cui Ketoff si muove è in stretto contatto con il mondo della produzione musicale ‘applicata’, un contesto in cui spesso gli stessi compositori erano dotati di ottime competenze tecniche. Considerandosi un liutaio al servizio dei musicisti, nel 1957-1958 alla Fonolux inventa insieme al compositore Gino Marinuzzi jr. (1920–1996), significativa figura della Roma elettroacustica degli anni Sessanta, il primo strumento elettronico per la generazione e controllo dei suoni: il Fonosynth. Successivamente, nel 1964-1965, da solo, brevetta un altro strumento per eseguire musica elettronica direttamente in orchestra, il Synket (al quale lavora per oltre quindici anni), esposto alla ХLII Biennale di Venezia (oggi al Museo della scienza e della tecnica di Monaco di Baviera). Alla fine degli anni Sessanta la personalità di Ketoff e il rilievo del suo lavoro sono riconosciuti in ambito internazionale: ad es., realizza la parte elettronica di alcuni brani dei Song Books di John Cage per il concerto parigino del 26 ottobre 1970. Le sue invenzioni gli portano la fama nel mondo musicale: diventa leader dell’avanguardia musicale italiana insieme ai compositori Domenico Guàccero (1927–1984), Franco Evangelisti (1926–1980) e Egisto Macchi (1928–1992). Con loro nel 1956 crea un Centro di musica elettronica presso l’Accademia filarmonica romana e nel 1967-1968 lo Studio sperimentale R7, la cui ambizione era finanziare la ricerca e la sperimentazione con un’attività imprenditoriale multiforme che spaziava dal noleggio delle apparecchiature alla fornitura di service audio, dal doppiaggio e la sonorizzazione all’affitto dello studio. La moglie Landa Ketoff (1922–2011) è stata una famosa giornalista musicale.

 

 

 

 

 

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