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Il Margutta: al via “Cornucopia”

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Il Margutta: al via “Cornucopia”

Il Margutta: al via “Cornucopia”
Dicembre 17
17:27 2015

7 artisti per descrivere il cibo e il pornfood
Sarà visitabile sino al 10 febbraio la mostra “Cornucopia” presso le sale del ristorante vegetariano “Il Margutta”

Le opere di Francesco Bancheri, Sara Baxter, Daniele Carnovale, Marco Colletti, Laura Giardino, Shanti Ranchetti ed Elio Varuna provocano, giocano e stemperano in stile pop e surrealista tali temi hot & cool

A conclusione dell’anno dell’EXPO il ristorante Il Margutta vegetarian food & art, in via Margutta 118, a Roma, ha inaugurato una nuova mostra per raccontare tutti i contrasti del cibo, inteso come nutrizione e come abbondanza, piacere e condanna, tradizione e globalizzazione. Un’esposizione sull’alimentazione, quella privata ma anche quella più spettacolare, che si fa Arte, una mostra sull’Italia a tavola e sulla sempre più evidente moda di lasciarsi conquistare dai grandi piaceri dell’alimentazione, sino a divenire, talvolta,ossessione.

LA MOSTRA – È attorno a questi temi che si esprimono gli artisti in Cornucopia Obsession #foodporn, mostra che sarà visitabile gratuitamente sino al 10 febbraio presso il rinnovato spazio espositivo dello storico vegetariano di Roma. La mostra, curata da Francesca Barbi Marinetti e in collaborazione con la Galleria Federica Ghizzoni, nasce da un’idea di Francesca Barbi Marinetti e Tina Vannini.  Le opere sono di Francesco Bancheri, Sara Baxter, Daniele Carnovale, Marco Colletti, Laura Giardino, Shanti Ranchetti ed Elio Varuna. 

“Simbolo di abbondanza, fortuna e fertilità – spiega la curatrice Francesca Barbi Marinetti su un piano più profondo la cornucopia rappresenta sovranità, spiritualità e forza. Ed è bipolare in quanto penetrante e pungente (maschile), contenitrice e creativa (femminile). Ancora una volta un bene supremo può assumere le sembianze della tentazione eccitando abitudini comportamentali”.

IL PROGETTO – “E’ un progetto a cui tengo molto – afferma la titolare e coideatrice della mostra Tina Vannini – e volevo che questa esposizione concludesse l’anno in cui tanto si è parlato di alimentazione in Italia. Abbiamo voluto presentare i due aspetti contrapposti del cibo, quello classico rappresentato dalla “cornucopia”  che induce ad immaginare la bellezza, la ricchezza, il valore e il piacere, da contrapporre alle abitudini di oggi dove ogni pietanza non viene solo assaporata  e gustata ma divorata da “scatti” ossessivi  che esigono un cibo bello ed estetico, da condividere non più in una tavola conviviale allietata dagli odori, dalle risate e dai discorsi dei commensali, ma bensì dalla necessità, in un nanosecondo, di pubblicare e far vedere a migliaia di occhi  che cosa stai per “mordere” quasi come fosse un piacere forte e peccaminoso, che non può più essere intimo. Ogni opera mi ha entusiasmata divertita e affascinata, sono  sicura che succederà anche a voi”.

GLI ARTISTI – Francesco Bancheri propone primi piani ravvicinati di fiori e cibo, in un’immersione olfattiva e visiva attraverso collage di buste e ritagli di giornali. In Daniele Carnovale il consumo del cibo è rapportato all’immagine femminile in soluzioni di equilibrata eleganza e ironia, con alimenti e bevande diverse a cui ogni opera è singolarmente ispirata.

Con L’Ile des Charmes II Marco Colletti presenta dolci balocchi dai colori squillanti,in netto contrasto con lo sfondo ombroso, che strizzano l’occhio alla nostra dimensione infantile. L’opulenza di un mondo sazio d’ogni cosa ritorna negli accostamenti surreali di Elio Varuna: è il Tuty il marchio d’artista onnipresente nelle opere di Varuna, un esserino rosso simile ad una macchia con bocca, denti ed arti.

È l’icona pop per eccellenza, il barattolo,a qualificare per Sara Baxter i supereroi. Il faro è qui puntato sulla tendenza al consumo di merci che rendono “iper”. Sono piselli, invece, quelli tatuati sulla pelle della bad-girldi Laura Giardino che ironizza sulla seduzione oscura e perversa femminile. Le pin-up di Shanti Ranchetti, infine, esasperano il rapporto tra appetito sessuale e gastronomico, prigioniere di uno stereotipo in apparenza seduttivo ma fondamentalmente dolce-amaro.

