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IL MEDIOEVO A ROCCA DI PAPA

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IL MEDIOEVO A ROCCA DI PAPA

IL MEDIOEVO A ROCCA DI PAPA
Marzo 29
22:01 2020

Un bel lavoro quello di Piero Botti con Francesco Casciotti, Carlo Meconi e Luigi Carfagna: il Medioevo a Rocca di Papa, in un video girato tra i vicoli della nostra cittadina castellana prima dell’emergenza Coronavirus: guidati dalla voce chiara e forte di Piero Botti, ci avventuriamo nei vicoli più caratteristici del bel borgo antico, partendo da Piazza Eugenio III, pontefice che nel lontano 1100 volle venisse realizzata quella Rocca difensiva che diede il nome al nostro paese.

Nel filmato pubblicato su Fb nella pagina Tutta-RoccadiPapa,  seguiamo Piero che ci conduce nei quartieri più caratteristici come quelli del Binzo e dell’Ortagia, facendoci conoscere le fontane e le vie più antiche: tra queste  dell’originario corso cittadino, Via della Cava; si procede fino ad arrivare alla bella Piazza Vecchia con l’antica fontana in pietra sperone, una volta luogo di mercato e dove, secondo Tommassetti, fu festeggiata l’elezione del Santo Patrono, estratto a sorte nella piccola chiesa del Crocifisso.

Ed ecco comparire stemmi, date incise sui muri del vecchio quartiere; strade e case vicinissime, strette viuzze seguendo le quali s’arriva nella parrocchia del Croficisso, prima ancora chiesa di Santa Maria del Castello; notiamo vicoli dai muri arrotondati per consentire, il passaggio dei muli e degli asini carichi di fascine; antichi portoni di legno scrostato, sui quali il passato ha lasciato la sua impronta…

E s’arriva al misterioso Vicolo Sepolcro Scaccia, sul quale il narratore, curioso studioso fornisce la sua versione secondo la quale là v’era la “porta “del borgo medievale. E ci mostra, poco distante, un’antica buciarola ricovero di animali che vivevano strettamente vicini ai loro padroni, in una promiscuità ch’era la norma.

Eccolo passare poi,  tra i vicoli delle Casette, piccole case vicinissime costruite per proteggersi l’un l’altra dal freddo, dal vento e sulla via si nota direttamente dal passato,  un tratto di lastricato costituito da piccole pietre rossastre allungate: un’antica via bavarese.

Cammina cammina s’arriva alla Fortezza: antichi ruderi del Castello, luogo dove molto prima i sacerdoti cabensi officiavano i riti del culto dedicato a Giove Laziale. Cabum, città della Lega latina, legata ad Albalonga: ci mostra, Piero Botti, gentile e cortese, le mura ciclopiche dell’antico centro. Su queste si possono osservare i ruderi sui quali poi sorse il castello medievale… ed ecco i Bavaresi nel 1300 in una guerra lontana, soldati poi accasati con donne del luogo che diedero origine a una stirpe e a un quartiere che ancora oggi ha nel nome la loro origine teutonica.

Un viaggio nel tempo e nella storia, questo bel video regalato a tutti noi rocchegiani, luoghi e richiami che nelle pietre, nelle strade, in tutto ciò che ancora oggi possiamo vedere, toccare, calpestare emozionano e fanno amare sempre di più quella che una volta era chiamata la Regina dei Castelli e che tutti auspichiamo torni agli antichi splendori. Iniziamo a far conoscere la sua storia alle giovani generazioni e facciamola amare… da lì il passo sarà breve. Grazie a tutti, Piero, Francesco, Carlo, Luigi!

 

 

 

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