BIOGRAFIE DEGLI ARTISTI

Francesco Bancheri si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma in scenografia nel 2001 e dopo diverse esperienze di televisione, pubblicità e teatro firma le scenografie per il musical di Nicola Piovani “ConchaBonita”, diretto dal regista Alfredo Arias (2004).Lo studio della fotografia e la ricerca pittorica lo portano ad approfondire il ritratto e il figurativo, ma con il tempo sviluppa una tecnica basta sulla riformulazione del messaggio visivo statico, ovvero quello stampato. Bancheri taglia, unisce e incolla la carta dei quotidiani trasformando un messaggio più o meno stereotipato in qualcosa di immaginifico.

Sara Baxterè un’artista inglese che vive e lavora da molti anni in Italia. Con esplicito richiamo alla pop art, lavora principalmente con le lattine, evidente riferimento agli iconici barattoli di Andy Warhol. Finalista del Premio Combat, nel 2014 è stata subito notata e selezionata da Achille Bonito Oliva e poi quindi inserita nel movimento della Pop Up Revolution accanto a nomi importanti del pop up come Basquiat, Haring, Warhol, Obey. La Baxter recupera con queste opere il lavoro creativo di Arman: il dito è puntato sull’ingranaggio del consumismo e le lattine sono un’ironica allusione a quelle degli spinaci aperte da Braccio di Ferro.

Daniele Carnovale nasce a Nettuno, si diploma in scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e lavora da sempre come scenografo. La sua opera artistica, realizzata con tecnica mista, è di matrice Neo-Pop. Nei suoi lavori è spesso presente l’inserimento di foto rielaborate pittoricamente accompagnate da scritte prese in prestito dal grafitismo. Predilige superfici rigide. Tema ricorrente è il rapporto tra l’uomo e il vissuto tecnologico e comunicativo della contemporaneità.

Marco Colletti vive e lavora a Roma.Dopo la maturità classica si laurea in Lettere all’Università La Sapienza di Roma. Partendo da una base fotografica di luoghi abbandonati, riqualificata cromaticamente, inserisce una figurazione magica, che riscatta l’oblio in cui è caduto quel luogo specifico, simbolo di una più generale riscoperta di un mondo segreto di valori. Il tema del mascheramento e del nascondimento sono alla base della sua poetica, una realtà ideale che non può essere completamente rivelata perché potrebbe svanire. Affianca la sua attività di artista digitale a quella di illustratore e art director di case editrici internazionali.

Laura Giardino giovane artista milanese, tra recuperi vintage ed erotismo, tra etica punk ed estetica pop, riscrive l’identikit femminile contemporaneo in un’ottica di trasgressione. Le sue protagoniste sono maliziose pin up domestiche, che incarnano ruoli di bad-girl e demoniache vamp collocate su fondali dipinti con colori caramellosi, ritmati da curiosi motivi decorativi, pattern ricavati dalla ripetizione di elementi prosaici, come piselli, peperoncini, uova pasquali, perfino denti e articoli da toiletta, in forma di tatuaggi. Le scelte tematiche conducono su un terreno torbido ed equivoco, seducente e sinistro quasi come all’interno di un film noir, esperienza che si sottolinea soprattutto nella sua seconda fase artistica.

Shanti Ranchetti trevigiana di adozione, si diploma in illustrazione alla Scuola d’Arte Applicata all’Industria del Castello Sforzesco di Milano, sua città d’origine. L’artista apre il sipario alle immaginazioni più sfrenate, a icone femminili addolorate, ciniche e giocose. Prigioniere di loro stesse, ci mostrano tutte le possibilità espressive di un corpo che si contrae a proteggere un’anima ferita ma carica di forza e coraggio. Shanti Ranchetti è giunta ad una sintesi che l’avvicina molto alle esperienze lowbrow tipiche di una certa tendenza dell’arte statunitense, prendendo il via da una dimensione puramente italiana.

Elio Varuna nasce e vive a Roma. Superando il metro e novanta d’altezza e i cento kili di peso, Elio Varuna è il più grande artista neo-pop italiano. Affascinato dal simbolismo, dalle incisioni medievali e dalle immagini religiose i suoi lavori si caricano d’immagini bizzarre e ambienti stravaganti in cui i colori ultrapop si fondono ad un’aura mistica orientale. Una visione onirica che plasma un mondo surreale di paesaggi liquidi e cosmici, umidi e rarefatti, popolato da personaggi che oggi sono il marchio di fabbrica dell’universo varuniano. I “Tuty” sono esserini rossi immersi in avventure e in posture sempre diverse. Varuna ha esposto in molte gallerie e prestigiosi musei pubblici, in Italia e all’estero. Nel 2008 è stato scelto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per rappresentare la giovane arte italiana alla X Settimana della Cultura. È stato l’unico artista italiano invitato ad esporre nel 2009 alla Biennale di Shangai.

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